Armonie di contrasti: la sofisticatezza di Jil Sander a Milano Moda Donna

Cortile d’onore della Pinacoteca di Brera: è l’ultima sfilata del calendario della prima giornata di Milano Moda Donna. La notte è già scesa su Milano e su un deserto bianco con piccole dune, che ricorda un paesaggio lunare, spicca il Bronzo del Napoleone come Marte Pacificatore di Canova. Tutt’intorno, sotto il loggiato, sfilano la collezione per la primavera-estate 2020 di Lucie e Luke Meier, il duo creativo alla guida di Jil Sander dal 2017.

Nero, bianco e blu navy la fanno, come sempre, da protagonisti. Qualche beige, una tuta rosso bordeaux e delle fantasie marmoree, che sembrano tempere appena mescolate sulla tavolozza, rompono talvolta la monocromia. Giacche sartoriali dal taglio maschile e volumi definiti e rigidi si alternano a tessuti sinuosi, leggeri e fluidi che scivolano sui corpi delle modelle.

Ritroviamo il layering tipico degli stilisti giapponesi della rivoluzione degli anni 80: pantaloni neri sotto un abito bianco con spacco e sopra ancora una camicia blu navy.

Elemento ricorrente in più look della collezione sono delle frange, o meglio delle strisce di tessuto. Fuoriescono da colli di camicie e orli di cappotti e abiti, a creare movimenti inaspettati, come un guizzo vitale che rompe la rigidità di alcuni capi.

Ad un certo punto esce un abito nero, a canotta, semplicissimo, in seta, dall’apparenza scivolosa. Fluttua ai piedi della modella con un movimento che ha un che di magico. È un abito che ogni donna meriterebbe di avere nel proprio armadio.

Accessori in pelle completano gli outfit. Le it-bag di Jil Sander vengono proposte in nuove dimensioni, anche nella versione micro, tanto di tendenza nelle ultime stagioni. Sandali super flat ai piedi. Il beauty look, a sua volta, rispetta la filosofia minimal del brand: volti puliti, acqua e sapone, solamente qualche bocca rosso intenso a spiccare su alcune modelle.

Geometria e libertà convivono nella stessa collezione e talvolta anche negli stessi look, ma sono contrasti perfettamente equilibrati. Il risultato è assolutamente armonico, non a caso il titolo della collezione è “L’armonia degli opposti”. I due designer, coppia nel lavoro e nella vita, ci dimostrano ancora una volta che per essere eleganti e sofisticate non servono eccessi o stravaganti elementi “kitsch”. Il minimalismo ha ancora il suo posto nella moda.



Giulia Storani