Droni: cosa sono, cosa dice la legge e in che modo si possono usare

I droni altro non sono che velivoli. La definizione scientifica, infatti, parla di aeromobili a pilotaggio da remoto”, rappresentando in questo modo le caratteristiche minime di questi straordinari strumenti.

L’impiego dei droni è esteso ai più svariati ambiti lavorativi e professionali. E’ di triste attualità, per esempio, l’utilizzo che se ne fa sui campi di guerra a cavallo tra Ucraina e Russia. Non è raro vederli impiegati nelle operazioni di mappatura del territorio a fini urbanistici, o nella realizzazione di filmati per gli usi più differenti. La loro diffusione è tanto ampia, peraltro, che spesso sono acquistati e impiegati anche per attività ludico-ricreative.

Per farsi un’idea reale di quanto possa essere largo il ventaglio di opportunità connesso a questi strumenti è sufficiente il sito sui droni droneblog.news. Una rapida scorsa ai suoi contenuti aiuta a inquadrare un vero e proprio mondo fatto di tecnologia allo stato puro.

Enorme, infatti, lo sforzo di progettazione per affinare sempre più questi aeromobili. A ciò si lega l’impegno, concreto, di facilitarne via via l’utilizzo, migliorandone la funzionalità e l’efficienza in volo.

Il tutto, partendo dalla consapevolezza che pilotare i droni significa volare e, di conseguenza, prima di farlo c’è bisogno di un’adeguata preparazione tecnica.

L’Enac vigila sulla sicurezza dei voli

L’Enac ha il compito di vigilare sul rispetto delle norme di volo. Un po’ come accade con le automobili, anche i droni portano quindi con sé la necessità di una formazione preliminare all’utilizzo.

E’ necessario un apposito patentino, ossia il lasciapassare indispensabile per agire nell’ambito delle norme. Una volta acquisita, infatti, la licenza garantisce la corretta preparazione di chi l’ha ottenuta. Questo, perché segue un preciso corso di formazione atto a dare tutte le informazioni necessarie.

Le fasi di addestramento sono un momento centrale. Attraverso questo percorso, infatti, gli addestratori insegnano tutti gli elementi utili al futuro pilota. La valutazione successiva è lo snodo oltrepassato il quale si può utilizzare il proprio strumento.

E’ lo stesso Enac a rappresentare il riferimento per capire come muoversi nella giusta direzione. Gli esami sono svolti nei centri di addestramento autorizzati. Si tratta di una prova con 30 domande a risposta multipla, al termine della quale l’idoneità al volo dei candidati sarà verificata, oppure no.

Il futuro è adesso

Lo sviluppo tecnologico, del resto, corre veloce. In un mondo nel quale si sta addirittura pensando a  cani robot per raggiungere i clienti del delivery, pensare a quali potrebbero essere i risvolti dell’utilizzo dei droni amplia lo sguardo a tantissime differenti funzioni.

Non è un caso che si stia addirittura progettando un drone da trasporto per le persone, uno strumento che, qualora introdotto davvero, e su larga scala, si proporrebbe di rivoluzionare quelli che son o gli attuali modelli di spostamento da un punto all’altro. Al bando colonne, traffico e nervosismi, arrivare dal cielo farebbe fare un passo avanti notevolissimo nel modo di vivere della popolazione.

Fantascienza? Soltanto un po’, se è vero che la progettazione in questo contesto è avviata e, dunque, c’è chi crede, davvero, in questa possibilità.

Non si tratta più di un futuro lontano, ma di un presente fatto di sperimentazione. Gli ingredienti ci sono tutti, insomma, affinché i droni diventino nel medio periodo un usuale veicolo per spostarsi.

Per arrivare alla concretezza c’è stato, e c’è tuttora, molto da lavorare. Un primo passo, però, è stato fatto alla fine del 2021, quando a Roma è stato presentato al pubblico il primo modello italiano di taxi drone. Si tratta di un progetto, ovviamente. E’ però dai progetti che si inizia, per poi passare alla sperimentazione e, chissà mai, successivamente all’attuazione.

 



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