Booking ed Expedia

Booking ed Expedia: l’oligarchia delle prenotazioni turistiche on line

In #Travel, MONDO by Lucrezia VardanegaLeave a Comment

Avete già prenotato le vostre vacanze per l’estate? Che abbiate prenotato un bungalow sull’acqua o che affittato un umile bed and breakfast, se lo avete fatto attraverso Booking.com sappiate che i vostri soldi hanno fatto quasi sicuramente un viaggio più lungo del vostro, passando prima per il paradiso fiscale del Delaware per finire nel salvadanaio del presidente e Chief executive officer (Ceo) della holding Glenn D. Fogel. Basti pensare che nel 2017 questo signore ha guadagnato 27,7 milioni di dollari di stipendio; uno stipendio modesto se paragonato ai guadagni della sua azienda nello stesso anno, cioè 12,6 miliardi di dollari.

Eppure Booking.com, come tutte le big del ventunesimo secolo, nasce come piccola start up olandese nel lontano 1996. Il successo avvenne quando, tra il 2013 e il 2017, affermerà  la sua posizione dominante aumentando di oltre il 6% (cioè dal 60% al 66,4%) . Oggi è una delle aziende di e-commerce più potenti del mondo con più di 17mila dipendenti, quasi 200 uffici in più di 70 Paesi.

Booking ed Expedia

Se hai prenotato quel fantastico resort sulla spiaggia con la macchina a noleggio inclusa per tutto il soggiorno su Expedia, poco cambia. Il gruppo a stelle e strisce offre una vasta gamma di servizi tra cui alloggio (la fetta più grande dei servizi prenotati), biglietti aerei, noleggio auto e crociere attraverso i portali che portano la sua firma, quindi Hotels.com, Travelocity, Orbitz, Trivago e altri. L’azienda che nel 1996 aveva 15 market manager e comunicava con il fax, nel 2006 aveva 400 market manager e comunicava con il computer. Oggi ha 1800 manager, comunica con smartphone di ultima generazione e genera un volume d’affari da 71 miliardi di dollari all’anno. Il Ceo di Expedia è uno degli uomini più pagati del mondo, con uno stipendio di 30 milioni di dollari l’anno.

L’oligarchia di Booking ed Expedia

Secondo il rapporto European Hotel distribution study di maggio 2018 e riferito al 2017, le prenotazioni di camere d’albergo attraverso le OLTA è aumentata di oltre il 6% tra il 2013 e il 2017, cioè dal 19,7% al 26%. Al contrario, la percentuale di prenotazioni dirette è diminuita in tutta Europa di oltre 4 punti percentuali dal 57,6% nel 2013 al 52% nel 2017.

Booking ed Expedia detengono un regime di oligarchia nel mondo delle prenotazioni in quanto leader assolute del mercato dei viaggi online in Europa. Le due società sono vere e proprie miniere d’oro, sempre in trend crescente. Questo duopolio beneficerà nei prossimi anni dell’espansione nei paesi emergenti e dell’uso sempre più vasto di dispositivi mobile per la finalizzazione delle prenotazioni.

Perché tutti prenotiamo su Booking o su Expedia?

Booking ed Expedia

La risposta è semplice: questi portali si sono conquistati, click dopo click, la fiducia dei consumatori. E non solo: la possibilità di trovare in una sola piattaforma quasi tutte le possibilità di acquisto, senza dover fare zapping tra mille canali diversi, è una comodità che non ha prezzo. Intuitivo, semplice e veloce: in pochi minuti, filtrando tutte le richieste che abbiamo, troviamo esattamente ciò che stiamo cercando. Dall’aparthotel all’igloo, dalla pensione al resort 5 stelle lusso, dall’escursione in giornata al giro romantico in battello: nell’era del tutto e subito, in cui abbiamo sempre fretta e vogliamo soluzioni facili ai nostri problemi, prenotare la vacanza lo si può fare quando abbiamo tempo e voglia direttamente dal nostro smartphone mentre aspettiamo la metro o seduti in divano dopo una giornata di lavoro. Ma cosa si nasconde dietro la comodità di prenotare tutto con un click?

