EightyHate: i primi “step” alla ricerca del successo

In MUSICA by Claudia RuizLeave a Comment

Marco Meneghin (voce), Manuel Numa Moscara (batteria), due chitarristi, cioè lo scrupoloso Massimiliano Cipolla detto Wex e Matteo Diozzi (chitarre) e Manuel Galip (basso).

Marco Meneghin (voce), Manuel Numa Moscara (batteria), Massimiliano Cipolla detto Wex e Matteo Diozzi (chitarre) e Manuel Galipò (basso).

Ogni “step” è tanto importante quanto il precedente ed il successivo” una filosofia che se combinata con la passione per la musica e il talento crea un mix perfetto per raggiungere con dedizione il successo. Stiamo parlando degli EightyHate una band milanese, il cui genere miscela Modern Rock all’americana con influenze Metal. Nel giro di pochi anni, si fanno conoscere girando la maggior parte dei locali Milanesi e Lombardi, pubblicizzando il loro primo EP. Ma gli Eightyhate si fanno conoscere anche all’estero pubblicando sulla rete video acustici di brani rock/metal famosi, riproposti con arrangiamenti originali acustici.

Nel 2014, consolidata la formazione ufficiale della band con un cambio alla voce, pubblicano il primo Ep “Step by StEP“, rimarcando la loro filosofia musicale e di vita di procedere “passo dopo passo” versa la meta, da questo momento cominciano live e grandi soddisfazioni, che non fanno altro che accrescere la voglia di questi ragazzi di esprimere il loro talento musicale. Per voi abbiamo intervistato Marco Meneghin (cantante) che ci racconterà passato, presente e futuro di questa straordinaria band.

Prima domanda di rito, come nascono gli Eightyhate?
Gli EightyHate nascono come band nel 2012, quando cinque amici con affinità musicali simili, tanta voglia di fare ed esperienze pregresse in altre band, decidono di unirsi per creare una formazione con lo scopo univoco di fare musica, a cavallo tra rock moderno e metal. Prima amici che musicisti, dopo due anni di serate passate tra sale prova in zona Assago-Buccinasco, e serate in svariati locali di Milano e provincia, nel 2014 il cantante Manuel Podestà si vede costretto, causa motivi lavorativi, ad abbandonare il gruppo; al suo posto subentra il sottoscritto alla voce e nel giro di qualche mese registriamo il nostro primo lavoro in studio (un Ep da cinque tracce più una bonus track), ed iniziamo un percorso intenso di live per la promozione del prodotto.

imageCerchiamo di conoscervi meglio presentaci i membri della band utilizzando un aggettivo per ogni componente o un aspetto del suo carattere?
Membri originali della band sono l’acuto batterista Numa (al secolo Manuel Moscara), i due chitarristi, cioè lo scrupoloso Massimiliano Cipolla, detto Wex, ed il solerte Matteo Diozzi, oltre al vivace bassista Manuel Galipò; infine alla voce ci sono io (Marco Meneghin), ultimo nelle presentazioni come tradizione on stage richiede. A livello di gruppo potremmo descriverci come cinque semplici ragazzi di Milano, con la grande passione per la musica e ci piacerebbe che questa possa un giorno divenire una professione, restando sempre e comunque con i piedi per terra. Ognuno di noi studia costantemente il proprio strumento, per poter dare il massimo prima in sala prove e dopo “on stage”. Non facciamo un genere definibile come “estremo”, ma sicuramente sul palco non mancano mai energia, grinta e voglia di scherzare con il pubblico, oltre che tra di noi.

Come definiresti il vostro stile musicale? A chi vi ispirate?
Musicalmente potremmo ritenerci una band-rock moderna all’americana dalle sonorità alternative, con influenze che possono sconfinare in realtà; onestamente mi sento di dire che oggigiorno tutta la musica sia “contaminata” da molti generi differenti e la nostra è caratterizzata sicuramente da sfumature. Inizialmente la band faceva riferimento ad una band “portante” di questo genere, quali gli Avenged Sevenfold, ma attualmente ci stiamo pian piano avvicinando a melodie più lineari, rifacendoci a gruppi come Breaking Benjamin e, in parte Asking Alexandria, Nickelback e Shinedown; di tutto e di più insomma.

