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Young Royals: è possibile seguire il proprio cuore in una famiglia reale?

Young Royals è una serie teen svedese, targata Netflix, che a primo impatto potrebbe sembrare il tipico prodotto orientato a trattare l’amore impossibile tra due classi sociali eccessivamente distanti, tormentato dai vari pedoni che intervengono in questa impossibile, ma così amata dal pubblico, storia d’amore. Eppure, analizzando più attentamente questa serie, si scoprirà che Young Royals va molto più avanti delle solite difficoltà amorose, volendo trattare un tema che difficilmente abbiamo visto recentemente in serie di questo genere.

Proseguendo con la visione dei suoi 6 episodi, pochi ma ben strutturati e raccontati, si potrà scoprire infatti che Young Royals non si ferma all’impossibilità dell’amore omosessuale tra Wilhelm, membro della famiglia reale svedese, e Simon, perché, in principio, non ci sarebbe alcun problema a limitarlo, se non per il fatto che faccia parte della famiglia reale e debba perciò mantenere una determinata figura pubblica. Tuttavia, la morte del fratello di Wilhelm, Eric, principe ereditario, cambierà le carte in tavola, mettendo il giovane secondogenito in una posizione definitivamente troppo scomoda e di fronte ad una serie di responsabilità più grandi dei suoi sogni, minuscoli a confronto e complicati da poter inseguire.

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Young Royals è una serie tv che all’impatto spicca anche per l’evidente inclusione in quanto ai temi che tratta durante i vari episodi. Non solo un giovane ed autentico amore omosessuale, ma anche la presenza di altri protagonisti che non rientrano esattamente nei canoni estetici su cui si basano la maggior parte delle serie teen del momento. Ne è un magnifico esempio la sorella di Simon, Sara, affetta dalla sindrome di Asperger, considerata dalle sue amiche il suo infallibile superpotere.

È di conseguenza evidente il paragone con un’altra serie teen, nata proprio in Norvegia, vicina svedese, che ha da sempre trattato i temi che più spaventavano gli adolescenti di tutto il mondo, ma che allo stesso tempo li rendono unici e pieni di potenziale: Skam.

Tuttavia, rispetto alla serie appena citata, Young Royals sembra non riuscire a spiccare il volo completamente, rimanendo fin troppe volte ad un livello pacato e mai oltre le aspettative dello spettatore, perdendo così l’opportunità di giocare con l’effetto sorpresa che non riesce a manifestarsi in nessun momento della narrazione della serie svedese.

Sebbene sia vero che rispetto a Skam, in particolare alla sua versione italiana, molti temi siano apertamente accettati dal cast di Young Royals, che poi altro non è che una proiezione della società svedese, almeno in una sua parte, si ha l’impressione che Young Royals avrebbe potuto fare molto di più.

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In più, con un finale così aperto, non è possibile trarre solide conclusioni dalla trama. Per questo motivo non ci resterà che aspettare una futura conferma da parte di Netflix per una possibile seconda stagione, con il fine di poter scoprire quale sarà la scelta finale di Wilhelm che, almeno per ora, sembra aver preferito seguire i suoi incarichi regali mettendo da parte l’amore della sua vita, quell’amore che per la prima volta sembrava avergli mostrato cosa fosse davvero la libertà.



Marco Russano