Dal ghosting all’orbiting: il nuovo modo per svalutare le nostre relazioni

Gaia Toccaceli

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Siamo tutti vittime del ghosting. Usciamo con qualcuno, ci frequentiamo per un po’, ci divertiamo, viviamo momenti spensierati e quando le cose si fanno un po’ più impegnative uno dei due sparisce come un vero fantasma. Da un giorno all’altro ci si ritrova soli. Siamo tutti vittime e carnefici del ghosting. Sex end city ce ne aveva già fornito un assaggio durante le sue numerose puntate. Sparire è più facile e ci fa sentire liberi, ma lo siamo davvero?

A rispondere a questa domanda è la nuova tendenza che spopola tra le nostre relazioni: l’orbiting. Da presenze fantasma ci si trasforma in piccoli satelliti che d’improvviso rincominciano a girare intorno alla persona desiderata. Qualche like qua e là e uno sguardo alle storie su Instagram. Siamo presenze evanescenti, ci piace sentirci liberi dai vincoli ma in fondo non ci dispiace mantenere qualche legame sottile e ambiguo.  Ve la ricordate la teoria dell’amore liquido di Bauman? Non desideriamo totalmente l’altra persona, a in fondo senza di lei/lui non vogliamo stare. Amore non chiaro, amore non Amore.

Affolliamo troppo la mente di pensieri e non abbiamo più la forza di riempire di più il cuore con sentimenti profondi. Stare in bilico è la soluzione. Andare e venire , come se le relazioni fossero viaggi di lavoro. I nostri nonni dicevano “tenere i piedi in due staffe”. E ovviamente tutto ciò accade senza tenere conto dell’altra persona che si trova incastrata e priva di lucidità in rapporti non chiari. Svincolarsi non è semplice, il cervello è annebbiato, la razionalità non trova spazio e il cuore, da solo, non è in grado di prendere una decisione. Vogliamo stare con qualcuno, ma non ci dispiace mantenere i nostri spazi e anzichè trovare una via intermedia ci muoviamo tra i social come spiriti.

In fondo ci troviamo in questa situazione perché abbiamo dei mezzi di comunicazione che ce lo permettono; al tempo delle vecchie lettere sarebbe stato difficile “piazzare dei like” a chilometri di distanza. Ahimè, cari fantasmi/satelliti, questa non è una buona giustificazione per continuare imperterriti a giocare con i rapporti. La responsabilità è vostra, come è vostra la scelta tra chiarezza e confusione.