I 10 errori di progettazione più clamorosi della storia

Giuseppe Forte

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Norme tecniche, calcoli, analisi di specifiche, disegni, studi di fattibilità e dimensionamenti: sono tutti elementi che nella fase di progettazione ricoprono un ruolo fondamentale e che devono essere osservati con la massima attenzione se non si vuole sprofondare in sviste e strafalcioni dalle conseguenze disastrose.

Errori ed orrori nella progettazione non sono purtroppo mancati nel corso degli anni, in particolare nella realizzazione di strade, edifici e ponti e infrastrutture in generale. Disattenzione, negligenza o semplicemente incompetenza sono spesso state le cause di un fallimento progettuale, le cui conseguenze possono rivelarsi non solo uno sperpero di enormi quantità di denaro ma anche e soprattutto un pericolo per la sicurezza delle persone.

Ed ecco che in questa rassegna andiamo a scoprire la top 10 degli errori di progettazione più clamorosi che si siano mai visti fino ad ora.

IL GRATTACIELO CHE TI FRIGGE

20 Fenchurch Street è un grattacielo commerciale di Londra meglio conosciuto con l’appellativo di The Walkie Talkie per la sua forma caratteristica. Ma più che per la sua sagoma, l’edificio è divenuto famoso per un’altra peculiarità: frigge tutto ciò che lo circonda!

A causa di un errore di progettazione, infatti, la superficie concava e interamente ricoperta di specchi della facciata esposta a sud cattura e riflette i raggi solari come uno specchio causando problemi non da poco alla strada sottostante; durante l’estate del 2013 si sono registrate temperature tra i 91 °C e i 117 °C! Il comune di Londra ha dovuto sospendere il parcheggio di fronte all’entrata del grattacielo: la carrozzeria di un’auto parcheggiata era stata in parte sciolta dai forti raggi solari e persino la moquette di un negozio vicino è stata completamente bruciata. I responsabili, dopo aver risarcito i danni, hanno provveduto a far sospendere i permessi per la sosta nelle strade adiacenti il grattacielo, mentre strutture temporanee di protezione sono state immediatamente erette intorno all’edificio.

 

IL GRATTACIELO SENZA ASCENSORE

Ultimato nel marzo 2014, si chiama Intempo ed è il più alto edificio residenziale d’Europa. Si trova in Spagna nel comune di Benidorm, non lontano dalla città di Alicante. Si tratta di un progetto estremamente affascinante: due torri gemelle alte 200 metri e unite alla sommità da un cono rovesciato. Pare inoltre che chi abbia acquistato un appartamento tra il 21° e il 47° piano si assicurerà anche una straordinaria forma fisica. Infatti, a causa di una dimenticanza imperdonabile da parte degli architetti, gli ultimi 27 piani del palazzo non sono serviti da alcun ascensore! Sulla vicenda si sono abbattute molte controversie: secondo i media spagnoli il progetto originale prevedeva solo i primi 20 piani mentre gli altri sono stati aggiunti in corso d’opera. Il problema principale è stato però che chi ha ridisegnato il grattacielo si è scordato dello spazio per il vano ascensore.

IL WALT DISNEY CONCERT HALL

L’architetto canadese Frank Gehry è il disegnatore di quello che è il quarto salone del Los Angeles Music Center. Inaugurato il 23 ottobre del 2003, l’edificio ha ricevuto critiche positive per quanto riguarda l’acustica ma, allo stesso tempo, opinioni avverse sulla sua configurazione. La struttura si può definire ultramoderna, con specchi, vetri e geometrie ricercatissime, ma anche questa ha presentato diversi problemi di riflesso e di surriscaldamento. La qualità del riflesso della superficie è stato amplificato dalle sezioni concave delle parti dei muri della camera dei fondatori. Con così tanti specchi infatti, la temperatura dei palazzi circostanti e dell’edificio in sé è risultata molto elevata e ha causato un grosso uso di aria condizionata; in più, si sono verificati fenomeni di abbagliamento estremamente pericolosi per gli automobilisti. Il problema è stato in parte risolto smerigliando con la sabbia alcune delle superfici che hanno causato tali disagi.

IL PONTE DI TACOMA

Sorto nello stato di Washington, il ponte di Tacoma è stato costruito tra il 1938 ed il 1940 per unire le città di Tacoma e Gig Harbor. Verso le 10 del mattino del 7 novembre 1940, a causa del forte vento (circa 67 km/h), è iniziata la torsione della campata centrale del ponte, il quale è collassato un’ora e dieci minuti dopo. Le immagini del disastro sono state riprese da un docente di ingegneria che stava studiando i movimenti della struttura. La causa del crollo è stata l’entrata in risonanza della struttura d’acciaio con ampiezze via via crescenti e non compensate da un adeguato smorzamento. Il ponte è stato ricostruito nel 1950 facendo tesoro della drammatica esperienza precedente: più largo, con maggior rigidezza torsionale e con una struttura molto più stabile nei confronti delle sollecitazioni imposte dal vento. A causa della scarsità dei materiali dovuta alla seconda guerra mondiale e del tempo necessario per lo smantellamento del precedente, sono stati necessari dieci anni per costruire il ponte sostitutivo.

