Calcio: tifosi e digitalizzazione al primo posto per ripartire post Covid-19

La ripresa del campionato, concentrata in poco più di un mese e mezzo, ci ha fatto rendere conto ancor di più dell’importanza del pubblico, dello stadio pieno.

Non sono considerazioni utili solo in termini di maggior valore per la pubblicità e le sponsorizzazioni, ma sono più che fondamentali per il gioco stesso.

In questa strana parte di campionato è venuto a mancare il dodicesimo uomo in campo, l’ingrediente segreto per rendere magico lo spettacolo del gioco del calcio.

La stagione sta volgendo al temine ed appassionati e addetti ai lavori si fanno la stessa domanda: quando tornerà tutto alla normalità? Quando si potrà provare di nuovo l’ebrezza di un urlo strozzato in gola per un’occasione sprecata?

Calcio e normalità: non sarà più come prima

Non si ha una data, nemmeno una lontana ipotesi, ma c’è solo una certezza: il calcio dovrà cambiare.

La pandemia ci ha fatto rendere conto dell’importanza e del ruolo sociale del calcio, che non è solo uno sport, ma qualcosa che scandisce le nostre vite, le personalizza ed è quasi onnipresente, che piaccia o no.

Della svolta del sistema calcio post-Covid ne avevamo già parlato con Ivan Ortenzi, Innovation Evangelist di BIP, che recentemente ha pubblicato un piccolo studio che analizza le prospettive della football industry.

Il paper si focalizza sull’importanza della digitalizzazione per rivoluzionare il sistema calcio e farlo ripartire come si deve, rispondendo ai cambiamenti portati dalla pandemia, senza rinunciare allo spettacolo.

Sarà fondamentale, infatti, aumentare l’engagement dei fan da parte delle società sportive, sia attraverso l’innovazione digitale che via nuovi canali “comunicativi” e “divulgativi” come gli e-sports.

Un altro spunto interessante proposto è quello di creare diversi pacchetti per usufruire dei servizi collegati alla squadra del cuore, dalla semplice partita, fino ad una probabile videochiamata con il proprio idolo, aumentando il valore dell’esperienza.

Siamo in presenza di una strana realtà, in cui il cliente è anche il primo sostenitore dell’azienda e di conseguenza la sua fedeltà va coltivata e preservata.

Calcio: non solo una passione

L’astinenza da calcio ci ha fatto rendere conto che non si tratta solamente di ventidue persone che corrono dietro ad un pallone, ma siamo in presenza di una realtà superiore.

Una realtà che genera socialità e sentimenti, ma è anche fonte di un enorme indotto economico, che conta circa un miliardo di imposte versate allo Stato, capace di muovere un giro di affari di quasi 4 miliardi di euro (dato al 2019, ndr).

Se la voglia di calcio non è venuta meno nell’ora più buia bisogna essere positivi e guardare avanti, preparandosi a sacrifici pur di tifare la propria bandiera (ci si augura dal vivo).



Paride Rossi