Liceo artigianale: quando il sapere incontra la pratica

In SOCIALE by Greta SacchiLeave a Comment

Da sempre il liceo è la scuola teorica per eccellenza, quella che ti prepara all’università e allo studio infinito. Per l’Istituto Oliver Twist di Como però non è più così; questa scuola dà infatti il via al primo “Liceo artigianale”, una scuola delle scienze applicate che ha anche il vantaggio di avere l’ alternanza scuola lavoro come prassi quotidiana. Questo istituto nasce dalla Fondazione Cometa, che grazie a fondi raccolti grazie a enti privati nel 2009 ha potuto inaugurare la struttura, che si apre sia ai ragazzi sia ai lavoratori che vogliano “specializzarsi”.

“La Scuola è concepita come un Liceo Artigianale, cioè un contesto di apprendimento che punta al pieno sviluppo della personalità attraverso un fare sapiente, concreto e moderno.  In relazione con l’evoluzione economica e sociale in atto, la Scuola si impegna a favorire l’apprendimento della lingua inglese”: ecco gli obiettivi del progetto, sottolineati dagli stessi ideatori.

Il percorso di studi proposto è fortemente innovativo in quanto al classico diploma affianca una certificazione di competenze lavorative. Gli studenti, infatti, dovranno frequentare 210 ore di laboratorio nel corso del primo anno per poi iniziare un tirocinio di una settimana al mese in azienda negli anni successivi. Grazie al lavoro del comitato scientifico, composto da Mario Motta, Giuseppe Bertagna, Erasmo Figini, Carlo Ossola e Albino Zgraggen, gli alunni avranno l’occasione di poter affacciarsi al mondo del lavoro e svolgere una formativa esperienza professionale in aziende quali Index spa, Lario Hotel, Lisa spa, Vodafone e Castiglioni Legnami.

Le discipline proposte sono arti della cucina e dell’accoglienza, arti dell’arredo ligneo e arti tessili, ma anche corsi di scienze, storia, comunicazione, informatica tramite formula CLIL, lezioni su come utilizzare software specialistici e le materia principali di qualsiasi altro liceo. In un mondo globalizzato come quello in cui viviamo, l’insegnamento dell’inglese appare fondamentale: con l’attuazione di moduli di cultura internazionali con docenti e professionisti stranieri e madrelingua, l’obiettivo per il termine del primo biennio è quello di raggiungere almeno il livello di certificazione di lingua B1.

Così il Liceo Oliver Twist apre il dibattito sulla forma e il valore dei licei che sempre più devono guardare al mondo del lavoro e preparare gli studenti ad immettersi nel mercato economico; i più conservatori non sono entusiasti all’idea di un liceo “pratico”, tuttavia puntare sull’insegnamento di un mestiere con una formazione di qualità e globale potrebbe essere la strada giusta per far si che la tradizione artigiana italiana non vada scemando e che acquisti una consapevolezza maggiore data dalla formazione culturale dei futuri artigiani.

Fino a qui tutto molto interessante e degno di nota, ma se durante la mattinata i ragazzi sono in azienda e il pomeriggio a lezione, dove trovano il tempo di studiare e più generalmente di godersi la vita? Nulla di più semplice: il percorso di studi di ciascuno studente può essere infatti personalizzato e supervisionato da tutor, in modo tale che lo studente può prepararsi al meglio senza rinunciare alla spensieratezza e alla tranquillità della sua adolescenza.

L’istituto Oliver Twist appare, quindi, come un liceo a tutti gli effetti, nel quale al centro dell’attenzione ci sono i ragazzi e le loro esigenze e soprattutto l’idea che una preparazione teorica e pratica ad altissimo livello possa offrire alle nuove generazioni la possibilità di competere con il mercato globale e di riportare il Made in Italy a quegli standard qualitativi che lo hanno reso così famoso.