Crediti: Times of Israel

L’incremento della mortalità durante la pandemia è più alto al nord +84%, +11% al centro e +5% al sud

A piangere il maggior numero di morti per coronavirus  è sicuramente il nord Italia. Dalle statistiche pubblicate dall’Inps, nello studio “Analisi della mortalità nel periodo di epidemia da Covid-19” appena pubblicato,  si sottolinea come il numero di morti al nord tra marzo e aprile è  +84 %, ovvero in questa zona i decessi sono aumentati dell’84% rispetto alla media degli anni precedenti a fronte di un aumento del 11% al Centro e del 5% al Sud. L’Istituto rileva inoltre che le province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza presentano tutte una percentuale di decessi superiore al 200% e che quasi tutto il nord-ovest dell’Italia ha un incremento dei decessi superiore al 50%. Mentre gli scienziati dibattono per sostenere la scarsa letalità del coronavirus, non resta che guardare i numeri.

Il periodo dal primo marzo al 30 aprile 2020 registra un aumento di 46.909 decessi rispetto ai 109.520 attesi. Il numero di morti dichiarate come Covid-19 nello stesso periodo sono state di 27.938. Ricordiamo che la definizione di positivo al coronavirus, viene stabilita soltanto se il tampone eseguito in ambito ospedaliero risulta tale, mentre per i tantissimi malati deceduti in casa, non si è mai eseguito un test al tampone, ma la diagnosi è stat effettuata a partire dai sintomi, spesso inequivocabili.A questo punto ci si può chiedere a cosa sono dovuti i 18.971 ulteriori decessi? Tenuto conto che il numero di decessi è piuttosto stabile nel tempo, con le dovute cautele, possiamo attribuire una gran parte dei maggiori decessi avvenuti negli ultimi due mesi, rispetto a quelli della tabella riferita allo stesso periodo, all’epidemia. Il tasso di mortalità è più elevato nei confronti del sesso maschile, l’età media dei deceduti rimane alta, ma non come veniva descritta negli incontri giornalieri della protezione civile, dove ogni qual volta si faceva riferimento ai morti della giornata, si sosteneva che l’età media fosse intorno agli 80 anni. Purtroppo non è così, il tasso di mortalità si è alzato anche nei confronti di età non ritenute ad indice di rischio.



Alessandra Filippello