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Dagli “anta” di Elisabetta Franchi al genderless di Mahmood: quanto pesa la perfezione?

Cos’è che hanno i pantaloni pink, oversize e genderless indossati da Mahmood sul red carpet dell’Eurovision da creare hype e scandalo? Perché la fiacca esibizione di Madonna al fianco di Maluma ha così scosso orde di spettatori? Per quale motivo le parole di Elisabetta Franchi hanno sdegnato un’Italia intera che lavora?

E questi sono solo gli ultimi eventi, in ordine cronologico, in trend sui social. Tutte queste domande, ma se ne potrebbero porre moltissime altre, hanno un unico comune denominatore, un concetto così piccolo e semplice da sfuggire al più arguto pensatore. Seguitemi!

Quando ci si ritrova di fronte ad un personaggio che nel suo settore è stato in grado di modificare la normalità, proponendo nuove visioni e nuovi codici per reinterpretare la realtà, nella mente del tipico very normal people si costituisce l’idea di trovarsi di fronte ad una sorta di divinità. Una specie di rispetto incondizionato e di autorevole soggezione nei confronti di chi ha saputo imporsi e imporre il proprio prodotto e ha saputo accrescere la propria influenza sulle masse. Diventa quasi automatico il ritenere quel “personaggio” una specie di re Mida. Qualsiasi cosa esso tocchi, DEVE diventare oro.

Ecco, dunque, crescere le aspettative. Ogni esibizione, ogni dichiarazione pubblica, ogni apparizione deve rispettare quell’aura di fascino e infallibilità. Una star del firmamento NON può permettersi di sbagliare. Più la sua fama è grande, minore è il margine d’errore.

Non importa cosa egli abbia dato al mondo, non importa quanti e quali sogni abbia regalato e neppure quanto abbia cambiato la cultura, non può sbagliare.

Il mondo intero sarà sempre lì a giudicare, dimenticando un concetto semplice: le star non sono divinità, ma essere umani.

La semplicità è tutta qui, nel riconoscere e accettare la fallibilità. Vi riporto alla mente una non lontana polemica che travolse Karl Lagerfeld, per aver difesa la sua idea di far sfilare in passerella modelle magrissime. Sull’iconicità di Lagerfeld si può supporre non ci siano dubbi, eppure la sua opinione, così lontana dalle nuove tendenze e scelte della moda, fece scalpore.

Se si iniziasse a pensare che il genio creativo o scientifico non elevi gli uomini e le donne ad esseri divini, forse e dico forse, si potrebbe accettare che le icone e le star possano esprimere anche la loro umanità. Si tratta di persone non molto diverse dai very normal people con i propri gusti, le proprie idee e le proprie paure.

Il desiderio di Madonna di essere ancora diva su di un palco davanti ai suoi fan, nonostante il peso degli anni, è un desiderio umano. Il proporre uno stile che abbracci le nuove idee di genere è un gusto personale. Spiegare le modalità di assunzione nella propria azienda è un’iniziativa privata. Scelte e gusti che possono risultare opinabili e non trovare l’approvazione unanime, ma che seguono un’individuale quanto personale logica del tutto umana.

Quindi non è più possibile esprimere un giudizio o essere in disaccordo? Certo che si può, basta solo ridimensionare la portata dello scandalo non pretendendo l’infallibilità e la perfezione solo perché di fronte c’è un vip.



Benito Dell'Aquila