I cannibali dello Yacht Mignonette e la macabra coincidenza di questo caso

Lo yacht Mignonette era una piccola imbarcazione acquistata nel 1883, dall’avvocato australiano John Henry Want mentre era in visita in Inghilterra. Per poterlo portare in Australia John Henry Want incontrò molte difficoltà nel riuscire a trovare un equipaggio, essendo la Mignonette un imbarcazione piccola e quindi inadatta per una traversata così lunga. Dopo vari tentativi finalmente lo yacth salpò per Sydney da Southampton il 19 mag 1884 con un equipaggio di quattro persone: Tom Dudley (il capitano), Edwin Stephens, Edmund Brooks e Richard Parker (il mozzo). Parker aveva solo 17 anni ed era un ragazzo senza nessuna esperienza da marinaio.

Il 5 luglio, lo yacht si trovava a circa 1.600 miglia a nord-ovest del Capo di Buona Speranza e il tempo non prometteva nulla di buono. E nonostante l’imbarcazione non fosse in pericolo Dudley diede alcuni ordini per fare in modo che trascorressero la notte in tranquillità. Tuttavia mentre sembrava procedere tutto per il meglio un’onda colpì lo yacht capovolgendolo.
I quattro riuscirono a mettersi in salvo sulla scialuppa di salvataggio mentre lo yacht nel giro di pochi minuti affondò definitivamente.

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Foto della scialuppa che li trasse in salvo

Non avevano a bordo nulla per la sopravvivenza, neanche un’attrezzatura da pesca, quindi la situazione era critica. Riuscirono a catturare una tartaruga che per qualche tempo li fece sopravvivere, ma a un certo punto la situazione divenne così insostenibile che dovettero considerare l’ idea di uccidere uno di loro come cibo per fare sopravvivere gli altri.

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Il capitano Dudley, d’accordo con Stephens , invece di estrarre a sorte decise per il ragazzo Richard Parker, in quanto a suo dire era malato e già quasi morto; inoltre, a differenza degli altri, non aveva famiglia a carico. La decisione venne presa, anche se il marinaio Brooks si astenne

Il compito spettò a Dudley e Stephens. Il ragazzo venne ucciso e i tre sopravvissero finché furono recuperati tra il 26 e il 27 luglio al largo di Rio de Janeiro da un mercantile tedesco, il Montezuma.

La testimonianza di Edmund Brooks di quei terribili momenti:

“I nostri occhi si rivolsero su quel povero giovane che, tenendo le braccia conserte sotto il capo, era più morto che vivo, e da più giorni non prendeva parte alla nostra conversazione. Il capitano allora si pose in ginocchio presso il ragazzo, noi facemmo lo stesso, e invocammo il perdono di Dio per il male che stavamo per commettere; il capitano quindi si chinò sul ragazzo, dicendogli: Parker, Parker è giunta la tua ora”. “E perchè?” rispose il povero giovane, io con l’altro ci trascinammo dall’altro lato del battello, udii quindi un piccolo grido e svenni. Di li a poco, aperti gli occhi, vidi Parker morto e scorsi il capitano e Stephens che gli succhiavano il sangue da una ferita al collo. Datemene qualche goccia, gridai, e lo bevvi. Cosi dissetati, orribilmente, ma dissetati, si sentì maggiormente la fame, e il capitano spogliò quindi il cadavere, e ne tolse il cuore e il fegato che ci dividemmo, in seguito mangiammo altre parti di quel corpo, e il quarto giorno vedemmo davanti a noi un bastimento. Facemmo con gli abiti del povero Parker i segnali e fummo soccorsi e ricoverati a bordo dove furono tratti pure i miseri avanzi di Parker.”

Il 12 dicembre del 1884 dopo un processo presso il tribunale di Londra, vennero condannati alla pena di morte il capitano Tommas Dudley e Edwin Stephens per l’uccisione del povero mozzo. La pena fu successivamente commutata in sei mesi di carcere visto come l’opinione pubblica si era schierata a favore dei naufragi.

Bene, volete sapere la coincidenza vero?

Edgar Allen Poe nel suo unico romanzo “La storia di Arthur Gordon Pym” (scritto tra il 1837 e il 1838), parla di un viaggio avventuroso in Antartide, dove, dopo numerose peripezie quattro naufraghi su una zattera per sfuggire alla fame estraggono a sorte uno di loro per farne cibo. Il nome della persone che venne scelta? Richard Parker.



redazione