Intervista a La Cindina: “La mia vita tra mille tonalità di soddisfazioni”

In #Lifestyle by Alessia CavallaroLeave a Comment

Sandra Sold, in arte La Cindina, è una giovane donna che è stata in grado di costruire dal niente un vero e proprio impero. La sua società cosmetica è niente poco di meno che Mulac, conosciuta in tutta Italia per i meravigliosi prodotti che produce, senza dimenticarsi l’amore per la natura e l’importanza del prendersi cura di sè stessi nella migliore maniera possibile.

Utilizzando gli stessi principi, da qualche tempo, alla linea di make up si è aggiunta quella di cura per il corpo: maschere, olii viso, shampoo, balsamo, cristalli liquidi e tanto altro. Tutto prodotto con la regola ferrea di utilizzare solo ingredienti naturali di primissima qualità.

Mulac o, per meglio dire, la mente di Sandra, è riuscita dove nessuna altra casa cosmetica era arrivata: creare prodotti di alta cosmesi senza utilizzare derivati siliconici o sintetici (per intenderci, ciò che normalmente si trova nella maggior parte dei prodotti in commercio).

Che oggi sia un successo in tutto e per tutto è impossibile da mettere in discussione, ma su com’è nata l’idea di Mulac, di chi fosse Sandra prima di questo viaggio che tutt’oggi, per fortuna, non ha trovato fine e di quali saranno i progetti futuri, sarà La Cindina stessa a svelarcelo!

 

Sei giovanissima, piena di talento e conosciuta praticamemte ovunque, eppure da qualche parte avrai pur dovuto cominciare: raccontaci, chi era Sandra prima di raggiungere tutta questa notorietà?

Sandra era una ragazzina normalissima di 16 anni con una grandissima passione e non tante opportunità per poterla concretizzare. Avevo molta più voglia di fare di tantissime altre ragazze, quindi probabilmente è per questo che con quel poco che avevo, mi sono messa a fare tantissime cose e ho fatto il possibile per realizzarmi. Sapevo di avere una tendenza naturale per questo lavoro, insieme ad una forte passione. In realtà non avevo grandi obiettivi di vita, se non quello di continuare gli studi e, in realtà, di intraprendere un percorso molto più difficile a livello di studi, che molto probabilmente mi avrebbe impegnata per tantissimi anni e avrebbe reso la mia vita sicuramente molto diversa rispetto a quella che è oggi. Invece poi è successo tutto abbastanza per caso iniziando a lavorare verso i 16 anni. I primi contratti sono arrivati all’etá di 17 anni, quindi li firmavano i miei genitori al posto mio. Successivamente, a 19 anni, invece di andare a fare l’università, decisi di diventare socia e founder di una realtà che, ad oggi, è ancora più bella: giovane, tutt’ora in costruzione ma comunque in continua espansione.

Esattamente cosí potrei definire Mulac, la mia società cosmetica. Ad ogni modo, tutto è successo molto velocemente, infatti, da questo punto di vista, ho bruciato molto i tempi. Direi che quando si vive così a mille, poi si finisce con l’entrare in un vortice in cui non ci si rende neanche conto di essere cresciuti nel frattempo o di aver fatto così tante cose. È per questo motivo che dico che mi sento “vecchia”: in realtà non perché lo sia realmente, ma perché, per tutto quello che ho fatto in questi ultimi anni, è come se fossi molto più grande di quello che in realtà sono.

Mulac è l’azienda cosmetica nata grazie al tuo genio, alla tua estrosità e alla tua passione per il mondo del make up. Com’è nata l’idea?

In realtà ci sono tante idee dietro a Mulac. Nel senso che c’è stata l’idea del nome, l’idea di fondarla, l’idea del primo prodotto e così via. Diciamo che ci sono stati tanti fattori che si sono intersecati assieme per poter poi effettivamente creare un qualcosa. Di base è stata grazie all’unione di una grande passione  e di una tanto grande voglia imprenditoriale, visto che il mio socio all’epoca era un ragazzo con tantissima voglia di fare. Così, una ragazzina di sedici anni, appassionata di make up, e un ragazzo di venti, con la voglia di fare qualcosa, hanno creato Mulac. Nel frattempo le idee sono state tante, i punti interrogativi pure, ma non abbiamo mai demorso, proprio perchè voler creare qualcosa di veramente bello era la nostra prerogativa.

