Le scenografie dei concerti rock: Mika, Adele, Eschilo e Sofocle

In #CulturalMente by Emilia GranitoLeave a Comment

Un concerto oggi non è solo musica, fan in delirio e imprecazioni contro TicketOne, ma anche luci, abiti incredibili e scenografie. Soprattutto queste ultime sono studiate nel minimo dettaglio, con lo scopo di far vivere allo spettatore un’esperienza unica, della quale si senta anche partecipe. E così, ecco che per le scenografie dei concerti rock che le vengono commissionate, Es Devlin tra le tra le maggiori set designer contemporanee, si ispira ad Eschilo, Sofocle ed Euripide per ideare le sue “opere d’arte”. Ed i nomi degli artisti con cui ha collaborato non sono certo da poco: Mika, Adele, U2, Rolling Stones, Beyoncé, Miley Cyrus, Lady Gaga e tanti altri.

Le scenografie della Devlin sono visionarie: un’alta montagna su cui canta Jay-Z; un’enorme lingua-scivolo dalla quale esce Miley Cyrus; un monolite alto 7 piani su cui si proietta la performance in livestream di Beyoncé;  una foresta interrotta da enormi videowall per un concerto dei Rolling Stones o una sorta di altare circolare composto di enormi schermi che riproduce, in bianco e nero e dilatati, i gesti di Adele. Insomma, spettacoli monumentali ed effimeri nei quali musica, architettura, cinema e performance si combinano, in una dimensione avvolgente, per realizzare spettacoli che necessitano della partecipazione collettiva del pubblico.

Ed è esattamente quanto avviene nelle tragedie greche: queste, infatti, proponevano esperienze fondate sulla partecipazione attiva del pubblico, che era portato ad immedesimarsi con l’andamento della tragedia messa in scena. L’empatia era ricercata dai drammaturghi classici, che grazie alla potenza dell’immedesimazione nei personaggi ed in ciò che capitava loro riuscivano ad entrare nel cuore degli spettatori. Insomma, quando ad un concerto balliamo e cantiamo le canzoni dei nostri cantanti o gruppi preferiti, non facciamo altro che mettere in scena assieme a loro uno spettacolo già architettato.

Ma come fa la Devlin ad ideare scenografie così magnifiche ed illusorie? Semplice: ascolta le intenzioni e spesso i sogni ricorrenti dei suoi committenti, che le raccontano anche vicende realmente accadute nella loro vita o le confessano le loro fantasticherie, dopo di che ci mette del suo. Ed il risultato è sorprendente.