20 improbabili curiosità sull’Islanda

In principio c’èra una dorsale oceanica che separava due placche oceaniche. Poi da essa uscì del magma, che si solidificò a contatto con l’acqua. E … congratulazioni, è una femmina!

E così fu l’Islanda.

È una giovincella, nata solo 20 milioni di anni fa, contro i circa 4 miliardi di età della crosta terrestre, ma cresce davvero in fretta. Con trecentomila abitanti per una superficie di 100 mila chilometri quadrati, si allarga ogni anno di due centimetri, a causa del movimento delle zolle terrestri.

Dell’Islanda generalmente si sa che è fredda e isolata, e che sei anni fa, quatto quatto, il suo vulcano Eyjafjöll (1.666 m, numero piuttosto simbolico) ha mandato in crisi aerea tutto il nord Europa. Quest’isoletta – Ice Land – viene chiamata Terra del Fuoco e del Ghiaccio per rimarcare le sue caratteristiche geologiche uniche al mondo, dove si può fare un bagno in acque bollenti (nella Blu Lagoon, tra le 25 meraviglie) a dieci kilometri da un ghiacciaio perenne.

Nella Blu Lagoon è possibile fare il bagno termale tutto l’anno, raschiare il fondo dal silicio e farci una maschera, e pure ordinare un drink

Ma a parte tutto ciò, l’Islanda ha un fascino etnico e culturale tutto suo, spesso nelle sottigliezze che a un turista superficiale possono sfuggire. Eppure basta osservare e soprattutto ascoltare, per cogliere i suoi aspetti speciali.

Ecco una rassegna delle cose più interessanti che ho scoperto durante il mio viaggio sull’Isola, 20 curiosità che forse non tutti sanno.

  1. Iniziamo con qualcosa di conosciuto, il Sole di Mezzanotte. L’Islanda si trova quasi al polo nord della Terra, e nel periodo dell’anno che va da fine maggio all’autunno l’emisfero settentrionale è completamente inclinato verso il Sole. La luce perdura quindi giorno e notte e si sentono schiamazzi per strada no stop, mentre l’altra parte dell’anno, oppostamente, vanta buio continuo e un altissimo tasso di suicidi.

    Mezzanotte a luglio
  2. Tre abitanti per chilometro quadrato. E niente, è già incredibile così.
  3. Passiamo alla zoologia. I pony islandesi sono alcuni delle pochissime razze di cavalli che vivono ancora allo stato brado, sebbene vengano comunemente addomesticati e usati come veri e propri mezzi di trasporto. Sono alti 140 cm al garrese, tozzi, pelosi, assomigliano ai My Little Pony e sono gli unici equini ad avere per natura una quarta andatura oltre passo, trotto e galoppo: il tölt. Quando si vede un pony islandese montato ai bordi della strada, di solito dietro lo seguono altri quattro o cinque, liberi.

    Un fantino e il suo pony islandese nella quarta andatura
  4. Le case islandesi non hanno giardini. L’isola offre così tanti spazi verdi e incontaminati, da non dare il bisogno alla gente di ritagliarsi uno spazio per sé. L’intera Islanda è l’unico grande giardino comune di tutti.
  5. Il sottosuolo dell’isola è, come accennavo, davvero bollente. Ma davvero bollente, nel senso che viene usato addirittura per cuocere. Per fare il pane di segale, specialità nazionale, i panettieri mettono la pasta in una pentola chiusa e la lasciano sottoterra per ventiquattrore, e il naturale calore sotterraneo pensa al resto.
  6. Si può letteralmente camminare – e anche nuotare – tra l’Eurasia e l’America. La faglia tra le due placche attraversa l’isola per lungo.
  7. Ho per caso già parlato di quanto la terra sotto i piedi in Islanda ribollisca? I Geyser non sono altro che l’occasionale e improvviso sfogo dell’energia geotermica e geotermale trattenuta. Nell’antichità si pensava che l’Islanda fosse la porta dell’Inferno. Nel cinema moderno, è stata presa come ispirazione per l’ambientazione de Il Signore degli Anelli.
  8. Esiste un particolare veicolo, un ibrido tra una jeep e un monster track, usato per affrontare neve alta e attraversare ghiacciai, l’unico in grado di farlo. È una tecnologia unica al mondo, brevettata in Islanda e esportata in tutto il mondo. L’addetto guidatore vichingo non è incluso nel prezzo, ma fa la sua bella figura.

