Fonte: visitbergamo.net

Il Bosco della Memoria, un parco per ricordare e rinascere dopo il Covid-19

Era la notte del 18 marzo. Una notte che si è rivelata più buia del solito, quando per le strade della città di Bergamo sfilavano, a passo d’amo, i mezzi militari che trasportavano le bare delle vittime del Covid-19. Un silenzio assordante pieno di lacrime e rabbia quello che si udiva, quella notte, per le strade della città. Adesso però, Bergamo si rialza.

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Fonte: editorialedomani

Immagini toccanti e surreali quelle riportate i giorni seguenti da tutte le testate e dai media, ma soprattutto devastanti per chi le aveva vissute in prima linea. Momenti di una tale carica emotiva capaci di delineare una situazione di emergenza sanitaria che non poteva più essere ignorata.

Tante le reazioni: rabbia, sconforto, infinita tristezza e voglia di fare qualcosa a riguardo. Si ricorda ad esempio la canzone di Roby Facchinetti e Stefano D’Orazio – purtroppo mancato a causa proprio del covid-19 – i quali avendo assistito a quelle immagini hanno deciso di reagire con la loro arte. Così è nata Rinascerò, Rinascerai,  i cui proventi sono andati in beneficienza.

Oggi più che mai, a distanza di un anno da quella e da tante altre vicende simili, che tutti i giorni purtroppo ci circondano ancora, il sentimento di rinascita è ciò che più conta. La città di Bergamo, particolarmente colpita dall’epidemia da Covid-19, ha trovato il giusto equilibrio per ricominciare senza dimenticare.

Nasce così il Bosco della Memoria per le vittime del covid-19

La zona verde selezionata per l’iniziativa è il Parco della Trucca, situato nelle vicinanze dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII, simbolo di quelle tragedie. Il Bosco della Memoria sarà finanziato con l’aiuto del Comune di Bergamo e non solo. A partecipare, infatti,  saranno anche l’associazione Comuni Virtuosi e tutti coloro, cittadini inclusi, colpiti dalla vicenda, che con una semplice donazione potranno fare la differenza aiutando a sostenere questa iniziativa.

Fonte: Punto3.it

É partita, infatti, il primo di febbraio l’operazione di raccolta fondi per questo luogo simbolo di dolore, ma anche di rinascita. Un progetto che prevede per la sua realizzazione più di 200.000 euro, parte dei quali saranno destinati alla creazione di alcuni sentieri e luoghi di sosta destinati alla preghiera, al silenzio, al ricordo dei propri cari e non solo. Un vero e proprio parco d’unione, perché in questi casi non c’è familiarità che tenga.

Davanti al covid-19, siamo tutti uniti dallo stesso dolore.

Tra le tante iniziativi degne di nota, il Parco della Trucca sarà anche utilizzato come location per diverse attività scolastiche, culturali, nonché ricreative. Insomma, tutto ciò che funga da benzina viva per far ripartire il motore della rinascita.

L’iniziativa è stata promossa così dai suoi stessi ideatori: “L’idea di fondo è quella di creare un luogo vivo, altamente simbolico, capace di accogliere la memoria e al contempo costruire uno spazio di comunità, dove realizzare iniziative culturali, didattiche e ricreative pensate per il mondo della scuola, ma anche per tutti i cittadini che vorranno far crescere il bosco”.

Una riqualificazione totale di aree e luoghi aperti, per apportare benessere alla mente e al cuore.

Giorgio Gori, il sindaco di Bergamo in diverse interviste – come si legge da Punto3 – ha sottolineato quanto voglia fortemente la nascita di quest’ oasi di comunità, affinché si capisca che quelle immagini viste in televisione o in altre piattaforme, sono state, in primo luogo, realtà vissute di una pandemia che ha tolto tanto a molti.

Il bosco della memoria nasce, quindi per cercare di arginare quella ferita ancora aperta. Come un cerotto che copre una cicatrice che, tuttavia, non andrà mai via.

Si prospetta che precisamente il 18 di marzo, in occasione di quel giorno commemorativo, sarà già possibile piantare il primo albero, le cui foglie possano essere sempre rigogliose e portatrici di speranza, ma anche simbolo di quello che è accaduto.

Il primo albero nel suo assoluto silenzio all’interno del bosco, attraverso il vento che leggermente accarezzerà le sue foglie canterà:

Ma al silenzio si respira un’aria nuova
Ma mi fa paura questa mia città
Siamo nati per combattere la sorte
Ma ogni volta abbiamo sempre vinto noi

Rinascerò
Rinascerai



Giulia Grasso