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“Never gonna care” unico brano prodotto in italiano, come mai la scelta di cantare in inglese?
Quella di “Never Gonna Care”, in realtà, è stata una simpatica parentesi, alla quale però non ho potuto prender parte, essendo avvenuta nel 2013; qui la band s’è “dilettata” in un genere alquanto differente rispetto al nostro, realizzando un prodotto crossover, a metà tra metal e rap, il tutto grazie ad un amico e membro onorario della band, il rapper Dreams, oltre che al nostro precedente cantante Pode. Per quanto concerne invece la nostra volontà di scrivere e cantare canzoni in inglese, potremmo dire che i motivi sono molteplici: innanzitutto per poter parlare al mondo e non solo alla nostra nazione mediante l’uso di una lingua globale; secondo, perché il rock italiano (e cantato in italiano) al momento non ci rispecchia, per tradizione e sonorità (ma mai dire mai ovviamente); inoltre riteniamo che la fonetica della lingua anglosassone risuoni semplicemente migliore all’orecchio dell’ascoltatore. Senza nulla togliere al nostro paese, che amiamo e rispettiamo in tutte le sue sfaccettature musicali, riteniamo che, per affinità di genere, sia oggettivamente più opportuno cantare in inglese. A proposito di sperimentazioni, ci siamo voluti dilettare inoltre (e con discreto successo sul web) nell’arrangiamento in versione acustica di qualche brano di band quali Asking Alexandria e Avenged Sevenfold, alcuni addirittura su richiesta diretta dei nostri fan oltreoceano.

Un album in cantiere in uscita nel 2016, quali novità ci saranno rispetto a Step by StEP?
Sicuramente con il passare degli anni, idee ed abilità crescono e migliorano, livello e pretese aumentano, sia da parte nostra che da chi ci segue fin dagli inizi, c’è sempre la smania di voler fare di più, senza però la pressione di etichette ingombranti per il momento. Stiamo lavorando univocamente, in maniera sempre più accurata e costante, cercando di trovare un suono “più maturo”, fondato su basi solide, che ci appaghi realmente, ma allo stesso tempo comporre in “cinque teste differenti” non è sempre così agevole e scorrevole, quindi sono necessari tanto tempo, calma e dedizione. Certamente avremo un prodotto differente, che speriamo piaccia alla gente e che copra un pubblico vasto; non vogliamo fare musica solo per coloro che seguono prettamente questo genere musicale, ma vorremmo scrivere “canzoni che piacciano al pubblico”, oltre che a noi stessi chiaramente. Per Natale 2015 ci sarà inoltre una -speriamo gradita- sorpresa per il web.

Procedere Step by stEp verso la meta è la vostra filosofia, per quale obiettivo state lavorando oggi?
Senza dubbio, il titolo dell’Ep segue proprio tale filosofia, che è in parole povere la nostra: ogni “step” è tanto importante quanto il precedente ed il successivo e stiamo pian piano crescendo, imparando anche dai nostri errori; oggi stiamo lavorando in particolare sulla nostra solidità, sia come band, che come sonorità. L’obiettivo che ci accumuna senza dubbio è quello di voler fare musica, che non si limiti a seguire una moda attuale, ma che possa perdurare e soprattutto piacere.

In attesa di ascoltare i loro nuovi brani e quali sorprese vorranno proporci, seguiamoli nei prossimi live (su Facebook troverete tutte le prossime date) e su YouTube e Spotify, per chi purtroppo non può assistere ai loro concerti dal vivo.

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About the Author
Claudia Ruiz

Claudia Ruiz

Nata a Catania nel 1989. Laureata in Scienze Internazionali presso l'Università di Siena. Nutro una passione per i temi di attualità e di politica estera, in particolare del sud est asiatico.

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