Ricreare l’atmosfera di Marte, il nuovo progetto NASA

Un campo magnetico potrebbe proteggere Marte dal vento solare e ridargli un’atmosfera

La corsa alla ricerca di un nuovo pianeta da abitare è ormai partita. Negli ultimi anni, infatti, i progetti volti alla ricerca di pianeti simili alla Terra si sono moltiplicati, ma senza grandi risultati. Per quanto continuiamo a cercare al di fuori, però, il pianeta più simile al nostro rimane anche quello più vicino: Marte. La differenza tra esso e la Terra è piccola, ma per nulla trascurabile: Marte non ha più un campo magnetico e questo gli impedisce di trattenere un’atmosfera e rendere così possibile la vita.

I dati raccolti durante la missione Exomars hanno confermato la teoria secondo cui, in passato, Marte ha avuto un campo magnetico. La sua scomparsa è avvenuta in maniera improvvisa, e per cause ancora sconosciute, 4,2 miliardi d’anni fa. L’evento ha dato inizio al progressivo disperdersi dei gas dell’atmosfera, finita per scomparire del tutto nel giro di 500 milioni di anni a causa dell’effetto devastante del vento solare.

Affinchè Marte possa, un giorno, essere di nuovo abitabile, sarebbe necessario ripristinare la sua atmosfera e, quindi, il suo campo magnetico. Impossibile? Non sulla carta, non secondo la NASA nella persona di Jim Green, direttore della Planetary Science Division NASA e del suo team. In fondo, basterebbe soltanto contrastare il vento solare per dare modo a Marte di stabilizzarsi. Un vero e proprio gioco da ragazzi!

Quando e come?

Invece di modificare l'”atmosfera” di Marte, intervenendo in maniera diretta, Jim Green ed i suoi pensano che la via più semplice sia agire sul campo magnetico di Marte. Per farlo, stanno già progettando una struttura gonfiabile, in grado di generare un campo della potenza di 1 o 2 Tesla, da lanciare in orbita intorno al pianeta rosso. Se realmente tutto ciò fosse in grado di contrastare il vento solare, il suo effetto sarebbe primariamente osservabile nell‘innalzamento della temperatura del pianeta. Secondo le stime, lo sbalzo termico sarebbe di almeno 4 gradi, sufficiente a dare inizio ad una sorta di disgelo, lo scioglimento del ghiaccio delle calotte polari marziane, e a far si che l’acqua torni a scorrere sulla superficie del pianeta rosso.

Non sembra tutto così irrealizzabile, dunque, ma quali sono le tempistiche attese per la realizzazione del progetto? Non lo sa ancora nessuno. È impossibile dire con certezza quando le tecnologie necessarie all’intervento saranno disponibili, né quanto tempo sarà necessario affinché Marte recuperi la propria atmosfera. Nel frattempo, preparate le valige ed iniziate a fare esercizio, meglio non farsi cogliere impreparati!



Silvia D'Amico