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L’arte di Takashi Murakami, dalle iconiche collaborazioni alla bancarotta

Con l’improvviso scoppio della pandemia di COVID-19, la mia società è alla bancarotta e ho dovuto rinunciare a diversi progetti. Recita così la didascalia che accompagna il video postato lo scorso 30 giugno sulla sua pagina Instagram dall’artista giapponese Takashi Murakami. È uno degli artisti ancora viventi più noti del panorama internazionale, tutt’altro che di nicchia e poco noto, in quanto vanta collaborazione con brand del calibro di Louis Vuitton e Supreme, solo per citarne alcuni. Tutto ci saremmo aspettati tranne che fosse proprio lui l’artista a ritrovarsi in tale triste circostanza, ma questo ci fa riflettere su quanto questa situazione sia complessa, soprattutto per il mondo dell’arte.

Il nostro intento adesso però non è di entrare in questo complicato discorso, bensì quello di ripercorrere e farvi conoscere, qualora voi non siate degli esperti, la carriera e le opere di questo iconico artista.

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Nato a Tokyo nel 1962, è il fondatore del movimento artistico Superflat. Non fatevi ingannare dal nome, in questo caso infatti l’aggettivo piatto non va interpretato nell’accezione di noioso, anzi tutt’altro. La piattezza a cui ci si riferisce in questo caso è quella del mondo dei manga e dell’animazione giapponese, ossia la bidimensione. Con il suo approdo oltreoceano, dopo aver vinto una borsa di studio al MOMA di New York, il suo successo raggiunge in poco tempo le stelle. I grandi brand e i grandi nomi della moda e del design occidentale rimangono ammaliati dalla sua arte. Margherite super colorate che ti guardano sorridenti. Sembra un’immagine così infantile e scontata eppure c’è qualcosa in quei fiorellini che ti ipnotizza e ti cattura. C’è un mondo al loro interno da cui non si riesce più a staccare lo sguardo.

Oltre a mostre e progetti presso le più importanti istituzioni e gallerie d’arte al mondo, Murakami è noto per le sue collaborazioni con la moda e con importanti nomi di questo settore. Vediamo insieme le migliori e più note.

 

Takashi Murakami x Louis Vuitton

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Quello tra Murakami e Louis Vuitton è un sodalizio iniziato nel 2003 e la cui produzione è durata per ben più di dieci anni. L’allora direttore creativo della maison francese, Marc Jacobs, chiese all’artista giapponese di ridisegnare il classico monogramma del brand. Fu così che le It Bag LV si ricoprirono di colori accessi, fiorellini sorridenti e pupazzetti kawaii. Di collaborazioni nel mondo della moda se ne sono viste tantissime negli ultimi anni, ma questa è forse la più nota, copiata e desiderata di sempre.

 

Takashi Murakami x Vans

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Nel 2015 Murakami ha disegnato una limited edition per lo storico brand di sneakers e streetwear. I più iconici pattern dell’artista, le margherite e gli scheletri colorati, si ritrovano sulle classiche scarpe Vans, sulle t-shirt e su tavole da skate.

 

America too – Murakami & Abloh

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Questa volta non si tratta di una collezione di accessori o di abiti, ma la moda c’entra comunque. America too è, infatti, il titolo della mostra tenutasi a Beverly Hills nel 2018 composta dalle opere realizzate a quattro mani da Takashi Murakami e Virgil Abloh. Quest’ultimo è fondatore del brand di streetwear più amato e ambito del momento Off-White, designer, imprenditore, DJ e anche artista. Il logo e le iconiche parole tra virgolette del brand si fondono con i pattern di Murakami su tele e sculture.

 

Murakami x Supreme

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Non poteva ovviamente mancare una collaborazione con il re in questo campo: Supreme. Si tratta di una collezione limitatissima, rilasciata lo scorso aprile e il cui ricavato è stato devoluto in beneficienza alle famiglie colpite dal Covid-19. Una speciale t-shirt il cui classico box logo è stato arricchito dai disegni dell’artista.

 

Non ci resta che sperare che Murakami possa presto riprendere in mano i progetti abbandonati. Siamo curiosi!



Giulia Storani