Come funzionano le Online Travel Agency?  

Supponiamo che stiamo prenotando per un viaggio a Roma. Quando prenotiamo un soggiorno (magari con volo aero, auto a noleggio etc) attraverso una OLTA noi non paghiamo alcuna quota a Booking, dal momento che è l’albergatore che riversa una percentuale che va dal 15% al 30% di quanto è stato pagato. Dal momento che le strutture turistiche dichiarano di ricevere prenotazioni con Booking ed Expedia per l’80%/90% del totale, gli albergatori sono costretti a chinare il capo di fronte alla potenza delle OLTA. Commissioni sempre più alte che di fatto diventano un formale ricatto per gli albergatori. Vuoi continuare a vendere il tuo hotel con noi? Bene, da domani ci devi il 3% in più di commissione. Vuoi finire in prima pagine sulle ricerche dell’utente per dare maggior visibilità alla tua struttura? Non c’è problema, basta aggiungere un altro 5% di commissione. E così via. Tuttavia, anche se l’utente non lo percepisce, va da se che anche chi prenota contribuisce indirettamente alla quota.
Una volta effettuata la prenotazione, i soldi dall’albergatore finiscono alla società italiana che ha sede a Milano,la quale trasferisce i dividendi ad Amsterdam, dove ha sede la società che controlla la filiale italiana.
Da Amsterdam il denaro vola a Londra dove, dopo diversi passaggi non troppo trasparenti, si dirigono oltreoceano verso il Delaware, il più grande paradiso fiscale degli Stati Uniti, dove ha sede la capogruppo Booking holdings inc., quotata al Nasdaq di New York.

Booking ed Expedia

Evasione fiscale: Booking ed Expedia e la loro ”flat tax” ingiustificata

Per la prima volta è stata messa in discussione la trasparenza di queste procedure, alludendo ad una presunta immensa evasione fiscale, dell’Iva e delle tasse sul reddito. Le procure di Roma e Genova stanno indagano su Booking, che in Italia incassa commissioni di 800 milioni l’anno, ma versa solo 4,7 milioni di tasse ( lo 0,6%), mentre Expedia accumula le sue provvigioni in una società svizzera, senza IVA.

Perché Booking ed Expedia possono fare tutto ciò? Ne ha parlato il programma di Rai 3 Report con l’interessante inchiesta portata avanti dai giornalisti del programma chiamata ironicamente Un fisco per l’estate.
La spiegazione poco convincente è stata che, non avendo una sede fisica in giro per l’Europa, questi portali non pagano l’IVA. Inoltre, se andiamo dormire in una casa prenotando via Booking (che sta sfidando Air BNB) nessuno rilascerà una fattura e quindi nessuno pagherà IVA sull’importo pagato.
Così recentemente i rappresentanti di Expedia e Booking sono stati invitati alla Camera per dare delle spiegazioni in merito. Incredibile ma vero, Expedia nemmeno si è presentata mentre al rappresentate di Booking non è stato domandata alcuna spiegazione in merito alla presunta evasione ma l’incontro si è tramutato in una piacevole chiacchierata sul turismo in Italia…
Una doppia beffa è stata per l’Italia sapere che in Francia Booking ha capitolato dovendo pagare 365 milioni di tasse arretrate.

Cosa possiamo fare noi consumatori per mettere fine a questa catena di ingiustizie e frodi fiscali?

Il primo passo è quello di prenotare contattando direttamente la struttura che ci interessa per la nostra vacanza. Un vantaggio per l’albergatore che risparmia una grossa fetta dei suoi guadagni eliminando la spesa di commissione che dovrebbe versare alle OLTA ma anche un risparmio per il il prenotante, in quanto può ottenere un prezzo di favore da parte dell’hotel per aver bypassato il costoso intermediario. Un piccolo sforzo per spezzare una lunga catena.