Reggia di Versailles

Da Maria Antonietta a Lady Oscar: tutte le donne della Reggia di Versailles

Il buen ritiro della monarchia francese: diamo i numeri della Reggia di Versailles

La Reggia di Versailles si trova a una ventina di chilometri da Parigi ed è la maestosa residenza dei Borbone di Francia.

Non tutti sanno che la Reggia di Versailles è composta da tre edifici: Versailles – il complesso palaziale – il Grande Trianon e il Piccolo Trianon, oltre ad altri edifici minori. La superficie totale è di 67.121 metri quadrati ma soltanto 50mila sono aperti al pubblico; oltre a questa vasta area, si contano circa 800 ettari di cui quasi la metà sono coperti da una fitta boscaglia ma che un tempo erano infestati da paludi malsane.

Reggia di Versailles

A questi si vanno ad aggiungere i due giardini alla francese: il Piccolo Parco, 80 ettari, e Trianon, 50 ettari. Il complesso conta 20 km di mura di cinta e 42 km di sentieri. Fra i 55 bacini d’acqua presenti, il più capiente è quello del Grande Canale, 24 ettari e 500 000 m³, e la Piscina degli Svizzeri, 180 000 m³. Si contano inoltre circa 600 getti d’acqua e 35 km di canali che si diramano per tutto il parco. Nella sua versione definitiva contiene invece oltre 700 stanze, 2513 finestre, 352 camini, 67 scale e 483 specchi. I suoi tetti coprono circa 13 ettari di superficie. Un’altra eccezionalità della Reggia di Versailles è il numero di statue al suo interno ed esterno: sono 372 e per ammirarle ci vorrebbe una giornata intera.

La Reggia di Versailles veste di rosa: Maria Antonietta 

Chi dice donna dice danno: in questo tripudio di magnificenza, lusso sfrenato ed eccessi di ogni tipo, le figure femminili della storia della reggia più lussuriosa di Francia hanno dato il meglio ( o il peggio, dipende dai punti di vista!) di loro. Questo luogo intriso di storia e di leggenda è indissolubilmente legato alla figura di Maria Antonietta.

Maria Antonia Giuseppa Giovanna d’Asburgo-Lorena, nota come Maria Antonietta, nasce a Vienna nel 1755 come futura arciduchessa d’Austria. A soli 14 anni viene data in sposa a colui che presto diventerà Re Luigi XVI .

Schiava di un matrimonio senza amore e di una vita noiosa e solitaria, cominciò a vivere nelle frivolezze, diventando presto una donna capricciosa, viziata e viziosa. Trasferitasi alla Reggia di Versailles, la giovane regina passava il tempo tenendo le sue feste sontuose e dedicandosi agli intrattenimenti di corte. I suoi costosi vezzi e le sue esilaranti abitudini lasciavano a bocca aperta gli ospiti ma, come si sa, facevano ribollire il malcontento nella popolazione che viveva nella miseria più nera e pativa la fame.

Versailles
Marie Antoniette interpretata da Kristen Dunst nel 2006 per il film diretto da Sofia Coppola.

Negli ultimi anni del regno di Luigi XV, la corte di Versailles fu animata da una rivalità tutta al femminile tra Maria Antonietta Madame Du Barry, la bellissima contessa, sempre descritta come una donna piuttosto volgare appariscente e carismatica. Non è un segreto il fatto che la donna fosse l’amante del re, tanto che davanti a Maria Antonietta non perdeva mai occasione di esibire il suo forte legame con il re…

Per molto tempo Maria Antonietta non rivolse la parola alla rivale, che ad un certo punto montò su tutte le furie e arrivò a lamentarsi dell’ostilità con il suo potente amante, il Re. A questo punto non si trattò più solo di una vicenda di gossip ma di una difficoltosa faccenda diplomatica che mise in discussione la fragile alleanza tra Francia e Austria. Luigi XV in persona, la grande Maria Teresa e l’ambasciatore Florimond Mercy d’Argenteau convinsero finalmente le due donne a rompere il silenzio, salvando i già tesi rapporti tra Francia e Austria.

Il parco a luci rosse di Madame Pompadou, la regina di stile dell’ancien regime

Tra i celebri angoli del parco della reggia di Versailles, il Parco dei CerviParc-aux-cerfs) fu quello che si guadagnò la fama di luogo “a luci rosse”.

