“How italians do things”: i meme sugli italiani spopolano in rete

Dopo il famosissimo trinomio “pizza, mafia e mandolino” potevano forse tardare ad arrivare le chiacchieratissime battute sulla gestualità di noi italiani? Ma certo che no ed ovviamente ad accontentarci tutti ci ha pensato, ancora una volta, il famosissimo popolo social. Così a suon di “How italians do things” si è scatenata una vera e propria guerra che pare ogni giorno stia mietendo vittime nell’adoratissimo stivale. Ma chi vorrà mai prendersi gioco di noi?

Stando ad alcune indiscrezioni i primi meme dalla dicitura in questione sono apparsi sulle pagine Facebook Politically Incorrect e Irreverent Italian Memes che pare abbiano sbancato attraverso quello che, a prima vista, si sta trasformando in un vero e proprio tormentone con ad oggetto l’ormai noto finger purse.

Di cosa si tratta? Già nel 1958 Bruno Munari lo collocò nel Supplemento al Dizionario Italiano tra i 10 gesti tipici e più conosciuti al mondo sugli italiani corrispondente in gergo all’usatissimo “Cosa vuoi?”. Ed è così che magicamente le estremità delle cinque dita si riuniscono rapidamente e formano un cono col vertice in alto da poter utilizzare comodamente per ogni occasione.

Nemmeno a dirlo ed ecco spuntare i primi “How italians listen to music” con tanto di cuffie e l’immancabile gesto; a seguire “How to arrest an italian”, “How italians cuddle a cat”, “How italian people sleep”, “How italians look at italian memes” e la fantasia può accompagnare solamente.

Certo è che dopo grasse risate e poca rassegnazione pare proprio che non tutti gli “italians” l’abbiano digerita, tanto che alcuni pare siano partiti alla riscossa: molti si sono guadagnati ulteriori riconoscimenti dal calibro di “Comment by an annoyed Italian in 3,2,1…” (“commento di un italiano scocciato fra 3,2,1…”). Come biasimarli? Altri invece hanno preferito una vendetta semplice e silenziosa come dimostrano la divertente gif firmata dai iPantelles ed un tweet di un simpatico utente che pare abbia aperto nuovi spiragli di consapevolezza.



Erminia Lorito