Il pipistrello gigante che fa impazzire il web esiste veramente

Nel web è ricomparsa diventando virale la foto nelle Filippine del pipistrello gigante,  le ha pubblicate su Twitter @AlexJoestar622 e si presume che l’apertura alare dell’animale sia di 1,7 metri. Snopes, uno dei migliori e più autorevoli siti di fact-checking, se n’è occupato già un anno fa. «Non siamo stati in grado di identificare la specie di pipistrello mostrata in questa immagine, ma viene spesso diffusa con didascalie quali “volpe volante dal capo dorato” (Acerodon jubatus). È possibile che questa immagine mostri in realtà un’altra specie di Megabat, chiamata “volpe volante malese” (Pteropus vampyrus)». Parliamo dunque della volpe volante malese (Pteropus vampyrus), considerato il pipistrello più grande del mondo. Fortunatamente, nonostante il suo nome, il mammifero si nutre quasi esclusivamente di frutta, nettare e fiori (specialmente quelli del Durian), come le altre volpi volanti del genere Pteropus. Quanto è grande la creatura?

La lunghezza dalla testa al corpo è di circa 34 centimetri, quella dei suoi avambracci è di circa 22 centimetri, ha un peso fino a 1 chilogrammo e l’apertura delle sue ali può raggiungere il metro e mezzo. Quest’ultime, infatti, gli permettono di volare giornalmente per oltre 50 chilometri, così da raggiungere in luoghi in cui può nutrirsi.Le popolazioni locali danno la caccia alla  volpe volante malese per nutrirsi delle sue carni. Dal 2002 al 2006 nella Malaysia Occidentale sono state rilasciate 1.756 licenze di caccia. In totale, sono state uccise circa 87.800 creature, con una media di 22.000 ogni anno. Un comportamento del genere non è sostenibile, e uno studio del 2009 ha previsto l’estinzione della popolazione della Malaysia Occidentale entro 6–81 anni continuando con questo ritmo. Queste creature si trovano nell’Indocina, Sumatra, Giava, Borneo, Isole della Sonda e nell’Arcipelago delle Filippine. Vivono principalmente nelle foreste e tra le mangrovie. Le volpi volanti si posano a migliaia su un albero; sono state registrate perfino delle colonie da 10.000-20.000 unità tutte sulla stessa pianta.



Alessandra Filippello