L’AEREO DAI FINESTRINI QUADRATI

Vi siete mai domandati perché i finestrini degli aerei non sono quadrati ma di forma arrotondata? La questione risale agli anni ’50, quando è stato inaugurato il primo aereo passeggeri con motore ad aviogetto, il Comet DH 106 (in foto). A seguito di numerosi incidenti in volo che hanno purtroppo causato la perdita di moltissime vite umane, sono stato condotte diverse indagini ed inchieste che hanno individuato il problema negli angoli rettangolari dei finestrini, zona nella quale lo stress metallico aveva valori tripli rispetto al resto della struttura. Questo fenomeno, noto in meccanica come effetto di intaglio, combinato al fatto che qualsiasi spigolo rappresenta un innesco di cricca, causò un lento e progressivo formarsi di micro-crepe all’interno delle lamiere, le quali ad un certo punto non più capaci di sopportare lo stress della pressurizzazione, si laceravano violentemente causando la catastrofe. La soluzione è semplicemente stata quella di rendere i finestrini dalla forma più arrotondata in prossimità degli angoli.

I TRENI OVERSIZE

Figuraccia madornale per i nostri cugini francesi che hanno costruito 341 (e 1860 sono già stati ordinati) nuovissimi treni regionali per servire le tratte frequentate dai pendolari. Moderni, comodi, spaziosi ma incredibilmente troppo larghi per entrare nella maggior parte delle stazioni d’oltralpe! Per ovviare all’inconveniente, occorrerà metter mano alle banchine di 1300 stazioni su tutto il territorio francese, con un costo complessivo di circa 50 milioni di euro.

IL MILLENNIUM BRIDGE

L’avveniristico Millennium Bridge è un ponte sospeso pedonale fabbricato in acciaio che attraversa il fiume Tamigi nella città di Londra, unendo la zona di Bankside con la City. Costato oltre 18 milioni di sterline, è stato inaugurato il 10 giugno del 2000, ma inaspettate vibrazioni fecero sì che dovesse essere chiuso già il 12 giugno, ossia due giorni dopo l’apertura. Questi movimenti sono stati prodotti dal gran numero di persone: 90.000 il primo giorno e più di 2.000 in contemporanea. Le prime piccole vibrazioni hanno quasi obbligato i pedoni a camminare in maniera sincronizzata con l’oscillazione, creando così un fenomeno di risonanza che si è manifestato anche quando il ponte era poco frequentato, ad esempio all’inizio della giornata. A causa di queste oscillazioni la struttura si guadagnò l’appellativo di Wobbly Bridge (ponte traballante). Dopo analisi approfondite che si sono susseguite dal maggio 2001 fino al gennaio 2002 e costate ben 5 milioni di sterline, il problema è stato risolto con l’addizione di smorzatori ad inerzia (a contrasto delle oscillazioni verticali) e idraulici (per quelle orizzontali). Dopo un fisiologico periodo di prova il ponte è stato riaperto il 22 febbraio 2002.

L’AEROPORTO CHE SPROFONDA

Situato su un’isola artificiale nella baia di Osaka, il Kansai International Airport è stato per anni l’aeroporto più costoso al mondo. Realizzato tra il 1987 e il 1994, è di fatto una gigantesca piattaforma lunga 4 km e larga 1,3 che poggia sul fondo sabbioso dell’Oceano Pacifico. Nella progettazione geotecnica è stato sottovalutato il problema delle tensioni effettive, ossia del peso dell’enorme massa dell’isola artificiale che si scarica sul fondale marino. Diversi accorgimenti sono stati progettati per evitare l’abbassamento che aumenterebbe la criticità in caso di tifoni e tsunami. Dal 1990 l’isola artificiale è affondata di ben 8 metri e dal 2002 il cedimento annuo sembra essere arrivato a circa 17 cm l’anno. Questa circostanza comporta tutt’ora anche notevoli costi di gestione legati alle condizioni statiche.

IL GRATTACIELO CHE PERDE FINESTRE 

Ultimata nel 1976, la John Hancock Tower è uno spettacolare grattacielo che arricchisce lo skyline della città di Boston, negli USA. Subito dopo il suo completamento, la torre ha però iniziato a perdere letteralmente i pezzi. Difatti, è stato riscontrato un problema con l’uso innovativo di vetro riflettente blu in una struttura in acciaio; pannelli dal peso di oltre 200 kg si sono distaccati per poi precipitare e frantumarsi violentemente al suolo. In una tempesta del gennaio 1973 sono state ben 60 le finestre che si sono staccate dall’edificio cadendo in strada e rappresentando un enorme pericolo per le persone. La polizia locale si è vista quindi costretta a chiudere le strade ogni volta che le raffiche di vento superavano i 60 km/h. Il problema è stato risolto più avanti, con la sostituzione di tutte le 10.344 finestre ad un costo di circa 7 milioni di dollari dell’epoca.

IL SOTTOMARINO CHE AFFONDA

A pochi giorni dal suo completamento, è bastato un errore di calcolo di un decimale a far affondare, nel vero senso della parola, il progetto S80 della Marina Militare spagnola. Gli ingegneri del sottomarino S80 si sono resi conto che la struttura, con le sue 2200 tonnellate, una volta immersa non sarebbe stata capace di risalire a galla. Il progetto doveva essere ultimato nel 2015 ma ora si pensa che si potrà terminare solo nel 2017, dopo aver alleggerito il sottomarino di almeno 70 tonnellate e sborsato una cifra superiore ai 15 milioni di euro.