Giornata delle donne nella scienza, i libri per conoscere le vite di donne straordinarie

Sono donne meno del 30% dei ricercatori in tutto il mondo e solo il 30% delle ragazze sceglie un indirizzo scientifico nell’istruzione superiore (dati Onu). Negli ultimi 15 anni, sono stati fatti grandi sforzi a livello globale per coinvolgere le donne nella scienza, ma permangono pregiudizi e stereotipi di genere che continuano a tenere le ragazze e le donne lontane dal mondo scientifico.

Per ricordare che la partecipazione delle donne nella scienza dovrebbe essere rafforzata e incoraggiata, e che devono essere garantite pari opportunità nella carriera scientifica, nel 2015 le Nazioni Unite – con il patrocinio dell’Unesco – hanno proclamato la Giornata Internazionale delle donne e delle ragazze nella Scienza che ricorre ogni anno l’11 febbraio.

Per celebrare questo giorno vi proponiamo una serie di libri di donne che hanno cambiato il mondo della scienza da quelle più conosciute a chi nel suo piccolo ha creato una piccola rivoluzione.

Queste storie raccontano, attraverso il punto di vista delle protagoniste, una passione scientifica nata in giovane età, la tenacia nel perseguire un obiettivo nonostante i tanti ostacoli da affrontare, le soddisfazioni e i traguardi raggiunti.

Il Rapporto dell’UNESCO di Woman in Science 2018 ha analizzato il livello di disuguaglianza scientifica per fornire numeri precisi delle donne in ambito STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica). Dal rapporto è emerso che solo il 28.8% delle donne a livello globale riesce ad affermarsi in ambito scientifico. Poche donne arrivano ai vertici degli istituti di ricerca, poche sono le accademie titolate, la piramide della scienza è costituita da un vertice maschile che ancora non lascia spazio all’ingegno femminile.

Lady Montagu e il dragomanno di Maria Teresa Giaveri – Neri Pozza

L’aristocratica inglese ebbe infatti il merito di intuire che un metodo praticato da donne in Oriente poteva essere risolutivo contro il vaiolo e decise di portarlo in Occidente. Nelle pagine di questo libro, Maria Teresa Giaveri ricostruisce la storia di questa contesa come in un libro d’avventure, in cui non le peripezie di un naufrago o le temerarie imprese di una schiera armata sono al centro della narrazione, ma “le avventure di un’idea – idea bizzarra, sconvolgente, eppure salvifica”. “Un esperimento praticato da donne ignoranti”. Così, nella Londra del 1721, viene accolta la proposta, avanzata da una dama elegantissima e intraprendente, Lady Mary Wortley Montagu, di immunizzarsi dal virus letale del vaiolo infettandosi preventivamente con una dose attenuata del morbo.
Moglie dell’ambasciatore inglese a Costantinopoli, Lady Montagu ha appreso durante il soggiorno in Turchia l’esistenza di quel mezzo per sfuggire al flagello le cui ricorrenti epidemie decimano da secoli le popolazioni.

L’incantatrice dei numeri di Jennifer Chiaverini – Neri Pozza

Unica figlia legittima di Lord Byron, il più brillante, riverito e scandaloso dei poeti romantici, Ada era destinata alla fama molto prima della sua nascita. Ma sua madre, la matematica Anne Isabella Milbanke, separatasi da Byron quando la bambina ha solo un mese di vita, è determinata a salvare la figlia dal pericoloso patrimonio del padre, che Ada non conoscerà mai. Bandendo fiabe e fantasia dalla sua infanzia, Isabella offre a sua figlia un’educazione rigorosa fondata sulla matematica e la scienza. Qualsiasi stimolante scintilla di immaginazione – o peggio ancora, passione o poesia – viene prontamente estinta. Questo, almeno, è quello che crede sua madre. Nel 1833, ad un ricevimento tenuto dalla Somerville, la diciassettenne Ada conosce il matematico Charles Babbage, all’epoca già autore della macchina differenziale, restandone ammaliata. Affascinata dall’universalità delle sue idee e, interessatasi al suo lavoro, inizia a studiare i metodi di calcolo realizzabili con la macchina differenziale e la macchina analitica. Anche Babbage resta colpito dall’intelligenza di Ada e dalla sua abilità, soprannominandola l’Incantatrice dei numeri. Anche se la macchina di Babbage non verrà mai costruita, gli studi di Ada Byron sono importanti per la storia del computer. Ada, con preveggenza, aveva previsto la capacità dei computer di andare al di là del mero calcolo numerico, mentre altri, incluso lo stesso Babbage, si focalizzavano soltanto su questa capacità. Con una prosa fluida ed elegante, Jennifer Chiaverini rende un sentito omaggio a una delle pioniere dell’informatica, una donna visionaria che ha lottato per la propria indipendenza e il riconoscimento delle proprie idee.

Ragazze con i numeri. Storie, passioni e sogni di 15 scienziate di De Marchi Vichi e Fulci Roberta – Editoriale Scienza

Quindici storie di scienziate, quindici storie di donne contro gli stereotipi di genere. Vite fatte di coraggio, fatica, entusiasmo, e soprattutto di sogni che si avverano. Ci sono Valentina Tereshkova, la prima donna al mondo ad andare nello spazio; Jane Goodall, etologa, considerata l’unico essere umano mai accettato da una comunità di scimpanzé selvatici; Rita Levi Montalcini, che ha saputo proseguire il suo lavoro nonostante le persecuzioni razziali; le sue scoperte hanno aperto la strada a nuove cure per molte malattie. E ancora, Margaret Mead, tra le prime donne a fare ricerca antropologica sul campo; ha dimostrato che l’ambiente e la cultura in cui viviamo influenzano le nostre vite. Katherine Johnson, matematica che ha dato un contributo fondamentale alla ricerca spaziale statunitense; è l’emblema di come il colore della pelle non abbia niente a che vedere con la preparazione scientifica. Le scienziate raccontate nel libro: Valentina Tereshkova, Jane Goodall, Tu Youyou, Katherine Johnson, Rita Levi Montalcini, Margaret Mead, Katia Krafft, Maryam Mirzakhani, Wangari Maathai, Rosalind Franklin, Vera Rubin, Sophie Germain, Laura Conti, Maria Sibylla Merian, Hedy Lamarr.

Le tue antenate. Donne pioniere nella società e nella scienza dall’antichità ai giorni nostri di Levi-Montalcini Rita e Tripodi Giuseppina – Gallucci

“Questo libro è dedicato alle nuove generazioni, perché siano consapevoli dei contributi scientifici fondamentali apportati dalle loro antenate già da prima dell’Era cristiana e fino al Novecento, lunghi secoli durante i quali l’appartenenza al genere femminile fu considerata un impedimento a qualsiasi tipo di sviluppo intellettuale. Le donne furono a lungo escluse da ambiti importanti della società, in alcuni periodi le più sapienti venivano addirittura accusale di stregoneria e mandate al rogo. L’apporto femminile, nella pluralità dei casi, non è stato mai riconosciuta. Semmai veniva comunque attribuito all’influenza dei padri, dei fratelli o dei mariti: di figure, cioè, appartenenti sempre al genere maschile. In realtà attraverso tutte le epoche, sino a quella attuale, la donna ha contribuito allo sviluppo scientifico in misura pari all’uomo, pur svolgendo anche il ruolo di moglie e di madre.” Età di lettura: da 11 anni.



Claudia Ruiz