Ecco perché la serie tv “Bridgerton” è più moderna di noi

Quest’anno i decreti sicurezza ci hanno costretti alla staticità. La posizione che ha assunto la maggior parte degli italiani è stata questa: sedere sul divano, coperta dal collo ai piedi, telecomando su una mano e panettone sull’altra.
Poi, se si è prediletta una chaise-longue, il proprio letto o il pandoro poco cambia. Le vacanze di Natale in zona rossa ci hanno costretti, o forse ci hanno dato la giusta scusate, ad un binge watching sfrenato.

Il genio Netflix poi, sempre accuratissimo, ha colto la palla al balzo per presentare nuovi titoli pronti per queste vacanze.

Uno tra tutti e forse il più discusso è la serie tv Bridgerton.
Ambientato nella Londra del primo 1800 la serie racconta il mondo dei Bridgerton, famiglia aristocratica composta da 8 figli e una mamma vedova, fatto di lotte di classe, matrimoni riparatori e grandi balli.
“Nulla di nuovo” direte voi, se si è già visto Orgoglio e pregiudizio e Piccole donne.
Ma Bridgerton ha una caratteristica che la contraddistingue dal resto degli show in costume, ed è il mix continuo e costante tra passato e presente.

Uno dei primi input che ci arriva guardandolo è “Buongiorno Upper-east side!”.

In molti, infatti, hanno considerato la serie tv un antenato di Gossip Girl, dove al posto dei telefonini la misteriosa Lady Whistledown diffonde gli scoop della città con un bollettino settimanale atteso con frenesia.
I toni consueti ed ottocenteschi della scrittura non hanno ingannato i fan: il modo di porsi, la narrazione e la maniera in cui il gossip dilaga tra l’élite sono gli stessi che avrebbe usato Dan Humphrey.

Uno altro elemento che rende la serie tv “tutti i frutti” è scelta della musica. I grandi balli ma anche le scene più hot o romantiche sono allietati da quelle stesse canzoni che fanno parte della playlist Spotify “best hits 2020”.

Reinterpretate in chiave ottocentesca, dove a rimpiazzare il basso e la batteria ci pensano i violini e il clarinetto, ci fanno sentire un po’ meno lontani da un’epoca apparentemente così diversa dalla nostra.

Sicuramente però, ad attirare di più l’attenzione, è stata la scelta del cast. Un cast eterogeneo e multirazziale dove ad interpretare la regina di Inghilterra è un’attrice afroamericana. Una scelta innovativa e fiammeggiante che ha sicuramente lasciato il suo segno distinguendo ancora di più la serie tv da tutti gli altri programmi in costume.

 

Il mix tra antico e moderno ha sicuramente fatto il naso agli amanti del genere, apparendo inaccurato e troppo commerciale.
Tuttavia, sono stati proprio i punti di incontro, le affinità tra il passato e il presente a fare scalpore e a tenere incollati alla tv milioni di spettatori.
Bridgerton è una soap fresca, divertente e sì, anche un po’ frivola. Che fa rilassare ma anche riflettere su quanto a volte, pur sentendoci così “avanti”, in realtà siamo ancora indietro anni luce.
Non adatta forse ad un pubblico colto e attento ai particolari dell’epoca, ma sicuramente perfetto per staccare la spinta e sorridere.



Azzurra Candelari