“Gli amici non sono considerati affetti stabili”: ecco cosa dicono le FAQ

Sono state pubblicate da poco le linee guida che determinano come sarà gestita la famosa Fase 2 dell’emergenza coronavirus.
Rimangono ancora invariate le incertezze lasciate dal discorso del Premier che si è dimostrato vago, ma di quelli che più vaghi non esistevano, ma non solo.

Considerato che gli incontri non dovranno essere delle “feste” e che dovrà essere sempre limitato il numero delle persone in spazi e luoghi chiusi, all’interno delle FAQ è stata specificata la definizione di congiunti: ovvero i coniugi, i partner conviventi, i partner delle unioni civili, le persone che sono legate da uno stabile legame affettivo, nonché i parenti fino al sesto grado e gli affini fino al quarto grado (come, per esempio, i cugini del coniuge).
Vengono esclusi gli affetti intesi come gli amici, che a quanto pare non vengono considerati nel contesto dei legami stabili affettivi.

Per incontrare i propri congiunti il Governo stabilisce delle vere e proprie guidelines di comportamento:  “Sono consentiti gli spostamenti per incontrare esclusivamente i propri congiunti, che devono considerarsi tra gli spostamenti giustificati per necessità. È comunque fortemente raccomandato limitare al massimo gli incontri con persone non conviventi, poiché questo aumenta il rischio di contagio. In occasione di questi incontri devono essere rispettati: il divieto di assembramento, il distanziamento interpersonale di almeno un metro e l’obbligo di usare le mascherine”.

In definitiva questa fase 2 è sempre più interpretabile come una fase 1.2 che vede ancora lungo il percorso verso la normalità che molti si aspettavano sarebbe giunto già al 4 maggio, ma che a tutti gli effetti ancora non sembra vicino. La lotta al covid-19 richiama tutti all’ordine e per questo è importante che tutti facciano la propria parte senza dare per scontato nulla e cercando di limitare i contatti per quanto possibile, al fine di tutelare al propria sicurezza e non solo, soprattutto quella nazionale che ci ha già visti perdere numerose persone a causa di questa brutale pandemia che ancora non conosce una cura concreta che non sia quella del distanziamento sociale.

Per quanto possa essere provante psicologicamente è necessario tenere ancora la guardia molto alta e sopportare i numerosi sacrifici che siamo chiamati a fare in funzione di un bene più grande quale la libertà che attualmente ci è stata limitata, ma che presto o tardi tornerà e che potremo apprezzare come mai nessuno ha fatto prima d’ora.

Ogni sacrificio è necessario per evitare l’aumento dei contagi che finalmente sono in fase calante, sebbene ancora il tanto sperato “0 contagi” sia lontano, è fondamentale che ognuno dia il suo contributo per raggiungere il risultato sperato.



Andrea Calabrò