Intervista a La Bigotta, la tatuatrice più vintage e romantica di Milano

Anna Neudecker, conosciuta nel settore con il nome “La Bigotta”, è una delle tatuatrici più vintage e romantiche di Milano. La sua passione e carriera nell’arte inizia molto presto, Anna nasce come restauratrice ma non si ferma a questo lavora infatti anche nel mondo della moda creando un proprio marchio dal nome Mononoke. A 30 anni finalmente la nostra amata tatuatrice decide di esplorare nuovi mondi ecco quindi che riceve in regalo un kit completo per tatuaggi da parte del marito e della sua migliore amica. Mai regalo fu più azzeccato. Ad oggi “La Bigotta” è un nome affermato nel mondo dei tatuaggi dal sapore vintage ma non solo, da lei dobbiamo aspettarci tante idee e novità. Abbiamo deciso quindi di farle qualche domanda e capire veramente cosa c’è alla base della sua arte.

“La Bigotta”: cosa rappresenta per te questo nome d’arte?

Il nome per me rappresenta un contrasto, sono tutto purché una bigotta e mi faceva molto ridere questo nome nell’ambito del tatuaggio che ancora è purtroppo vittima di molto bigottismo. In realtà ho scelto un nome d’arte anche perché ho un cognome tedesco molto difficile sia da pronunciare e soprattutto da ricordare.

Sei sempre stata un’artista ma hai scoperto la passione per il tatuaggio solo da pochi anni, com’è stato entrare in questo mondo relativamente tardi?

Si, è da poco in realtà che mi trovo nel mondo del tatuaggio e non è stato semplice inizialmente anche perché avevo un’età già adulta per iniziare questo lavoro.  La parte più difficile è stata soprattutto farmi rispettare con uno stile apparentemente nuovo e molto illustrativo. Una cosa che ho dovuto imparare in fretta è il rapporto con il cliente molto intimo e delicato, cosa che in altri ambiti artistici risulta sicuramente meno impegnativa.

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#vintage

I tuoi tatuaggi sono di volta in volta diversi ma mantengono sempre un sapore vintage e romantico. Questi aggettivi rispecchiano anche la tua personalità?

Sì, i miei tatuaggi mi rappresentano molto. I disegni che faccio sono un po’ quello che sono, quello che mi piace e quello che sento dentro e sono una grande appassionata del mondo vintage in tutti gli ambiti passando dall’arte, per la moda arrivando fino all’arredamento. Sicuramente sì il vintage è una caratteristica che spicca fortemente dal mio modo di disegnare.

Il tuo tatuaggio più ricorrente è “la tuffatrice”. Cosa rappresenta questo disegno per le persone che tatui?

La tuffatrice è l’unico dei disegni che ripeto, spesso anche identico, perché negli ultimi anni ho avuto tantissime richieste. Mi sono resa conto che molte donne, come tanti uomini,  si sono ritrovate in questo disegno  che rappresenta uno stile di affrontare vita: tuffarsi nelle cose, tuffarsi nella vita e nei sentimenti, insomma un “portafortuna” da portare sempre con se.

Cosa vuol dire un tatuaggio perfetto?

Non so se esista un tatuaggio perfetto. Esiste un tatuaggio perfetto per ognuno di noi ma è molto individuale e personale. L’importante è saper portare il tatuaggio. Per me è estremamente importante  preparare un disegno solo dopo aver visto la persona che lo indosserà ecco il motivo  per cui io non disegno mai prima di aver conosciuto il cliente.

Anche te hai molti tatuaggi. Quanti ne hai? Raccontaci la storia di alcuni.

Sì, io ho molti tatuaggi, in realtà quasi tutti i miei tatuaggi sono nati negli ultimi anni, ne avevo solo due o tre prima di iniziare a fare la tatuatrice. Essi rappresentano i miei sentimenti, le mie passioni. Ad esempio ho tatuato un gatto perché mi piacciono molto i gatti e tutti gli animali in generale. Ho tatuato anche un  è cuore con il nome di mio figlio, poi ho un tatuaggio dedicato al mio matrimonio e negli ultimi anni si sono aggiunti tanti anche solo decorativi senza significato come fiori, farfalle, etc.
Sinceramente non so quanti tatuaggi io abbia, mio figlio prova sempre a contarli ma ma non ha mai finito di contarli perché si stufa prima.

Qual è il tatuaggio che ti ha divertito di più?
Devo dire che uno dei tatuaggi che mi ha divertito di più sono state due formiche piccolissime dentro all’orecchio disegnate su una delle mie più care amiche. Quello è stato un tatuaggio un po’ folle ma ho un bellissimo ricordo di quel pomeriggio.

C’è un persona a cui ti senti particolarmente legata e che vorresti tatuare un giorno?

Ho sempre piacere a tatuare persone, uomini e donne di qualsiasi età che mostrano entusiasmo e rispetto per quello che faccio. Se un giorno dovessi riuscire a tatuare mio suocero, un uomo anziano del sud non molto “pro-tattoo”, mi farebbe parecchio piacere e sarebbe una bella soddisfazione, anche se credo non capiterà mai!

Ti sei mai rifiutata di fare un tatuaggio?

Non capita spesso che io rifiuti di fare un tatuaggio, sarà capitato forse due o tre volte. Succede solo nel caso in cui non sono arrivata ad un giusto compromesso con il cliente ciò vuol dire che non era ad esempio la giornata giusta o il momento giusto. In quel caso preferisco rifiutare perché se non c’è il giusto feeling si perde una grossa “fetta”del mio modo di lavorare.

Pensi ci siano ancora molti i pregiudizi sulle tatuatrici donne?

Purtroppo fino a poco tempo fa si, c’era ancora molto pregiudizio ma devo dire che negli ultimi anni noi donne ci siamo fatte rispettare con il nostro talento e ci stiamo dando da fare. Da quando il tatuaggio è stato visto come una forma d’arte vera e propria anche il pregiudizio sulle donne tatuatrici ha iniziato a scemare.

Hai raggiunto un certo successo ma non ci si ferma mai, quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Ho un grande e ambizioso progetto per il futuro. Con molto entusiasmo sto lavorando alla creazione de “L’appartamento della Bigotta”, uno studio di tatuaggi privato che ricrea  un salotto dove sentirsi coccolati tra opere d’arte e non solo.