E’ morto Karl Lagerfeld: la fine di un’era per il mondo della moda

“Il lusso è la libertà di spirito, l’indipendenza, in breve il politicamente scorretto". Una delle citazioni più famose del noto fotografo, stilista, illustratore e fashion icon Karl Lagerfeld, deceduto proprio oggi 19 Febbraio 2019. All’età di 85 anni l’iconico stilista tedesco abbandona il fashion system lasciando un grande vuoto rigorosamente nero nel mondo della moda. Visionario, ironico e puntiglioso: Karl Lagerfeld ha saputo contribuire allo sviluppo delle mode e delle sue passerelle per ben 66 anni di carriera.

Ma chi era Karl Lagerfeld?

Classe 1933 (anche se non amava ammetterlo) – Nato ad Amburgo in Germania, Lagerfeld, soprannominato anni dopo come Kaiser Lagerfeld, sviluppa la sua passione incontrollata per la moda, la quale raggiunse il culmine nel 1953 quando si trasferì a Parigi con la madre. Nel 1954 riesce già a farsi notare,  vincendo il neonato Woolmark Prize, antesignano dei premi di moda tanto in voga oggi: a dargli la vittoria il bozzetto di un cappotto. Da questo momento, Karl Lagerfeld inizia a lavorare per i più grandi stilisti parigini: da Pierre Balmain a Yves Saint Laurent passando per Jean Patou.

1980 -  Anno di fondazione della sua etichetta, chiamata Lagerfeld: ecco il lancio delle sue linee di profumi e abbigliamento, collaborando con le più note top model e star del momento. Tra moda e sfilate, il poliedrico Lagerfeld ha saputo coltivare e sfruttare il suo genio per immergersi nel mondo della fotografia, realizzando così gran parte delle sue campagne pubblicitarie fino ad oggi.

Da sempre troppo provocante e anarchico per i rigidi tagli della haute couture, Lagerfeld trova una giusta via di espressione nel 1963 approdando da Chloè, da sempre brand bohemien, camp e sexy finalizzato a donne vestite del mondo che le circonda. Nel 1965 inizia il suo sodalizio da Fendi, firmando un contratto a vita ( sarà lo stesso accordo che sottoscriverà anni dopo da Chanel). Con le sorelle Fendi è amore, condivisione artistica e grande rispetto: tutti elementi che porteranno questa collaborazione ad altissimi livelli. Nel 1983 le cose cambiano, ancora una volta. A dieci anni dalla morte di Coco gli viene chiesto di prendere in mano la Maison Chanel e renderla di nuovo "di moda". Ricordiamoci che, al tempo, la Maison Chanel non aveva tutto il prestigio di cui vanta ora. Dopo la morte della fondatrice, il brand era ormai considerato come un polveroso mausoleo abbandonato e da riscoprire. Karl Lagerfeld accettò la sfida della sua vita riportando in auge il vecchio Impero Chanel, ma impreziosendolo con le sue personali note calde, giovanili e pop. In diverse interviste ha spiegato di sapere bene che Coco avrebbe odiato quello che sta facendo all'interno della Maison, ma che il suo compito è proprio evitare di ripetere ciò che è stato già fatto, e di proiettarsi nel futuro. Ed ecco che Chanel ritorna sulle passerelle con una nuova linfa vitale, una nuova proiezione moderna della donna contemporanea, tutta firmata Karl Lagerfeld. Ma il noto stilista, o meglio artista, non si ferma alle case di moda. Diviene una vera fashion icon, realizzando documentari, libri e campagne pubblicitarie degne del miglior fotografo in circolazione. Nel 2004 accetta una nuova sfida: collaborare con il marchio H&M per portare il lusso tra la massa. Anche qui, il forte carattere di Lagerfeld non lascia scampo ed ecco che subito si lamenta dei pochi pezzi in produzione realizzati dalla catena fast fashion. Se dobbiamo portare il lusso nelle strade, che sia per tutti ( anche se non ha mai avuto un buon rapporto con le taglie superiori alla 42…). Insomma, un personaggio che non si è mai tirato indietro nel dare un’opinione schietta e realistica, ottenendo spesso anche risultati  controversi.

Codino bianco, occhiali rigorosamente neri e sguardo serio: il Karl Lagerfeld che tutti abbiamo ammirato e amato ha lasciato un vuoto enorme che non si colmerà tanto presto.  Tutto il mondo della moda si stringe per la grande perdita che comporterà inevitabilmente la fine di un'era. Ora non resta che capire chi sarà il suo degno successore in casa Chanel. Ma soprattutto, ne sarà all'altezza?