Reggia di Versailles
Luigi XV fra i piaceri

Dopo aver brillantemente ricoperto per circa vent’anni l’ambito e invidiato ruolo di maitresse du roi ( sì, anche lei era un’amante del re!)  Jeanne Antoinette Poisson, meglio conosciuta come Madame de Pompadour, smise di far divertire Luigi XV fra le lenzuola e si trasformò, incredibile a dirsi, in una procacciatrice di giovani e bellissime vergini pronte a donarsi al Re. Il luogo d’incontro con le suddette ragazze divenne la dimora nel Parc-aux-cerfs, dove le fanciulle conducevano una vita piuttosto ritirata, in attesa di sollazzare Luigi XVI ogni volta che lo richiedeva.

Reggia di Versailles
Madame Pomadour

I racconti licenziosi che passavano di bocca in bocca fino al di fuori delle mura reali solleticavano la morbosa curiosità dei popolani, motivo per cui questo parco, durante la Rivoluzione Francese, divenne uno dei simboli più odiati della dissolutezza dei re.

Fuori dal letto nessuna pietà: la marcia delle donne su Versailles

Mentre le concubine più o meno ufficiali dei sovrani francesi vivevano per assecondare le lussuriose richieste delle teste coronate, fuori dalle mura reali le popolane erano donne emancipate, pronte a lottare per i loro diritti per sfamare i loro figli.

La mattina del 5 ottobre 1789, mentre in città si respirava aria di rivoluzione, le donne che si trovavano nel mercato della zona est di Parigi protestarono per la mancanza di pane. Suonando le campane delle chiese della città, radunarono un battaglione di quasi settemila rivoluzionari, in gran parte donne. La marcia su Versailles, che dista circa venti chilometri da Parigi, durò circa sei ore e lungo la strada si aggregarono sempre più manifestanti.

Reggia di Versailles
La Liberté guidant le peuple – Eugene Delacroix

All’arrivo a Versailles i manifestanti vennero accolti dai membri dell’Assemblea, il cui presidente accompagno sei donne scelte come rappresentanti del corteo per parlare direttamente al Re al fine di esporre le richieste del popolo. Una di queste era Madame Chéret, di cui abbiamo testimonianza grazie al suo resoconto delle vicende vissute dal suo punto di vista.

Il Re si dimostrò disponibile e promise di accettare le proposte delle donne: inoltre diede ordine di aprire i magazzini reali per sfamare la folla.Il Re promise anche che sarebbe tornato a Parigi e la folla accettò la promessa, che venne mantenuta nel primo pomeriggio del 6 ottobre, quando il Re ritornò forzatamente a Parigi con la famiglia, accompagnato dalla folla.

Nel documento redatto da Madame Chéret raccontò il ritorno trionfale a Parigi: le donne furono accolte dalla folla come vincitrici:

« Noi cittadine, coperte dalla gloria, per ordine di sua Maestà siamo state ricondotte in carrozza nel quartiere, dove siamo state ricevute come liberatrici della capitale »

Eroine francesi tra mito e leggenda: Lady Oscar alla Reggia di Versailles

“Grande festa alla corte di Francia, c’è nel Regno una bimba in più…”. E’ lei, è Lady Oscar!

Versailles
Lady Oscar

Sin dagli anni ’80 Lady Oscar è stata un’eroina dei cartoni animati amata da tutti. La bionda temeraria Oscar François de Jarjayes, che combatte con la spada e si veste da uomo, ha generato più di qualche critica, ma molti di più sono stati coloro che l’hanno amata. Dai grandi ai più piccini, tutti erano affascinati dai fasti della Reggia di Versailles, dagli intrighi e dagli amori dei suoi abitanti sopratutto dalla personalità ambivalente della protagonista, divisa fra la sua educazione di corte tutta al maschile e le ragioni del cuore… Il cartone animato è ambientato proprio tra le mura della Reggia di Versailles, durante il burrascoso periodo della Rivoluzione Francese; Lady Oscar, pur essendo di stirpe reale, è profondamente toccata dalle condizioni di estrema povertà del popolo, in contrasto con i fasti e i capricci dei reali.

Lady Oscar ha scardinato l’immagine di principesse in attesa di essere salvate dai bei principi senza macchia per incarnare l’immagine di quelle donne francesi emancipate, battagliere e che non si lasciano imbrigliare dall’appartenenza ad un specifico ceto sociale. Sono donne che combattono per salvarsi da sole. Sono le donne che fanno la rivoluzione, tanto nel ‘700 quanto nel ventunesimo secolo.

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