Intervista a Giulia Ghiretti: l’amore per il nuoto e una vita dedicata allo sport

In SPORT by Tommaso PirovanoLeave a Comment

Giulia Ghiretti ha 25 anni, è laureata in Ingegneria Biomedica al Politecnico di Milano, e sta continuando gli studi per conseguire la specializzazione. Ha sempre praticato sport, sin da bambina, e faceva parte delle selezioni giovanili della nazionale italiana di ginnastica, per la disciplina del trampolino elastico. Durante un allenamento nel 2010, una brutta caduta, con la conseguente lesione alla colonna vertebrale, le ha fatto perdere l’uso delle gambe. Durante la riabilitazione in piscina è nata la grande passione per il nuoto e un nuovo obiettivo: iniziare a gareggiare. Da quel momento non ha più smesso di nuotare arrivando a vincere anche diverse medaglie alle Paralimpiadi di Rio 2016 e agli Europei di Dublino 2018.

Chi è Giulia?

Una ragazza normalissima, vivo la mia quotidianità tra sport, studio e famiglia. Tra Milano, dove mi alleno e vivo con mio fratello, e Parma, dove torno nel weekend per staccare un po’.

Cosa ti ha spinto a nuotare?

Ho sempre fatto sport, sin da piccola mia mamma ha spinto me e i miei fratelli a sperimentare. Ho iniziato facendo ginnastica artistica, poi ritmica e alla fine ho scelto il trampolino elastico. Dopo l’incidente ho iniziato a nuotare per via della riabilitazione e…da allora non ho mai smesso! Mi mancava l’adrenalina da gara e il nuoto mi ha consentito di tornare a fare quello che amo di più, vivere di sport.

Dietro i tuoi successi ci sono tanti sacrifici. Come è la tua giornata tipo?

Allenamento, allenamento, allenamento! Mangio, nuoto, dormo e repeat! In più c’è da incastrare lo studio, le lezioni e…gli esami. Qualche volta faccio più fatica ma con calma e dedizione si riesce a fare tutto. Certo quando trovi professori comprensivi è ancora meglio!

Hai partecipato con ottimi risultati a Mondiali, Europei e Paralimpiadi. Quale la competizione a cui sei più legata?

Le Paralimpiadi perché il bronzo di Rio è stato senza dubbio inaspettato, la medaglia più bella che mi ha emozionato di più.

Portabandiera in Messico, cosa vuol dire rappresentare l’Italia?

Per me significa tanto, essere lì implica una forte assunzione di responsabilità. È l’occasione di presentarsi al mondo con i colori del tuo paese, un onore enorme.

Gli impegni sportivi…Come hai fatto a conciliare sport e studio?

La difficoltà più grossa è stata non riuscire a seguire le lezioni come avrei voluto, la mancanza degli appunti! In questo caso i miei colleghi universitari sono stati fondamentali, nello studio come nello sport il lavoro di squadra è importantissimo! Per fortuna adesso qualcosa è cambiato grazie al progetto Dual Carrier del Politecnico di Milano che consente a chi fa sport ad alti livelli di usufruire di date di esami anche fuori appello.

Oltre al nuoto le tue passioni?

Mi piace ascoltare musica, vedere film, uscire con gli amici, cucinare e provare cose nuove. Una caratteristica che mi ha sempre connotata è quella di essere iperattiva, sin da bambina. Non riesco a stare senza far niente, anche nel tempo libero, sperimento sempre! Anche dormire sul divano non mi dispiace, anche se ultimamente di tempo per farlo ne ho pochissimo.

Progetti futuri?

Mi sono iscritta alla specialistica sempre di ingegneria biomedica e quest’anno ci saranno i Mondiali. Dal punto di vista sportivo obiettivo principale dei prossimi due anni sono le Paralimpiadi di Tokyo 2020.