Fake friends: il meccanismo degli amici fasulli per farvi sembrare popolari

Non è la prima volta che si discute circa l’autenticità dei rapporti d’amicizia social e se, negli ultimi tempi, alcuni studiosi hanno dimostrato che il trionfo di piattaforme digitali quali Facebook, Instagram, Snapchat e chi più ne ha più ne metta hanno estremamente dilatato i rapporti relazionali d’un tempo, c’è chi dimostra al contrario di non essere pienamente d’accordo.

Per molte persone infatti curare la propria vita sui social è tutt’altro che una sciocca assurdità e immaginare anche lontanamente di poter passare per tristi solitari, rischierebbe di diventare un problema molto serio. E’ proprio per questo motivo che in Giappone hanno trovato la soluzione.

Il suo nome è Real Appeal, lanciata dalla società Familiy Romance, un servizio che serve ad affittare fake friends, vale a dire degli amici fasulli da noleggiare quando se ne ha più bisogno. Poco importa quindi se i vostri selfie si dimostrano sempre vuoti e banali, senza tavolate megagalattiche in compagnia di chi sa chi o chi sa dove e nel frattempo sulla vostra bacheca si susseguono tonnellate di scatti di amici da ogni parte del mondo, a tutto c’è rimedio.

Con tanto di catalogo digitale alla mano avrete quindi la possibilità di scegliere i migliori amici a noleggio fatti per voi specificando, qualora lo desideriate, alcune caratteristiche e particolarità che vanno dal sesso all’età, o addirittura lo stile. Il servizio offerto, oltre a richiedere un prezzo abbastanza accessibile (si parla di 4mila yen, circa 32 euro l’ora con un minimo però di due ore di affitto) punta ad abbracciare non solo tutti coloro che desiderano vantarsi ed intraprendere un rilancio della loro vita digitale, ma altresì chi vorrebbe arricchire una festa, riempire convegni noiosi o addirittura far ingelosire gli ormai ex partner.

Il fenomeno, seppur presenti evidenti radici nel Paese del Sol Levante, non ha tardato ad affacciarsi anche altrove e soprattutto nella stessa Italia in cui di siti simili ne esistono ormai almeno un paio. Tra questi Rent a Friend grazie al quale, inserendo la propria localizzazione, permette di individuare persone che si propongono per accompagnarti nelle attività più disparate che vanno dall’amico di penna digitale o persino alla familiy function, che vi garantirà così l’arrivo di un qualche lontano zio dall’America pronto a far credere ai vostri amici di lasciarvi magari una ricca eredità alla sua morte, o di esser pronto ad ospitarvi nel suo lussuoso appartamento. Rent a Local Friend invece, puntando su sharing economy e turismo locale, seleziona i vari candidati disponibili a farvi da Cicerone tra le varie bellezze dello Stivale.

Quella che pare si stia rivelando una vera e propria moda, nonostante metta in mostra evidenti vantaggi in grado di far gola a chiunque, non è però esenti da rischi.

Non a caso, lo psicologo Alberto Rossetti, ha rilasciato a La Repubblica alcune dichiarazioni che invitano alla prudenza: «Il meccanismo di base è lo stesso del Giappone: lo storytelling, la narrazione che facciamo di noi stessi e che definisce l’idea degli altri. Non mi preoccupano i giovani, ma chi ha almeno 40 anni, che può sviluppare sensi di solitudine anche a causa delle scarse possibilità di socializzazione. Per questo motivo si ricerca la compagnia a tutti i costi, anche tramite la costante documentazione di ogni attività quotidiana».



Erminia Lorito