    Gli Arctic Trucks, unici veicoli capaci di attraversare le nevi islandesi
  9. Il terreno islandese è vulcanico, quindi sterile e incoltivabile, il clima ostile e l’agricoltura impossibile. O meglio, sarebbe. Recentemente, invece, l’Islanda ha raggiunto l’autosufficienza ortofrutticola: l’acqua pura e il sole intenso, uniti alla caparbietà degli abitanti, permettono le coltivazioni in serra. Prima tra tutti, inaspettatamente quella del pomodoro. La più grande produzione di questo è affidato alla Fridheimar (‘mondo tranquillo’), una piccola serra a gestione famigliare, dove il proprietario coltiva e vive. Dietro ogni confezione si trova la sua foto, con un invito a fargli visita.

    Il cartello di benvenuto della Fridheimar
  10. È vietata l’esportazione e importazione di qualunque tipo di animale, che non sono visti come merce commerciale. E poi, chi spiega al loro orologio biologico come mai è notte per sei mesi di fila, o come mai non lo è?
  11. Gli Islandesi sono degli ossi duri. Sappiamo che, dal loro angolino tranquillo, hanno fatto dimettere il loro premier per i Panama Papers, hanno guidato una rivoluzione bancaria nel 2010. Già nel 1907, una ragazzina islandese compariva in tribunale inglese davanti ai colossi dell’industria energetica britannica, per impedire che le cascate di Gölfuss venissero vendute ai suddetti e sfruttate. Diceva ‘èg sel ekki vin minn’, ‘non venderò mai un mio amico’. Vinse la causa ed è considerata la prima ambientalista del paese.

    Le cascate di Gullfoss. A causa della loro inclinazione verso il sole, producono un arcobaleno fisso.
  12. Ma non è finita qui. Gli inglesi non hanno smesso di provocare, e proprio in questi ultimi anni gli islandesi hanno ben pensato di rispondere con la minaccia in rima Don’t fuck with Iceland! We may not have cash, but we’ve got ash! (Non prendete in giro l’Islanda! Potremmo non avere soldi, ma abbiamo le ceneri!)  in chiaro riferimento all’episodio del vulcano che ha paralizzato l’aviazione britannica. Lo slogan viene tutt’ora stampato su gadget e souvenir.
  13. Per quanto riguarda i fiumi, in Islanda non si può propriamente dire che esistano. Durante la primavera, però, i ghiacciai si sciolgono e scivolano verso il mare, bagnando le valli.
  14. Il popolo d’Islanda è molto religioso, ma ciò che tutti venerano di più è la fantasia e l’immaginazione. Credono fermamente negli elfi e un hobby comune è decifrare le forme delle rocce.

    Case per elfi che costruiscono alcuni credenti
  15. Gli uccelli sono animali sacri. L’isola è scelta come meta per nidificare, sterne paradisee e rondini dalla coda lunga vengono dal polo, e il loro arrivo preannuncia la primavera. I cigni sono la bellezza sopravvissuta alle intemperie. I corvi, solitamente uccelli del malaugurio, qua sono simbolo magnetico di saggezza e potenza.
  16. Ogni anno, sulle rive islandesi giungono tronchi dalla Siberia, levigati dal mare. Per un’isola in cui non sono mai cresciuti alberi, anch’essi sono sacri. Spesso vengono posti come decorazione al centro delle rotonde stradali.
  17. Il greco moderno non è quello antico, l’hindi non è il sanscrito. L’islandese, invece, è l’islandese di sempre. L’Islanda ha una cultura millenaria e mai invariata: utilizzano ancora il patronimico nei nomi e parlano la loro lingua madre. Per intenderci, è come se noi parlassimo ancora il latino.
  18. Per quanto riguarda la produzione di carne, non so se si possa parlare di ‘allevamento’, in Islanda. Fanno nascere in fattoria il bestiame, soprattutto ovini, per poi liberarli in natura dove pascolano liberi, vivono al naturale e si nutrono di erbe medicinali. Poi verranno cacciati, come selvaggina. Ma ‘avendo tante bocche da sfamare, non abbiamo alcuna fretta’.
  19. In Islanda non esistono formiche, e quasi nessun altro tipo di insetto.20. Le parole della lingua islandese sono per la maggior parte onomatopeiche: fuss, per esempio, significa cascata, perchè ne ricorda lo scrosciare.

    L’aurora boreale in Islanda, fenomeno comunissimo sull’isola tra ottobre e gennaio

Aggiungerei una postilla, riguardo ai suoi abitanti. È opinione comune (o no?) che le persone nordiche siano fredde e chiuse, ma rimarreste piacevolmente stupite nel vedere come i vichinghi islandesi siano l’eccezione più totale. Nei ristoranti in cui sono stata, venivo trattata come da mia nonna a pranzo. Hanno un’ospitalità innata: per loro, così lontani dal mondo, ogni turista è una gioia e un’occasione per far conoscere le loro usanze, ed è forse un ulteriore incentivo a prendere un aereo direzione Keflavik (perché 21) la capitale Reykjavik non ha un aeroporto) e esplorare La Terra del Ghiaccio e del Fuoco.



redazione