Antartide: il distacco dell’iceberg grande più della Liguria

Una clamorosa e inquietante notizia giunge dalla penisola Antartica: la piattaforma glaciale Larsen, situata nella zona nord occidentale del continente più a Sud del mondo, da capo Longing fino all’isola di Hearst, ha perso la terza delle tre basi glaciali da cui era composta: la cosiddetta Larsen C.

Il nome Larsen dell’area glaciale deriva dal capitano della baleniera Jason, Carl Anton Larsen, che nel 1893 fu il primo a portare un’imbarcazione alla latitudine di 68°10′ Sud, quota fino ad allora mai raggiunta da altri esploratori.

Tra il 10 e il 12 Luglio, come riportato da Project MIDAS – progetto britannico che monitora da tempo lo stato di avanzamento della frattura antartica – la Larsen C ha completato l’intero processo di separazione dal resto della piattaforma glaciale. La porzione totale dell’area Larsen C che si è distaccata dal resto dell’area è di circa 5800 km quadrati, per intenderci una superficie addirittura più grande della Liguria stessa, con uno spessore che va dai 200 ai 600 metri. Anche le riprese registrate dal satellite Sentinel 1 dimostrano come la frattura sia ormai definitiva e abbia raggiunto il mare aperto: con questa consistente separazione, la conformazione della penisola antartica non sarà più la stessa.

Inoltre, non è da escludere il rischio che la Larsen C segua il destino della base B, che in seguito a simile frattura nel 1995 si disintegrò nel 2002 (le previsioni indicano come quest’ultima andrà a scomparire totalmente entro la fine del decennio). Il 1995 è anche l’anno in cui si disintegrò la Larsen A.

L’evoluzione della frattura

Già nel novembre 2016, nel corso dell’operazione IceBridge alcuni ricercatori NASA avevano evidenziato una frattura di circa 110 km, poi aumentata di 21 km entro la fine dell’anno, fatto che testimoniava come il distacco dell’attuale iceberg era già in atto. La previsione è diventata poi realtà proprio tra il 10 e il 12 Luglio, con il definitivo distacco di uno degli iceberg più grandi e consistenti di sempre. A parziale sollievo, il distacco non causerà, almeno nell’immediato, un consistente innalzamento del livello dei mari, in quanto da anni stava già galleggiando in larga parte.

Le cause

la rottura dell’area C ma anche delle due piattaforme “sorelle” non è da imputare al solo aumento globale della temperatura: secondo Ted Scambos, esperto dell’University of Colorado, essa è altresì dovuta al (conseguente) aumento della temperatura oceanica e ad un naturale processo di disgregazione della massa glaciale antartica, in atto da secoli



Andrea Codega