Caffè Barbera ed Algorand

Intervista ad Elio Barbera: Caffè Barbera con Algorand per innovare

Abbiamo intervistato Elio Barbera, il business development manager di Caffè Barbera, un’impresa storica italiana fondata nel 1870, che la rende di fatto il torrefattore più antico d’Italia. Lo scorso anno, Caffè Barbera si è distinta per aver introdotto la possibilità di pagare sul proprio e-commerce tramite Bitcoin, Ethereum e Ripple, sfruttando la tecnologia blockchain, diventando il primo di produttore di caffè in Europa ad accettare valute digitali.

Oggi, invece, coerentemente con la volontà di continuare ad innovare, Barbera Caffè annuncia di aver avviato una partnership con la piattaforma blockchain Algorand, realtà fondata da Silvio Micali, membro del MIT, che permette ad enti multipli di effettuare trasferimenti di valuta digitale quasi all’istante, garantendo velocità e trasparenza.

Elio Barbera

Grazie ad Algorand, Caffè Barbera potrà accettare pagamenti sul proprio e-commerce anche tramite le seguenti criptovalute: ALGO, USDT, USDC, BUSD, DAI, BNB, Litecoin, Bitcoin Cash, Stellar e Tezos. Inoltre, la collaborazione con Algorand permetterà a Caffè Barbera di accettare pagamenti in moneta virtuale anche da cliente B2B, grazie all’aggregatore di pagamenti Bleumi Pay, perfettamente integrato nella piattaforma Algorand.

Elio ci ha fornito qualche dettaglio in più a riguardo, buona lettura!

Quali credi siano i pro e i contro di questa scelta? Quale sarà la via per creare valore?

La Barbera Cafè è un’azienda storica ed in occasione del nostro 150esimo anniversario, lo scorso anno, abbiamo introdotto l’utilizzo delle criptovalute come metodo di pagamento. L’idea iniziale era quella di “cavalcare” l’onda di digitalizzazione nel mondo dei pagamenti, portando l’azienda ad implementare l’utilizzo del canale e-commerce.

L’idea di usare le cripto è arrivata da me in quanto appassionato del tema, ed è stata una proposta innovativa, che si sposava bene con la storicità di un’azienda di caffè. I pro sono rappresentanti da un’innovazione in un settore tradizionalista come quello del caffè, ma anche l’acquisizione di una clientela diversa, poiché le persone che detengono un “wallet” di criptovalute sono molte, circa 100 milioni al mondo, tra detentori ed utilizzatori. L’obiettivo era anche, quindi, quello di entrare in questa fetta di mercato, piccola al momento, ma crescente in prospettiva.

Il contro, invece, sta nel possibile ritorno d’immagine, oggi positivo, ma quando lanciammo la novità quasi negativo, poiché vi era una facile associazione delle criptovalute ad un qualcosa di “losco”. In realtà, si tratta di un mondo in espansione che si basa sulla tecnologia blockchain, destinata a rivoluzione il mondo del lavorativo.

Cosa vi ha spinto ad avviare in anticipo un servizio di pagamento di questo tipo?

Un mio amico, esperto di criptovalute, per dimostrarmi l’efficacia dello strumento, mi mandò un pagamento in Bitcoin che arrivò in cinque minuti, tutto questo mentre io ero in Italia e lui in Argentina. In quel momento, allora, mi sono fermato ed ho pensato ai problemi che la nostra azienda incontra con i pagamenti con clienti esteri, procedimenti lunghi, complicati e costosi. Questo è stato il segnale che ci ha fatto comprendere la potenza di questo mondo.

Quest’anno, inoltre, ci troviamo in una consacrazione del mondo cripto, in cui molte aziende come Tesla hanno iniziato ad utilizzare il Bitcoin come moneta, inserendolo anche nello Stato Patrimoniale.

 Ovviamente, però, non è così facile implementare un pagamento in bitcoin nel lavoro di tutit i giorni. Tuttavia, però, grazie all’accordo con Algorand, fondata da Silvio Micali, un professore del MIT, già Premio Turing, una blockchain che permette uno scambio di moneta molto veloce.

Grazie a questa tecnologia, infatti, accetteremo i pagamenti in criptovalute anche nel B2B, non solo più nell’e-commerce quindi, risolvendo eventuali problemi con clienti esteri alle prese con modalità di pagamento farraginose o svalutazioni di moneta.

Caffè Barbera è la dimostrazione del “vecchio” che incontra il nuovo. Come ci si sente ad unire il fintech all’industria tradizionale?

L’Italia, purtroppo, è abbastanza indietro sul tema. All’estero molte catene, come Starbucks, accettano pagamenti in criptovalute, di conseguenza la Barbera Caffè non ha inventato assolutamente niente.

I primi mesi in cui proposi la novità tutti mi guardavano male, poiché pensavano si trattasse di una truffa (ride, ndr). In realtà, oggi il mondo si sta evolvendo ed anche alcune grandi banche (es. Deutsche Bank e Bank of America) stanno aprendo alle criptovalute.

È una scelta di visione aziendale, che si sposa a qualcosa che vorremmo adottare nei tre anni anni, ossia utilizzare la blockchain nella supply chain. Immagina quanto potrebbe essere potente avere le informazioni dei propri prodotti nella tecnologia blockchain: ti trovi in un supermercato, fai lo scan di un prodotto e verifichi che origine ha, quando si è raccolto, quando è arrivato, ecc. Ha le potenzialità per essere uno strumento potentissimo di tutela della filiera alimentare Made in Italy.

Quali sono i principali vantaggi per clienti e fornitori?

Il primo è il costo di transazione molto basso, soprattutto nel caso dei business con l’estero, poiché risulta molto importante (ca il 2%) in caso di bonifici anche di importo contenuto.

Il secondo è la velocità, poiché la transazione avviene in minuti e per alcune criptovalute addirittura in secondi, tutto questo senza intermediari. Da precisare, inoltre, che il pagamento in criptovalute è un metodo trasparente, contrariamente a quanto si pensi relativamente ad un utilizzo illecito.

La blockchain è andata. Quale sarà la prossima sfida?

Il sogno è un’adozione sempre maggiore della tecnologia blockchain. Come Barbera Caffè, infatti, siamo proprietari di una catena di caffetterie in franchising in giro per il mondo, diffuso specialmente nei paesi arabi, e ci piacerebbe vedere persone che entrano in un nostro store pagando un cappuccino con le cripto. Non più solo appassionati, ma anche persone normali che utilizzano queste nuove valute. Immaginati di trovarti all’estero, non avendo la possibilità di cambiare contanti e paghi tutto in criptovalute, un sogno.

Oltre che per i pagamenti, come potrebbe tornarvi utile la tecnologia blockchain?

Per Barbera Caffè è stato molto difficile capire come adottare la blockchain. È un’arma di una potenza pazzesca, che ti dà la possibilità di leggere ed analizzare un archivio condivisibile da tutti.

Immagina la burocrazia e problemi legali efficientati dallo smart contract, ossia un contratto scritto nella blockchain che si auto-risolve, riducendo le tempistiche in ogni forma anche in business come il nostro. Ad esempio, si potrebbero ridurre di molto i tempi legati alla burocrazia che orbita attorno all’esportazione di materie prime o utili all’ottenimento di una certificazione. Le aziende sarebbero alleggerite, rendendo tutto più efficiente.



Paride Rossi