Caravaggio – L’anima e il sangue. Un viaggio tra le opere e la vita

Benito Dell'Aquila

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Caravaggio – l’anima e il sangue, questo è il titolo del film documentario che è approdato in 340 sale cinematografiche italiane. Un viaggio emozionante attraverso la vita, le opere e i tormenti di Caravaggio, raccontato con il supporto di documenti originali e una produzione in 8K.

Un approfondimento sull’artista e sull’uomo Caravaggio che si sviluppa su due livelli narrativi: il racconto sull’artista che indaga attraverso i luoghi e le opere e il racconto sull’uomo rappresentato con scene evocative, degli spezzati metaforici che tentano di spiegare il vissuto interiore e i processi mentali di Caravaggio. A dar vita al pittore è la voce di Manuel Agnelli, interprete dell’io interiore di Caravaggio, con monologhi caldi, emozionanti e travolgenti.

Il film ripercorre le fasi travagliate della vita di Caravaggio, la fortuna derivata dalla sua grandezza artistica, ma anche l’inquietudine di ritrovarsi sempre sull’orlo dell’abisso. Le reali protagoniste del docufilm sono le 40 opere caravaggesche, analizzate e scandagliate con effetti ad altissima risoluzione. La lavorazione ha restituito l’elemento principale delle opere, l’illuminazione. Inoltre non mancano inquadrature per esaltare la trama della pittura e i primi piani ai dettagli. Un’intima visita tra le opere più impressionanti dell’artista, un film sull’arte che diviene arte a sua volta.

Michelangelo Merisi, noto come Caravaggio, è tra i pittori più importanti della storia dell’arte italiana e mondiale. Viene avviato alla pittura nella bottega di Simone Peterzano e fruisce della lezione lombarda del realismo. A Venezia viene a contatto con il rinascimento veneto e studia le opere del Tintoretto. E’ nella fiorente Roma della Controriforma, però, che inizia la vera carriera d’ artista. Un’incessante crescita fatta di sperimentazioni e di affermazioni verso la realizzazione di opere destinate a cambiare il volto della storia dell’arte.

Proprio quando la fama d’artista percorre la penisola, le sue opere vengono rifiutate per questioni di decoro. La tendenza ad osare troppo è per Caravaggio fonte di disgrazia e fortuna. I modelli scelti per le rappresentazioni provengono dalla strada e da ambienti umili, ma che meglio si adattano alla sua idea di realtà. I canoni dell’iconologia religiosa spariscono, recando scalpore nell’opinione pubblica. La sensualità degli sguardi espressivi, le pose armoniose e le scelte simboliche hanno pesato molto sull’opinione dei contemporanei.

La Madonna dei pellegrini è forse l’opera che più sintetizza la visione di Caravaggio, l’artista del realismo e lo scalpore che ne derivò.

Caravaggio: Madonna dei Pellegrini

La Vergine non è seduta in trono, non ha corona o vesti preziose, è lontana da angeli e cori e si affaccia sulla porta della chiesa. Una metafora, come se si affacciasse al mondo per scoprirne l’umanità nella quotidianità. Sono questi elementi lontani dai canoni precedenti di raffigurazione della Madonna. I pellegrini si inginocchiano e mostrano all’osservatore dei dettagli, come i piedi sporchi dell’uomo e la cuffia sudicia della donna. Sono questi elementi che indicano la povertà, motivo di biasimo. La Vergine, però, non può essere accostata a gente sporca. Inoltre, non può avere le fattezze  di una donna qualsiasi, ma deve essere regale e pura. A rendere ancora più scandalosa l’opera, agli occhi dei contemporanei di Caravaggio, è la scelta della modella che funge da Maria. Una prostituta, tale Maddalena Antognetti, conosciuta anche Lena.

Amor vincit Omnia è un’altra celebre opera del Merisi, che ugualmente mette in luce la visione caravaggesca.
L’opera fu commissionata dal marchese Vincenzo Giustiniani ed ispirata probabilmente, dal verso delle Bucoliche di Virgilio. In questo quadro è evidente il ruolo del protagonista, un Cupido simbolo di Amore, che calpesta oggetti, simboli delle attività umane. L’amore vince ogni cosa e noi ci facciamo sedurre da esso, così come l’espressione del viso ci trasmette. Uno sguardo sicuro e malizioso che soltanto un garzonetto di strada poteva avere, così come racconta Baglione, un critico e rivale di Caravaggio.

Caravaggio: Amor vincit Omnia

Curiosità dell’opera è la ripresa della posizione del Cupido, che ricorda molto quella di San Bartolomeo nel Giudizio Universale di Michelangelo Buonarroti.

A Sinistra: Amor vincit Omnia di Caravaggio. A destra San Bartolomeo in Giudizio Universale di Michelangelo Buonarroti.