La Spagna dice addio allo spreco alimentare, una legge che ricorda quella italiana del 2016

Le campagne di sensibilizzazione verso un determinato fenomeno iniziano spesso attraverso delle imposizioni, ovvero leggi che mirano ad arrestare in maniera ferrea quel problema. Tale condizione è tipica soprattutto delle normative create per tutelare l’ambiente. Nonostante si sappia, ad esempio, che buttare cicche di sigarette in spiaggia sia sbagliato, le persone continuano a farlo. Motivo per cui Barcellona ed altre spiagge spagnole hanno deciso di rendere il divieto più stringente attraverso multe salate. Allo stesso modo, la Spagna cosciente dei danni che lo spreco alimentare sta causando nell’ecosistema, ha deciso di proporre un disegno di legge che mira a ridurre e riciclare gli avanzi.

Lo spreco alimentare, oltre ad essere una problematica etico-morale per chi nel mondo non dispone di risorse primarie, è strettamente collegato al cambiamento climatico.

Infatti, lo spreco di cibo ha un impatto non indifferente nell’ambiente. In primo luogo per la quantità di risorse primarie necessarie al suo utilizzo – come acqua, suolo agricolo – che vengono inevitabilmente sprecate se il cibo viene gettato via.

Secondariamente, si legge dal sito dell’ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani -, tra le conseguenze più dirette dello spreco alimentare vi sono le emissioni di gas serra, la deforestazione, la perdita di biodiversità, la perdita di fertilità dei suoli/erosione,  l’inquinamento delle falde acquifere, scarsità idrica e molto altro. Notizie di cui tutti sono a conoscenza, eppure si continua a sprecare gran parte del nostro mangiare.

Al fine di porre rimedio ad un fenomeno così diffuso, il governo spagnolo ha deciso di combatterlo scrivendo nero su bianco una nuova legge anti spreco.

Il primo step della norma, votata in Parlamento, prevede l’obbligo per ristoranti e bar di disporre delle cosiddette “doggy bag”, letteralmente vaschette per avanzi per il cane. Queste, ovviamente eco sostenibili, dovranno essere rese disponibili per i clienti che ne facciano richiesta e dovranno contenere gli scarti del proprio cibo consumato.

Gli avventori di bar e ristoranti non di rado richiedono di poter portare a casa il cibo ordinato che non si è riusciti a terminare. Con la nuova legge, tutti i ristoratori saranno obbligati ad avere le sacche di cibo.

Inoltre, è fondamentale che si adoperino in ogni modo a smaltire gran parte del cibo rimasto, dato che si rischiano multe fino a 60.000 euro.

Le multe potranno essere applicate anche nel caso in cui i locali con una superficie di oltre 1.300 metri quadri, che hanno a che fare con dei generi alimentari, non dispongano di convenzioni con banchi alimentari o organizzazioni non governative attive nel settore.

La legge, poi, si rivolge anche ai supermercati e a tutti gli operatori del mondo alimentare. Viene richiesto loro di stimolare la vendita di prodotti la cui scadenza si avvicina, attraverso delle riduzioni di prezzo. Questo per evitare che il cibo venga buttato e non consumato.

Così facendo la Spagna punta a smaltire, entro il 2030,  1,36 milioni di tonnellate di cibo e bevande sprecate ogni anno.

Un numero elevato che ha sollevato particolare interesse sulla questione e che ha anche spinto ad attivare una campagna di informazione sull’argomento. Le multe – che nei casi più estremi possono arrivare fino a 500 mila euro – sono, tra le altre cose, un mezzo attraverso cui imporre l’esistenza di una problema e svegliare le coscienze delle persone a riguardo.

In Spagna ogni individuo spreca in media 31 chilogrammi a persona con conseguenze tanto ambientali quanto economiche. In Italia, la differenza è minima ed è per questo che un simile piano anti spreco non solo è utile, ma persino necessario.

La legge spagnola ricorda, in effetti, la cosiddetta “legge anti-spreco” italiana.

Ovvero, la Legge n. 166 del 19 agosto 2016  dal titolo: “Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi”. Presentata durante l’EXPO Milano 2015 e facente parte del programma “Piano SprecoZero”.

Tra i suoi obiettivi fondamentali, la donazione dei beni alimentari, altrimenti sprecati, ai più bisognosi. Nonché il riciclo dei prodotti, si parla in questo caso anche di indumenti, il cui ciclo di vita viene prolungato. Alle aziende che dimostrano comportamenti virtuosi a riguardo vengono garantite agevolazioni fiscali sui rifiuti e finanziamenti economici per lo sviluppo di progetti di ricerca settoriali. Lo scarto diventa, quindi, un valore aggiunto su cui poter puntare nel rispetto dell’ambiente circostante e delle parti della popolazione più fragili.

Ad oggi, oltre alle leggi messe in atto dai vari governi, esistono persino delle app.

Create appositamente per porre rimedio alle eccedenze alimentari invendute, ed evitare lo spreco di cibo. Un’idea, come quella di Too Good To Go che sposa sia la possibilità di risparmio economico e la tutela ambientale.



Giulia Grasso