50 anni di vita e 30 di carriera: tanti auguri Stefano Accorsi!

“Niente di quello che accade sul set può essere completamente vero.”

– Stefano Accorsi.

Accorsi
Wikipedia

Dalla pubblicità del gelato Maxibon al David e al Nastro per “Veloce come il vento”. Da una carriera passata inizialmente sotto i riflettori di maestri del cinema italiano quali Pupi Avati e Mario Monicelli, ad attore feticcio di un Ferzan Ozpetek ormai accreditato come il regista per antonomasia dei sentimenti nel nostro cinema.

Accorsi
ZON

Insomma: il bello e bravo Stefano Accorsi, che oggi compie 50 anni senza sentirli, iniziando la sua gavetta cinematografica a vent’anni, dopo aver maturato una certa esperienza alla Scuola di Teatro Alessandra Galante Garrone di Bologna, si conferma uno dei migliori interpreti del cinema italiano, conosciuto anche all’estero.

Senz’altro un merito parziale va, da questo punto di vista, al regista Gabriele Muccino, che con il suo “Ultimo bacio” ha raccontato una generazione, imponendosi anche fuori Italia.

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Famiglia cristiana

Così, il volto di Stefano ha cominciato ad apparire di più, a divenire iconico, fino alla consacrazione avvenuta ne “Le fate ignoranti” del 2001: il capolavoro di Ozpetek.

La tematica LGBT in Italia non era mai stata trattata così prima di allora, e la grande apertura d’orizzonte socio-culturale di inizio Millennio fece sì che tutto il cast di quel film partecipò al Gay Pride di Roma: un ottimo inizio per una nuova era, contrassegnata in Italia, appunto, dal cosiddetto “cinema gay” del regista italo-turco, in cui i sentimenti accomunano tutti, come dovrebbe essere.

Accorsi, dalla recitazione accademica e naturale, impostata e libera, ha da sempre dimostrato un certo grado di apertura alle tematiche delle “diversità”, invitando soprattutto il pubblico a non giudicare prima, perché poi ogni cosa dev’essere realmente vissuta per essere capita, e difatti accettata.

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MYmovies

Siamo così, umani e poco umani, ma pur sempre intrisi di fragilità, proprio come il tenero adulto-bambino, immaturo e mal cresciuto, interpretato da Accorsi in quel capolavoro di rinnovamento del cinema dell’incomunicabilità di Antonioni che è “Saturno contro”, sempre di Ozpetek (2007).

Diretto a inizi 2000 anche da professionisti come Michele Placido e Nanni Moretti, dopo “Saturno contro” segue per l’attore una parentesi fuori Italia, sotto la direzione di registi stranieri più o meno conosciuti, per poi riapprodare nella settima arte nazionale nel sequel mucciniano de “L’ultimo bacio” (“Baciami ancora”), passando per Guaglianone e la Tognazzi.

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Sentieri Del Cinema

La vera svolta avviene, però, grazie ai preziosi riconoscimenti già citati per “Veloce come il vento” di Matteo Rovere (2016), un film che ha rilanciato in Italia il cosiddetto “genere sportivo”, andando oltre.

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iO DONNA

In un ruolo completamente diverso dai soliti, Accorsi ha dimostrato qui di saper e poter fare tutto: che siano drammi o commedie.

 

O addirittura thriller, perché dopo il successo del poeticissimo ed ozpetekiano “La dea fortuna” del 2019, ha sfolgorato all’ultima Mostra del Cinema di Venezia per “Lasciami andare” di Stefano Mordini: un lavoro toccante che dimostra quanto il mistero della realtà risieda nel suo continuo focalizzare.

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Agenzia Dire

L’ultimo lungometraggio di Accorsi, che finora ha fatto di tutto (televisione, corti, doppiaggio, videoclip, teatro), è un po’ la sintesi di un percorso pieno di sfaccettature ed occasioni, anche se intriso di molte costanti: in trent’anni di carriera Stefano ne ha fatta di strada, ma siamo sicuri che il meglio, per lui e per noi, debba ancora arrivare.

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Mediterranews

E siamo pronti ad augurarglielo, ma intanto: buon compleanno, Stefano, padre amorevole ed artista di qualità!

Christian Liguori