Kolisi: il primo Capitano nero degli Springboks

In Sudafrica, il Paese famoso per l’apartheid, è stato di recente abbattuto un altro tabù: per la prima volta il capitano della nazionale di rugby del Sudafrica sarà un nero.

Strano a dirsi, ma vi assicuriamo che non è una bufala. Ad anni di distanza dall’apartheid, in Sudafrica in certi ambienti, come quello del rugby, l’uguaglianza non è mai stata pienamente e totalmente percepita come un valore da proteggere e tutelare. Quindi, era impensabile avere un capitano di colore nero nella nazionale di rugby.

Nel 2018, però, c’è stata la svolta storica ed epocale per il rugby sudafricano. Siva Kolisi, ventiseienne, terza linea (flanker), ventotto presenze con la maglia verde degli Springboks (nazionale di rugby del Sudafrica) sostituirà l’infortunato Warren Whiteley, prendendo i gradi da titolare nel primo dei tre test match contro l’Inghilterra in programma all’Ellis Park di Johannesburg il 9 giugno 2018.

A comunicare la notizia è stato il neo – allenatore della nazionale Rassie Erasmus che ha così dichiarato: «Siva è un grande lavoratore, e si è guadagnato il rispetto di tutti i suoi compagni. Essere capitano dei Boks è un grande onore, sono certo che sarà all’altezza del ruolo».
Kolisi, quindi, arriva a segnare un momento storico imprescindibile per il rugby sudafrciano considerato da sempre uno sport solo e quasi esclusivamente per bianchi, nonostante l’apartheid e le lotte per l’uguaglianza di Nelson Mandela.

Per favorire una maggiore apertura agli atleti di colore, è intervenuta anche la Federazione nazionale sudafricana di rugby – la South African Rugby Union (Saru) – che ha realizzato un piano quinquennale per l’inserimento degli atleti, tenendo conto non del colore della pelle come discriminante per estrometterli, ma solo del loro talento e delle loro capacità atletiche come motivi per renderli giocatori della squadra.

L’obiettivo del piano è che nel 2019 almeno la metà dei giocatori dei campionati professionistici sia di colore. Le quote saranno applicate sia ai giocatori sia ad allenatori e dirigenti di club.

Pare che proprio il Paese conosciuto al mondo per la lotta contro la segregazione razziale sia rimasto indietro quando si parla di sport ed in particolar modo di rugby. L’intervento della Federazione nazionale sudafricana di rugby si è reso indispensabile proprio per garantire pari opportunità e diritti ai tanti atleti e sportivi sudafricani che, seppur bravi, non hanno mai potuto ambire a posizioni di prestigio.

Stavolta, però, si scrive una nuova pagina di storia: dopo 127 anni arriverà Siva Kolisi come Capitano della squadra nazionale di rugby. Ed è come quasi sentire di avere vinto una battaglia, come quasi credere che sperare non è mai vano ed è come quando finalmente arriva l’occasione della vita ed è tua.



Sandy Sciuto