Intervista Giuseppe La Spina: il mondo di un influencer su Instagram

In #Lifestyle, #Moda, WEB by Sandy SciutoLeave a Comment

Instagram è pieno di foto di paesaggi, di volti sorridenti, di cibo e di ragazzi e ragazze che tentano di diventare o lo sono già fashion influencer. A rimanere semplici spettatori o followers – come Instagram ama tanto appellarci – il rischio è costruirsi un’idea ovattata e per niente conforme alla realtà di Instagram e dei fashion influencer. Diciamoci la verità: nessuno può essere in grado di spiegare il mondo di un fashion influencer meglio di chi è riuscito a fare del lifestyle e della passione per la moda un lavoro! Per questo, noi di Social Up! abbiamo intervistato Giuseppe La Spina, fashion influencer siciliano, che nel suo account Instagram conta più di novantacinquemila followers e negli anni è riuscito a farsi apprezzare per eleganza, buongusto e foto suggestive. Laureato in Economia e con un lavoro che lo gratifica, Giuseppe La Spina ha trovato in Instagram il modo migliore per unire tre cose che ama: la moda, la fotografia e la Sicilia, terra d’origine. Su Instagram ha due account: @giuseppe_la_spina   e @iltrinacria. Se in quest’ultimo potrete trovare esclusivamente foto di luoghi magici che ha visitato, è nell’account @giuseppe_la_spina, invece, che potrete apprezzarlo attraverso i suoi scatti e siamo certi che non resterete delusi!!

Per i più curiosi, oltre i profili Instagram, esiste anche giuseppelaspina.com, il blog in cui Giuseppe La Spina si racconta in un mix tra viaggi, moda e lifestyle. A noi di Social Up! ha raccontato il suo modo di essere un fashion influencer e la recente partecipazione alla Fashion Week di Milano.

1) Come si riesce a fare del lifestyle e della passione per la moda un lavoro?

Nel mio caso specifico, all’inizio di tutto, il mio intento non è mai stato questo, anzi, in realtà, non sapevo bene neanche cosa fosse un blog e che si potesse lavorare tramite questo. Durante il periodo degli studi, per arrotondare a fine mese, ogni tanto lavoravo come modello per eventi e sfilate, anche perché amavo la moda e tutto il mondo che gira intorno ad essa. Quando scaricai per la prima volta l’app di Instagram, le prime foto che inserì erano proprio quelle di alcuni miei lavori “da giovane”. Il discreto ritorno di like, fecero in modo di farmi incuriosire sui meccanismi di questa nuova app. Tra le principali regole di questi meccanismi esiste il posizionamento, come una qualsiasi azienda. Il mio era ormai orientato sul lifestyle e la moda, di conseguenza, chi ti segue si aspetta questo tipo di contenuti e il curarli e aggiornarli costantemente hanno comportano una crescita, sia come apprezzamenti, sia come notorietà all’interno del sistema. È questa notorietà, dettata dalla cura dei dettagli e dalla costanza dei contenuti, che poi ti dà modo di poter trasformare la tua passione in un lavoro.

2) Come sei riuscito ad entrare in contatto con le case di moda che pubblicizzi?

La risposta è un po’ legata alla prima domanda, o meglio, è il continuo. Quando cominci a capire che il tuo profilo “inizia a prendere forma”, paragonato a quello di altri competitors, sei tu che incominci ad inviare email a svariati brand, agenzie e case di moda, perché il mare è grande e in qualche modo devi pur farti notare. Una volta creati i primi contatti, sviluppati i primi lavori e partecipato ai grandi eventi del settore, Pitti e Milano Fashion Week, inizi ad essere riconosciuto come persona e non solo come un profilo social, dunque ad avviare rapporti soprattutto a livello umano, che ti danno una marcia in più anche e soprattutto in questo lavoro.

3) Com’è la vita di un fashion influencer?

Beh, la vita di un fashion influencer a 360 gradi non sono in grado di descrivertela, perché non faccio solo questo nella vita, purtroppo o per fortuna. Solitamente è piena di viaggi, scadenze, foto, eventi e soprattutto ti dà l’opportunità di conoscere tantissima gente che si occupa delle cose più svariate, sia nel modo della moda che dell’arte in tutte le sue forme. A volte devo fare una selezione non potendo partecipare a tutto, sia perché sto lontano da Milano, che considero il polo centrale di questo mondo, sia perché come raccontato prima, mi occupo anche di altro nella vita, diciamo che mi divido in due! … ma fin quando c’è la passione, tutto questo non pesa per nulla.

4) Tra voi addetti ai lavori esistono rivalità?

Se identifichiamo questo mondo come un mercato e ogni profilo come un’azienda, la concorrenza e la rivalità c’è sempre. In realtà, dietro a quello che si vede, ci sono meccanismi più complessi dettati ormai e soprattutto dalle agenzie che curano e gestiscono alcuni profili, di conseguenza è una gara a chi può mettersi maggiormente in mostra tramite i propri pacchetti di social influencer. Poi, ovviamente, nascono rapporti anche di amicizia, ma solitamente fanno capo sempre alla stessa agenzia, dato il contatto quotidiano che si ha durante le stesse collaborazioni e progetti.

5) Cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere questa carriera? E cosa a chi già l’ha già intrapresa?

Cosa consiglierei?! Sai, è una delle domande che mi viene posta più spesso tramite messaggi ed email. Sinceramente, penso che il mercato sia pieno ma non saturo perciò dal nulla a diventare qualcuno sui social, ad oggi, la vedo dura. O si ha uno stile originale fuori dal comune o si fa qualcosa di diverso tramite altri canali, come la TV, e poi da lì una volta acquisito un pubblico, iniziare a sfruttare a pieno i profili web.

A chi ha intrapreso questo tipo di carriera già da un po’, invece, il mio unico consiglio riguarda l’umiltà. L’umiltà con le persone che ti seguono, con gli addetti ai lavori e tutti quelli con i quali si entra in contatto quotidianamente. Dunque, è bene mantenere un profilo in questo caso personale e non social, sano e tranquillo.

6) Ci sono regole per avere più like e maggiore visibilità?

Molti ancora non hanno capito a fondo il funzionamento di Instagram, che rispetto ad un tempo si è evoluto verso una direzione decisamente commerciale, lontano parente della sola e romantica foto, intesa nella maniera più pura e artistica possibile. Non ci sono regole o trucchi per avere più like e visibilità, è importante fare belle foto, di conseguenza bisogna “perderci del tempo” e non tutti sono disposti a farlo. Per belle foto intendo: location che colpiscono, di buona qualità, con una cura maniacale generale per tutto il profilo che deve risultare armonioso e attinente sempre o per buona parte al posizionamento che si è deciso di avere fin dall’inizio, che sia fashion, travel ecc…  Alle foto multifilter preferisco personalmente le stories: danno la possibilità di essere molto più spontaneo e condividere in maniera immediata i momenti della propria giornata. Trovo un ottimo riscontro perché chi ti segue apprezza la parte più vera di te, cosa che una statica foto non può trasmettere, anzi, a volte può dare un’impressione totalmente diversa e sbagliata nel giudicare una persona.

7) Hai dei trucchi che usi solo tu e che potresti confidarci?

No, non penso di avere trucchi o meglio non penso di avere delle tecniche solo mie. Ci sono veri esperti che studiano queste dinamiche e Instagram si aggiorna costantemente. Ho studiato il social in maniera commerciale, come gli studi che feci ai tempi dell’università; studi basati sul mercato, sulle aziende, sui competitors, sul posizionamento e sull’analisi dei punti di forza e di debolezza.

8) E’ recente la tua partecipazione alla Milano Fashion Week? Cosa c’è in programma dopo?

Sono tornato da circa una settimana da Milano per la settimana della moda femminile, per quella maschile se ne riparlerà a gennaio, insieme al Pitti di Firenze. Salgo spesso per i motivi di cui ti parlavo prima, mantenere i rapporti con tutti gli addetti ai lavori, crearne di nuovi e far sapere che ci sei, e poi l’aria della Fashion Week ha sempre qualcosa di magico per chi è affascinato da questo mondo, partecipare alle sfilate, agli eventi, i fotografi, la gente in giro durante quei giorni … tutto molto, molto bello! Adesso sono ritornato in Sicilia per continuare il mio lavoro quotidiano e le collaborazioni sui social da qui, anche perché la Sicilia offre sempre location diverse e affascinanti da utilizzare per gli scatti. A dicembre partirò due settimane in vacanza per il Kenya, poi le feste in famiglia e successivamente si ripartirà per Firenze e dopo Milano.

9) Come ti immagini tra 10 anni? Esisteranno ancora i fashion influencer?

Non sono molto lungimirante nei pensieri su di me, ho sempre vissuto alla giornata, un grande amante del “carpe diem”. Non so come immaginarmi tra 10 anni. Posso solo augurarmi di essere in salute, realizzato e felice in tante piccole cose, che poi sono le sfumature che danno i colori alla nostra vita. Per quanto riguarda questo mondo basato sui blog e sui social, non penso esisteranno così per come li intendiamo adesso, muteranno e si evolveranno verso nuove piattaforme e nuovi soggetti. Una cosa è sicura, che sta alla base di tutto questo mondo, la moda non morirà mai, perché l’arte e la fantasia dell’uomo, fin quando sarà su questa terra, è immortale!

About the Author
Sandy Sciuto

Sandy Sciuto

Facebook Twitter Instagram LinkedIn

Praticante Avvocato del Foro di Catania. Nata il 4 marzo come Lucio Dalla e mancina come Mozart, Steve Jobs e Leonardo Da Vinci. Amante del bello e della mia Sicilia che non smetto mai di scoprire e di fotografare. Sono una serie tv dipendente e una cinefila dell’ultim’ora. Divoro libri da quando lessi “Storia di una capinera” durante l’estate del ’97 e, ad oggi, preferisco Pirandello e Camilleri a qualsiasi storia su maghi, draghi o roba simile.