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Curon potrebbe essere la miglior serie prodotta da Netflix Italia

Negli ultimi mesi la società americana leader nello streaming di serie tv e film sta investendo molto nelle produzioni italiane, basti pensare a Baby, Skam Italia e Suburra, che attualmente sono quelle che hanno avuto più successo, e Summertime e Luna Nera, ultime ad essere state pubblicate, sebbene queste siano state a tratti accusate di peccare di un livello accettabile di recitazione nonostante la trama apparentemente interessante.

Le cose potrebbero però cambiare con l’ultimo progetto lanciato pochi giorni fa, Curon, una nuova serie dark-fantasy che segue la scia del fenomeno del momento Dark che, tra l’altro, condividerà su Netflix tra pochi giorni la sua terza e ultima stagione.

La trama è molto avvincente e finalmente ci troviamo di fronte ad una sceneggiatura degna di nota, con scene ben strutturate che, anche grazie al genere trattato, danno quella sensazione di suspence ideale per agganciarsi ad una storia e generare l’ansia che tanto ammirano gli amanti delle serie tv.

Uniche pecche?

Sicuramente le scene a tratti troppo buie, benché si possa perdonare visto il successo che hanno ottenuto con Dark, e la recitazione, ancora una volta, spesso poco banale, nonostante con Curon già si possa apprezzare un cambiamento radicale nei confronti di Summertime che, fra tutte, è stata considerata la più scialba a livello di capacità recitative del cast. E pensare che le aspettative erano molto alte…

Ecco il trailer che ha ottenuto quasi un milione di visualizzazioni fra i vari canali di Netflix:

Se a livello di pecche abbiamo notato ben pochi fattori, tutto cambia con gli aspetti positivi di Curon.

L’ambientazione è uno dei suoi fiori all’occhiello, con il panorama mozzafiato della città sudtirolese e la sua caratteristica torre immersa nel lago. Infatti, la serie è stata capace di creare una trama ad-hoc per la città che, già di per sé, vanta una storia molto interessante.

Così, l’allagamento della città per motivi storico-economici ha dato luogo alla creazione della doppia personalità degli abitanti, nella serie la chiamano dopplegänger, dando così quell’immagine cupa e misteriosa ad una storia che aveva già molto da raccontare e fantasticare prima della creazione della leggenda del campanile per cui, secondo la trama, qualsiasi persona che ascolti le sue campane suonare sarebbe morta da lì a poco.

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Un altro punto forte della serie tv è senz’altro il cast su cui può contare.

Federico Russo (Mauro), il piccolo membro della famiglia Cesaroni, e anche il resto del cast, in particolare Margherita Morchio (Daria) e Valeria Bilello (Anna), sono stati degni di rappresentare una storia che sulla carta poteva competere con qualsiasi serie tv del momento, riuscendo a creare già un piccolo fenomeno mediatico spinto, soprattutto, dai fans di Dark che, intrepidi e in grande attesa per la nuova stagione, hanno letteralmente consumato i 7 episodi di Curon in pochissimi giorni per via della loro trama/ambientazione simile.

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Ci sarà una seconda stagione?

Questo è ancora un mistero, un po’ come il finale di Curon, però ciò che è certo è che Netflix Italia sta crescendo pian piano e, se continuerà a seguire questa strada, potrà arrivare ai livelli della Spagna o della Germania, che già da tempo competono con le serie americane, da sempre le più famose.



Marco Russano