Capezzolo è il giovane brand made in Italy che grida rivoluzione e libertà

Un brand che supporta e si fa alleato del mondo femminile: Capezzolo. è il marchio made in Italy che celebra il corpo femminile attraverso l’arte del ricamo.

Dalle T-shirt basiche con ricami sul seno alle ultime mascherine artigianali per far fronte all’emergenza Covid-19, Capezzolo è una ventata di aria fresca. La creatrice e ideatrice del brand, Tania Tamburrini, vuole raggiungere il maggior numero di donne per eliminare ogni tipologia di tabù sul corpo femminile giocando con la sua passione per la moda.

Noi di Social Up abbiamo avuto il piacere di farci due chiacchiere e farci raccontare di più. Venite con noi.

Ciao Tania, raccontaci un po’ del tuo brand Capezzolo. Da cosa è nato e come ti è venuta l’idea di crearlo?

Ho iniziato nel 2017, quando ho deciso di provare l’arte del ricamo. Ho sempre amato cucire a maglia, o all’uncinetto, mi ha sempre rilassato davvero tanto, e ricamare si comporta allo stesso modo. Ho scelto il tema del capezzolo in maniera molto naturale, ricamare significa creare immagini tridimensionali, e non avrei potuto scegliere di creare altro per regalare a mia madre quella parte di corpo che le è stata amputata. Ho pensato poi che era fondamentale parlare ed evidenziare l’ipocrisia che ruota attorno l’immagine del corpo femminile, e ho deciso di farlo attraverso delle semplici t-shirt, volendo consapevolmente provocare disdegno e ironizzare l’argomento.

E’ un brand fuori dal comune: le tue creazioni urlano femminilità e anticonformismo. Quale pensi che possa essere la carta vincente per questo marchio?

Capezzolo è chiaro e diretto, non usa mezzi termini, parla di rivoluzione, urla libertà. In più è interamente realizzato a mano e quindi ogni capo è un pezzo  unico. Credo siano tutte carte potenzialmente vincenti.

Vai contro ogni tabù e unendo moda e anatomia femminile prendi una posizione chiara e decisamente forte: cosa vuoi trasmettere con il tuo brand?

Sono molto legata al concetto di femminismo inteso come libertà e lotta alle disparità, mi sembra davvero assurdo doverne davvero parlare, la natura è libera, noi siamo natura, come possiamo ancora imporci degli schemi così rigidi?

Parlando delle tue creazioni: a cosa ti ispiri e soprattutto come avviene la creazione? Siamo curiosissimi!

Lascio libero sfogo alla mia creatività, traggo ispirazione da tutto ciò che mi interessa e mi emoziona. Cerco quindi di trasformare l’idea in un soggetto concreto, successivamente rendo il disegno ricamabile a mio modo, procedo alla realizzazione del prodotto e ne verifico l’efficacia. Non sono molto condizionabile dal parere altrui, forse è un difetto, ma se lo considero un buon lavoro allora procedo alla messa in vendita.

Comunicare con le donne attraverso la moda è un dono che non tutti hanno: cosa vorresti dire alle donne e alle tue clienti che vestono e acquistano Capezzolo?

Parlare alle donne non è affatto semplice, ma sono tante le donne che hanno bisogno e tanta voglia di ascoltare. Vorrei dir loro di essere unite, di poter far valere i nostri diritti solo se davvero rispettiamo noi stesse e ci rispettiamo l’un l’altra. Siamo difficili, abbiamo tanti difetti, è nella nostra natura essere in competizione, ma solo rispettandoci potremmo davvero cambiare le carte in tavola.

Inoltre, tu sei anche giovanissima: cosa vuol dire nel 2020 avere un brand online unico nel suo genere come Capezzolo?

Grazie per la giovanissima.. in realtà entrerò presto nei ‘enta e mi sento già terribilmente obsoleta 🙂 il 2020 è un anno terrificante e l’online è incertezza. Mi sento così, terrificata e incerta, ma felice e speranzosa di potercela fare.

Quali sono i prossimi step del brand? Hai qualche sogno nel cassetto?

Spero di aprire presto un laboratorio tutto mio pieno di piante e api, con una grande vetrata dove prendere il tè, e dove potervi invitare. Sogni nel cassetto ne ho, ma prescindono da Capezzolo. Vorrei viaggiare viaggiare e viaggiare, conoscere le meraviglie della natura e la forza immensa che sprigiona.



Valentina Brini