Il cervello emotivo delle persone altamente sensibili

In #Focus, SALUTE by Claudia RuizLeave a Comment

La Dott.ssa Elaine Aron, Psicologa Psicoterapeuta Ricercatrice, ha studiato Psicologia Clinica presso la York University di Toronto e ha conseguito il dottorato di ricerca presso il Pacifica Graduate Institute in Psicologia Clinica del Profondo, così come al C. G. Jung Institute in San Francisco. Ha cominciato i suoi studi sul temperamento innato del tratto “alta sensibilità” nel 1991.

La Dott.ssa Elaine Aron, Psicologa Psicoterapeuta Ricercatrice, ha studiato Psicologia Clinica presso la York University di Toronto e ha conseguito il dottorato di ricerca presso il Pacifica Graduate Institute in Psicologia Clinica del Profondo, così come al C. G. Jung Institute in San Francisco.

Ci sono persone che guardano il mondo con degli occhiali invisibili che gli permettono di sentire ciò che altri non riescono a percepire o farlo con un’intensità tale da riuscire a vedere realtà che ad altri sfuggono. Il termine che le definisce è Persone Altamente Sensibili (HSP), coniato dalla psicologa americana Elaine Aron nel 1986: uomini e donne dotate di un’ipersensibilità agli stimoli provenienti da altri; tale lavoro è stato svolto da sei ricercatori e i suoi risultati pubblicati sulla rivista “Brain and Behaviour”. Insieme al marito Dr. Arthur Aron, la Dott.ssa è tra i principali scienziati che studiano la psicologia dell’affettività, amore e delle relazioni intime. Essi sono inoltre i pionieri nell’uso della Risonanza Magnetica Funzionale applicato allo studio dell’elevata sensibilità e dell’affettività tramite.

Dagli studi effettuati risulta che l’ipersensibilità è una caratteristica propria di circa il 20% delle persone, tuttavia, in genere tendono a sopprimerla o a non comprenderla. La ricerca rivela che le Persone Altamente Sensibili sono dotate di un cervello emotivo capace di grande empatia. Si tratta di cervelli totalmente orientati verso la “socievolezza” e all’unione con i loro simili, che sono in grado di decifrare ed intuire i sentimenti di coloro che li circondano, somatizzandone la felicità o i problemi.

La maggior parte di noi si trova a vivere in una cultura fortemente competitiva, tecnologica, che da valore all’abilità di fronteggiare alti livelli di stimolazione piuttosto che la capacità di individuare le sottigliezze. Il resto del mondo è privo di tale empatia; pertanto, vi è un evidente squilibrio tra le sensibilità dei HSP e quella delle persone che li circondano, ed è per questo che vedono sé stesse come “diverse”.

Cosa significa tutto ciò? Scientificamente, i processi cerebrali di tali persone mostrano una sovreccitazione nelle aree neuronali collegate con le emozioni e con l’interazione verso terzi.
Gli studi condotti hanno cercato di comprendere le differenze tra i processi mentali dei HSP e le persone nelle quali non era stata riscontrata una sensibilità speciale. Per fare ciò, i soggetti sono stati esposti a diversi stimoli per verificarne l’attività biochimica e delle differenti strutture che compongono il cervello.
I risultati hanno evidenziato due aspetti: una maggiore attività dei neuroni a specchio e del lobo dell’insula. I neuroni a specchio, di certo ne avrete già sentito parlare, compiono una funzione sociale. Sono situati nella corteccia frontale inferiore del cervello, molto vicino alla zona del linguaggio, e sono collegati soprattutto con l’empatia e con l’abilità di captare e interpretare le emozioni altrui. Nelle HSP, la loro attività è continua e molto intensa sin dall’infanzia.
L’insula, invece, è una piccola struttura, situata molto in profondità nel nostro cervello. Si trova nella corteccia insulare ed è collegata con il sistema limbico, una struttura basica per le nostre emozioni che ci permette di avere una visione più soggettiva ed intima della realtà. Gli studiosi che si sono occupati di ipersensibilità hanno soprannominarono l’insula “la poltrona della coscienza”, poiché riunisce la gran parte dei nostri pensieri, intuizioni, sentimenti e percezioni di tutto ciò che viviamo in ogni istante. Nelle Persone Altamente Sensibili, questa interessante struttura svolge un’attività molto più energica di quella delle persone prive di tanta sensibilità.
Abbiamo scoperto che le aree del cervello coinvolte con l’emozione e la consapevolezza – afferma la dottoressa Aron – in particolare quelle aree connesse con i sentimenti empatici, nelle persone altamente sensibili hanno mostrato sostanzialmente un maggiore flusso di sangue nelle aree cerebrali interessate. Questa è la prova fisica che all’interno del cervello gli individui altamente sensibili rispondono maggiormente agli impulsi delle emozioni legate alle situazioni sociali, nel nostro caso sono bastate le immagini di volti felici o tristi”.

Questo studio è arrivato alla conclusione, inoltre, che le HSP, oltre ad essere più ricettive degli stimoli visivi collegati al volto umano e alle emozioni, presentano anche una soglia di sopportazione degli stimoli fisici (luci intense, rumori forti) molto bassa. Le Persone Altamente Sensibili, quindi, non sono affetti da nessuna malattia, hanno, tuttavia, questa particolarità: quella di sentire e capire il mondo attraverso un sistema nervoso più acuto e sofisticato.

About the Author
Claudia Ruiz

Claudia Ruiz

Nata a Catania nel 1989. Laureata in Scienze Internazionali presso l'Università di Siena. Nutro una passione per i temi di attualità e di politica estera, in particolare del sud est asiatico.

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