Cosa c’è dietro allo scandalo dei premi Nobel 2018?

Andrea Colore

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E’ vero che con la cultura non si mangia. E passiamoci pure sopra, a questa asserzione. Ma perché allora non precludere a tutti l’ambito premio? A quanto pare, è di qualche giorno fa la notizia dell’Accademia Reale Svedese di sospendere il premio Nobel per la letteratura del 2018. La ragione? Uno scandalo di molestie.

Ultimamente sembra che vada di moda. Intendiamoci: ben venga che queste molestie vengano fuori. Ma perché questa scelta? Perché non il Nobel della Pace, visto che sembra Mr. Trump sia stato candidato. Se lo dovesse vincere, ne vedremo delle belle. Anche questa – del connubio presidente USA-Nobel per la pace – è prassi ormai consolidata.

In un Tweet datato 4 maggio del Premio Nobel si legge: “Il premio Nobel per la Letteratura 2018 verrà posticipato. La fondazione Nobel appoggia la decisione dell’Accademia Svedese”. Questa è la settima volta che il premio Nobel per la Letteratura non viene assegnato: in passato, solo nei periodi delle guerre mondiali il Nobel non venne assegnato. Niente guerra stavolta: stavolta si parla di molestie del marito di un membro della giuria: la poetessa Katarina Frostenson, che dal 1992 fa parte dell’Accademia. Jean-Claude Arnault avrebbe infatti molestato 18 donne, fra cui ci sarebbe persino la principessa Vittoria d Svezia.

Accademici non diversi dai produttori cinematografici, dunque. Anche lì, nella boreale e pacifica Svezia, il fiele della molestia si è insinuato. Non solo: come abbiamo detto, ultimamente la parola “molestie” desta molto stupore (dagli States all’Italia, da Weinstein a Brizzi), ma sembra che l’Arnaut abbia anche finanziato in modo illecito un club culturale dell’Accademia Svedese.

Il caso non sarebbe però così recente: è dal 1996 che Jean-Claude non si è comportato proprio bene. Egli infatti avrebbe fatto trapelare alcune informazioni segrete sui vincitori per ben 7 volte. Ed è stato proprio allora che l’Accademia Svedese ha bloccato i fondi alla sua associazione culturale. Misteriosamente, i soldi sono poi ricomparsi…

La vicenda ha scatenato un caos di immense proporzioni: nonostante i membri dell’Accademia siano scelti a vita, ben 6 persone su 18 hanno deciso di dimettersi. Così, i membri rimasti hanno deciso di non assegnare il Nobel per Latteratura, posticipandolo al 2019. Re Carlo XVI Gustavo ha proprio riformato lo Statuto in questa direzione: concedendo ai giurati la possibilità di rassegnare le dimissioni.

In parallelo – giusto per capire quanto “molestare” oramai sia parola all’ordine del giorno – venivano condannati Polanski e Cosby. La fine del cinema come lo conosciamo? La fine dei Nobel come li conosciamo? Aspettiamo Trump…