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Infradito, intramontabili anche per l’estate 2020

C’è chi proprio non le sopporta e invece chi non ne può fare a meno: stiamo parlando delle infradito. Sono sicuramente le protagoniste indiscusse delle passerelle della spiaggia e ad oggi ne esistono di ogni modello. La verità è che questo tipo di calzatura, apparentemente così moderna, ha origini molto antiche.

I primi modelli risalgono all’antico Egitto. Grazie al carbonio 14 è stato possibile risalire alla datazione di un paio di infradito in papiro: risalirebbero al 1500 a.C. circa. Gli egiziani le costruivano utilizzando appunto il papiro e le foglie di palma, materiali che abbondano sulle rive del Nilo. Inoltre, il faraone è spesso ritratto mentre ne indossa un paio.

Allo stesso periodo risalgono modelli di differenti materiali ritrovati in diversi luoghi. In india erano prodotte con fibre di legno, in Africa con la pelle animale, in Oriente con fibre di riso.

In Giappone ne vennero realizzati di due tipi: gli zori, senza tacco e molto simili alle nostre moderne infradito, e i waraji, costruiti in corda e oggi ancora indossati dai monaci buddhisti. Gli abitanti del paese del sol levante per tradizione le portano con delle speciali calze bianche: le tabi. Questi calzini hanno una forma tale che separa il primo dito del piede dai restanti; questo le rende perfette per essere indossate con le infradito.

Nella cultura classica variava la posizione del fermo: presso i greci era tra il primo e il secondo dito, mentre i romani lo portavano tra secondo e terzo dito.

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Il primo paio di infradito in materiale plastico fu realizzato nel 1960 da Dunlop. Ad oggi sono celebri in tutto il mondo. Ma qual è il segreto della loro longevità? La semplicità con cui si realizzano: con materiali facilmente reperibili si ottiene infatti una calzatura pratica ed economica. Per questo rappresentano una risorsa valida soprattutto per quelle persone che vivono in condizioni economicamente difficili.

Oggi vengono realizzate principalmente in gomma, spesso riciclata. I modelli in cuoio sono invece più pregiati e più resistenti. Come tutti ben sanno, è infatti raro trovare un infradito in gomma che resisti per più di una stagione estiva. A tutti, a fine agosto, è capitato almeno una volta di rimanere con l’infradito in mano.

Bisogna comunque limitarne l’utilizzo visto che possono avere ripercussioni sulla salute. Nello specifico si consiglia di sceglierne paia dalla suola non troppo rigida né piatta, altrimenti son dolori ad ogni passo.

Per la stagione 2020 il modello must-have è sicuramente quello dal tacco basso e sottile (dai 5 ai 7 cm). Si tratta dei sandali Thong che arrivano direttamente dagli anni Novanta. Tutti i grandi brand hanno proposto la loro versione di questa calzatura che si aggiudica il premio di sandalo della stagione.



Eleonora Corso