Giovani e italiani: da Firenze con furore

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Ci si lamenta spesso che le grandi squadre italiane puntino poco sui giovani, e ancor meno sui giovani nostrani. Negli ultimi anni però si è assistito ad un’inversione di tendenza che ha portato diversi ragazzi italiani a debuttare in Serie A facendo il grande salto direttamente dalla primavera, evitando lunghe trafile in categorie inferiori e prestiti vari. Ne è un esempio il Milan – di cui vi abbiamo parlato nelle nostre pagine nel numero di novembre – che ha portato in prima squadra diversi giocatori che hanno trovato la loro dimensione anche nel calcio professionistico. La stagione 2016-201 7 ha invece visto esplodere due talenti della Fiorentina, squadra infarcita di stranieri ma non per questo incapace di proporre talenti italiani. Il primo, in ordine di tempo, è stato Federico Bernardeschi.

Il calciatore classe 94 ha realizzato un’ escalation sensazionale che in meno di tre stagioni lo ha portato dall’essere una giovane promessa del calcio italiano a punto fermo della Fiorentina e della nazionale, oltre che oggetto del desiderio di diverse grandi del calcio italiano e non. A soli dieci anni Federico entra a far parte delle giovanili della Viola, fino a quando nel 201 3 non viene ceduto in prestito per una stagione al Crotone. Le prestazioni in cadetteria gli valgono la chiamata da Firenze, dove fa ritorno dopo meno di un anno e da li in poi la sua carriera sarà tutta un crescendo. Vincenzo Montella, tecnico dei viola, crede in lui e lo getta nella mischia il 1 4 settembre 201 4 quando Bernardeschi esordisce in Serie A nella gara interna contro il Genoa. Nelle settimane successive arriva l’esordio internazionale in Europa League.

Federico Bermardeschi con la fascia da capitano della Fiorentina. Foto: sportmediaset

L’impatto di Bernardeschi è sorprendente: realizza due reti nelle prime due partite contro Guignamp e Dinamo Minsk ma dopo un ottimo inizio di stagione è costretto a fermarsi per una frattura al malleolo. Farà comunque in tempo a tornare in campo per realizzare il suo primo goin Serie A nella vittoria contro il Chievo nell’ultima giornata di campionato. Nella stagione seguente Paulo Sousa, neotecnico della Fiorentina punta tutto sul ragazzo che colleziona ben 33 presenze in campionato e 7 in Europa League arrivando a raddoppiare il proprio bottino personale, chiudendo a 6 reti tra campionato e Coppa. La stagione 2016-201 7 è quella della consacrazione. Bernardeschi raggiunge la doppia cifra realizzativa tra campionato, Coppa Italia ed Europa League e venendo impiegato in tutte le partite di Europa League e Coppa Italia, saltando solo una delle prime 22 gare di Serie A. Parallelamente arriva l’esordio in Nazionale. Esordisce nella prestigiosa amichevole con la Spagna e scende in campo anche contro la Germania. Prende parte alla spedizione azzurra a Euro 2016, facendo il suo esordio in gare ufficiali contro l’Irlanda. Resta nel giro azzurro anche col nuovo ct Ventura, col quale esordisce nelle qulificazioni mondiali nella gara di Skopje contro la Macedonia. La vera rivelazione di questa stagione è però il giovanissimo Federico Chiesa, figlio dell’ex attaccante della Fiorentina Enrico.

Federico Chiesa in azione con la maglia della Fiorentina.
Foto LaPresse – Marco Alpozzi

Federico viene coinvolto nel progetto sin dal ritiro estivo in cui si aggrega alla prima squadra. Paulo Sousa lo schiera titolare sin dalla prima giornata, quando la Fiorentina perde contro la Juventus a Torino. Fa il suo esordio in Europa League contro il Qarabag mentre nella gara di ritorno contro gli azeri realizza la sua prima rete in maglia viola. Il 201 7 inizia col botto per Chiesa che realizza due reti nel mese di gennaio nelle gare contro il Chievo e il Genoa. Entra nel giro delle nazionali minori sin dall’under 1 9 dove nel 201 5 disputa tre amichevoli. Nel 2016 passa all’under 20 con cui disputa, e vince, il Torneo Quattro Nazioni a Lubecca. La storia dei due Federico è la testimonianza che il calcio italiano è ancora in grado di proporre nuovi talenti puntando sui vivai, senza relegare le giovani promesse ad anni e anni di gavetta nelle serie minori. Montella prima e Paulo Sousa poi, hanno puntato forte su due ragazzi italiani che avranno la possibilità di fare un grande carriera e, si spera, diventare punti di riferimento anche in nazionale.

Questo articolo è stato realizzato dagli amici di Falso Nueve – La Rivista.