Un’intervista Pop Porno a Il Genio

Simone Dei Pieri

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Oggi noi di Social Up abbiamo deciso di proporvi un duo che ha entusiasmato i giovani con il proprio singolo Pop-Porno. Di nascita leccese ma di adozione milanese, Il Genio si riassume nell’amicizia tra Gianluca De Rubertis (voce, chitarra e tastiera) e Alessandra Contini (voce e basso), nelle melodie vintage e nella sperimentazione musicale. Li abbiamo incontrati per voi:

Il Genio. Cosa vi ha spinto a fare musica e da dove è arrivata l’illuminazione per il nome che poi vi ha fatto conoscere al grande pubblico?

Non c’è stata una motivazione vera e propria. Ci conoscevamo da tempo perché legati da una lunga amicizia. Quando ci siamo ritrovati a condividere la stessa casa a Milano, suonare insieme è stata una conseguenza molto naturale così come la scelta del nome che, dopo neanche troppi tentativi è saltato fuori ed è stato scelto senza nessuna esitazione.

Siete entrati nelle case degli italiani con Pop Porno, ma il vostro repertorio è ben più ampio. Qual è il pezzo che vi rappresenta di più, che sentite più vostro? Che rapporto avete con Pop Porno? Pensate che un tormentone possa avervi danneggiato rispetto al panorama musicale?

Dopo Pop Porno che è il singolo  contenuto nel nostro primo album abbiamo lavorato ad altri due dischi. abbiamo sempre mantenuto la caratteristica che ci contraddistingue, una fusione tra l’atteggiamento musicale e di Gianluca che è di derivazione classica e il mio che ammicca all’elettronica e ad ascolti più contemporanei. L’amore per gli chansonnier francesi e la passione per le sonorità vintage che abbiamo fortemente in comune, hanno fatto da collante al tutto.

Pop Porno per noi è semplicemente il brano che ci ha portato al grande pubblico e  che comunica in maniera immediata l’aspetto giocoso della nostra scrittura. La Percezione Del Buio E Della Luce è una  canzone a cui teniamo molto.

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Cosa ne pensate (sinceramente) dei reality musicali e conseguentemente degli artisti che nascono da lì?

I reality sono lo specchio della società, in fondo esistono perché la gente ne è attratta.

Qual è la cosa più strana che un fan ha fatto per voi o comunque nei vostri confronti? E’ stato difficile da gestire?

Non abbiamo incontrato particolari difficoltà anche se ciascuno di noi avrebbe delle storie stravaganti da raccontare. C’è, invece, una persona che non chiameremmo propriamente fan ma che consideriamo più amica che, dopo di essersi appassionato alla nostra musica, ha deciso di sua spontanea volontà di seguirci in moltissime tappe dei nostri tour e di riprendere le nostre performance live. Si chiama Andrea ed è un grandissimo appassionato di musica classica, cosa, questa, che ha contribuito e delle piacevoli chiacchierate post concerto.

Tanti artisti sentono la musica come una “missione”, altri come “ricerca personale”. Cos’è la musica per voi e cosa volete trasmettere al pubblico?

Per quanto ci riguarda dovrebbe essere una vera e propria missione, dedicarcisi a tempo pieno comporta tutta una serie di scelte coraggiose e di sacrifici che però siamo sempre stati disposti a fare ed accettare. La ricerca personale fa sempre parte del gioco, il principio base per noi rimane l’immediatezza che è una componente alla quale teniamo molto.

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

C’è la voglia di fare un quarto album ma al momento stiamo portando avanti dei progetti individuali che abbiamo intrapreso nel corso degli ultimi anni.

Che consigli sentite di dare a chi vuole intraprendere la vostra stessa strada?

Ognuno dovrebbe muoversi nella strada che sente più appropriata ai propri passi, l’unico consiglio che possiamo dare è di intraprenderla divertendosi.

La missione è sicuramente difficile ma non impossibile.