Il Festival di Sanremo sta vivendo a pieno la sua rinascita musicale

Ieri sera è andata in onda la prima, e attesissima, serata del 71º Festival di Sanremo, il festival battezzato da Amadeus come un “Sanremo unico, quello della rinascita“, e almeno per quanto riguarda la prima manche, con i 13 concorrenti che si sono esibiti sul palco dell’Ariston, sembra proprio che musicalmente parlando vi sia stata quell’attesa rinascita che il pubblico aspettava da ormai tanto tempo.

I primi 13 big che hanno cantato ieri sera sono stati l’autentica prova che questo Festival è finalmente un luogo sicuro per qualsiasi genere musicale, un palco che ha finalmente piacere di proporre l’indie, il rock, l’urban pop, lo swing e mai come quest’anno ha vissuto, e sta vivendo, un trionfo musicale così impattante e visibile agli occhi di tutti.

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Fermo restando che ancora manca la seconda metà dei concorrenti in gara, che avranno l’opportunità di esibirsi questa sera, dopo aver visto la prima serata è stato possibile realizzare un quadro parziale della varietà musicale presente quest’anno a Sanremo, e le considerazioni finali sono state tutt’altro che negative.

Tenendo in conto che già da un paio di anni Sanremo sta vivendo una sorta di ringiovanimento, basta ricordare l’inaspettata vittoria di Mahmood nel 2019, questa volta il Festival ha proposto una rosa di artisti estremamente variegata, accontentando tutti gli amanti della musica e non lasciando fuori proprio nessuno!

Solo durante la serata di ieri sera è stata data la prova di come a Sanremo, mai come in questa edizione, la varietà musicale sia stata una priorità per la sua organizzazione; infatti, tutte e 17 (includendo anche le nuove proposte) le canzoni ascoltate ieri sera hanno mostrato appartenenze musicali diverse e, a loro modo, tutte importanti per il mondo della musica contemporaneo.

Il rock portato dai Måneskin con Zitti e Buoni, e anche dalla meravigliosa Loredana Bertè, si è affiancato al trap raffinato della giovane Madame, entrambi alla loro prima volta a Sanremo, così come Aiello, che con Ora ha proposto del sano pop contemporaneo, e la coppia Coma_cose, uniti anche nella vita sentimentale, che hanno regalato a Sanremo Fiamme Negli Occhi, un vero e proprio tripudio di melodie indie-pop.

Ma la ricca presenza musicale non si limita a queste quattro proposte. Ghemon ha trionfato in Momento Perfetto con delle melodie swing e soul accompagnate dalla sua inseparabile melodica rap, mentre Arisa ha incantato il palco dell’Ariston con una romantica e graffiante ballad pop firmata da Gigi d’Alessio, confezionando uno dei brani più belli sentiti fino ad ora nella kermesse.

Menzione speciale per Annalisa e Noemi, arrivate rispettivamente al 1º e 2º posto nella classifica della prima serata. Entrambe hanno cantato dei pezzi molto validi e moderni, trionfando con delle melodie pop mescolate a delle ipnotiche sintonie elettroniche. Due risultati azzeccati ed intelligenti, sicuramente dei brani da tenere occhio durante la competizione.

Max Gazzè, d’altro canto, si conferma essere il vero mattatore della musica pop teatrale, i Colapesce Dimartino regalano un’irresistibile traccia anni ’80, Fasma stupisce con Parlami, un mix di sonorità pop-rap, e Francesco Renga gioca sul sicuro proponendo una traccia dal pop tradizionale simile ai suoi progetti anteriori.

Chiudono la lista dei primi 13 big Francesca Michielin e Fedez, autori di un pezzo pop molto orecchiabile e degno della loro fattura. Promossi.

Sebbene è certo che alla fine le canzoni potranno piacere o meno, anche questo è Sanremo, bisogna ammettere che lo sforzo nel cercare d’includere più generi musicali possibili nell’edizione di quest’anno è, almeno fino ad ora, molto evidente. Questo è già di per sé un grande passo avanti per il Festival di Sanremo, che da sempre è simbolo della musica italiana, e per essere tale ha bisogno di aprire la porta a tutte le realtà musicali del nostro Paese.



Marco Russano