Ecco come l’arte greca seppe dominare il mondo

 Tutti noi sappiamo che all’arte greca spetta una posizione importante nella storia dell’arte in generale. Essa ricopre un periodo abbastanza lungo che complessivamente va dal 2700 a.C. al 1100 a.C., ed inoltre contiene al suo interno molte delle innovazioni artistiche che hanno dato svolte di grande importanza soprattutto a livello mondiale. Risulterebbe perciò riduttivo limitare la sfera di sviluppo della suddetta arte al solo territorio della penisola Ellenica, visto che il suo raggio d’influenza approdò nelle Isole Egee e nelle colonie sulle coste dell’Asia Minore, del Mar Nero, della Sicilia, dell’Italia meridionale e di altre località del Mediterraneo, fino ai territori dell’Anatolia, della Siria e dell’Egitto.

Generalmente l’arte greca viene divisa in quattro periodi principali, l’uno seguito dall’altro. Il primo periodo è senz’altro quello di Formazione o Geometrico, seguito dal periodo Arcaico, poi il periodo Classico ed infine l’Ellenistico. In ogni caso queste divisioni non sono molto di rilievo dal punto di vista artistico, ma vengono effettuate più per uno scopo didattico.

Come giunse l’arte greca ad un simile risultato? Innanzitutto è importante sottolineare che i Greci si buttarono a capofitto nella traduzione della forma di natura in forma d’arte, una sorta di mimèsi appunto. L’uomo greco vuole conoscere se stesso attraverso il mondo che lo circonda. Solo attraverso la conoscenza della natura era possibile governare le leggi. Ma i Greci non si fermarono qui. Puntarono sull’aderenza al realismo, attraverso uno strepitoso mix tra razionalismo e naturalismo, che in scultura si tradusse in un’attenzione particolare dell’anatomia umana e in architettura vide protagonista la stretta corrispondenza tra forma e funzione. Furono dei perfezionisti e puntarono alla ricerca di un’arte non suscettibile di valutazioni relative, viste come fenomeni di gusto individuali e soggettivi, ma ispirata a valori universali ed eterni, capace di dar vita ad un’estetica esente da mode passeggere.

Quale fu il contenuto fondamentale dell’arte greca? L’artista greco vuole rappresentare l’uomo, visto come limite perfetto a cui giunge scegliendo le parti migliori dei singoli individui e assemblandole. Questo atteggiamento permise loro di elaborare la teoria del mito, visto appunto come racconto archetipo, in cui ciò che importa è la verosimiglianza e non la verità. La rappresentazione dell’uomo ideale non è altro che la ricerca del mito. La cultura greca mostra il desiderio, da parte dello stesso uomo, di stabilire un rapporto con le divinità. Secondo la mitologia infatti, gli dèi hanno le qualità degli uomini e ne condividono paure, rancori, amori. Al contrario, gli uomini eroici hanno coraggio e intelligenza, qualità che li avvicinano agli dei. Non è un caso che la produzione figurativa, fin dall’età Arcaica, si sia concentrata sulla rappresentazione di divinità e di oranti.

E’ importante sottolineare che l’arte greca ricevette linfa vitale dal clima di democrazia in cui fiorì. Attraverso la nascita delle prime Pòleis, che rappresentano l’unica forma statale adottata dai greci, l’artista fu in grado di muoversi puntando alla ricerca del nuovo che rappresenta una diretta conseguenza della sua libertà espressiva. Se all’artista viene riconosciuta la libertà, egli può variare la propria visione dell’arte, e, di conseguenza, può raggiungere obiettivi diversi, e migliori. Se il clima politico non è basato sul principio delle libertà individuali, appare evidente che anche l’artista non gode di quella spinta verso la ricerca e la perfezione individuale, che, da sempre, rappresenta una motivazione fondamentale per i progressi dell’arte

La civiltà greca ha fornito altresì una spinta notevole a molti ambiti del pensiero e della cultura. Dalla filosofia al teatro, dalla poesia alla matematica, non c’è stato ambito della conoscenza che non sia stato esplorato dagli antichi greci. Da un contesto così vivace e produttivo, nessuna attività artistica rimase esclusa. La scultura venne portata a livelli insuperabili e divenne la massima rappresentazione dell’estetica, la pittura raggiunse obiettivi mai neppure tentati seppure gran parte delle testimonianze sono andate perdute, l’architettura perfezionò talmente le sue forme, da rimanere eredità valida per molti secoli a venire.



Erminia Lorito