Sono stata io a spingere per fare uno dei prodotti più difficili in assoluto a livello di vendibilità: creare una palette che potesse manifestare a livello concettuale la nostra idea di make up, fondendo la parte naturale degli ingredienti a quella colorata, non è stato semplice, ma ci siamo riusciti con grandissimo successo. In Italia non si era mai vista una cosa del genere, infatti abbiamo intrapreso quella che era la strada più difficile. All’epoca ero, non tanto sicura di me, ma sicura di ciò che raccontavo e dell’amore con cui lo trasmettevo, quindi ho tentato con tutta me stessa di farlo nel migliore dei modi. Grazie alle persone che mi seguono tutt’oggi siamo ancora qui a raccontarlo.

Quando ti sei veramente resa conto che Mulac non era più un sogno ma un bellissimo successo?

Credo di stare vivendo ancora il sogno, come se non mi fossi ancora svegliata. A volte mi rendo conto durante gli eventi o all’apertura dei negozi e dei punti vendita (oggi trovate i prodotti Mulac anche nella catena di Profumeria Pinalli) che tutto si è concretizzato. Vedo le persone nel mio ufficio e mi rendo conto che effettivamente è una realtà. In realtà è come se non mi volessi svegliare, come se volessi vivere ancora quell’adrenalina del sogno. Probabilmente perchè nel momento in cui ti svegli, perdi un pò il carisma di quello che fai e io, sinceramente, non lo voglio lasciarmelo sfuggire. Voglio rimanere in questa aurea di fantasia che mi ha accompagnato fino ad adesso e che mi ha fatto creare qualcosa del genere. Quindi si, mi rendo conto che è un progetto che sta funzionando, ma sono anche una persona molto pragmatica e mi rendo conto che ancora c’è tanto da fare e che questo è solo l’inizio.

Oltre ad essere un’imprenditrice sei anche una mamma fantastica. Come riesci a conciliare le due cose?

Sinceramente è difficilissimo: ci vuole tantissima organizzazione, cosa che io non avevo assolutamente di mia indole. Con una bambina e la necessità di fare tante cose ti viene necessariamente, se non, addirittura, da imporre a te stessa. L’’essenziale necessario è avere un planning, degli orari, un pò di ansia positiva, nel senso che è giusto avere tempistiche giuste per arrivare sempre in orario, perchè devi organizzare te stessa e anche un’altra persona. Quindi, decisamente non è facile, ma se riesci a programmare i tuoi tempi e i tuoi spazi, si riesce a fare tutto: nulla è impossibile.

Da poco il marchio Mulac è presente anche negli scaffali di diverse profumerie del nord Italia. È in progetto anche un vero e proprio franchising in tutto il resto della penisola e magari, perché no, anche all’estero?

Per il momento non si può dire quasi niente: non è in progetto un franchising ma sono in programma tantissime altre cose. Ovviamente il nostro obiettivo è quello di espanderci il più possibile, partendo sicuramente dalla “benvenuto” italiano e poi, perchè no, anche estero.

Non manca molto all’estate 2019: quali saranno secondo te i trend di quest’anno?

Ce ne saranno sicuramente tanti. Torneranno i colori vividi, tanto più che il colore dell’anno è il Pantone: Vivid Coral. Sicuramente questa estate ritorneremo ad una tendenza di qualche anno fa, che vedeva il neon e il fluo, i colori vivi e accesi come trend, ma in versione più moderna. Quindi il tutto rivoluzionato in versione più glam e naturale, quello che poi ormai contraddistingue un pò il make up più commerciale. Se l’estate scorsa c’è stato un ritorno su quelli che erano i colori un pò più spenti, più intensi, forse anche un pò meno stagionali ma in trend d’estate, quest’anno vedremo una e vera esplosione di colori.

Ci sono altri progetti in pentola per il resto del 2019? Siamo tutti orecchie!

Noi abbiamo sempre progetti in pentola! Alcuni escono, alcuni si mischiano, altri si aggiungono alla ricetta, ma sicuramente alla fine della cottura ci sono sempre tanti ingredienti per trovare la ricetta perfetta. Però non possiamo dire niente, perchè porta sfortuna e soprattutto perchè se poi non si realizzano è inutile che io ne abbia parlato, quindi preferisco di gran lunga farveli vedere step by step: stay tuned!

Potete anche leggere di Sandra e di tutti i suoi prossimi progetti direttamente da lei, sui suoi canali social:

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