U2 a Roma, “The Joshua Tree” spegne le sue candeline all’Olimpico

In MUSICA by Serena Di StefanoLeave a Comment

“Siete una famiglia, è la più bella notte di sempre”. Nonostante sia una delle rockstar più amate al mondo, non nasconde l’emozione. Davanti a Bono e agli U2, sono 58mila gli spettatori accorsi da tutta Italia per assistere al primo dei due concerti allo Stadio Olimpico di Roma. L’occasione è speciale: festeggiare il 30esimo compleanno di The Joshua Tree, il quinto album degli U2 premiato come disco dell’anno ai Grammy Award del 1988 e che, per la rivista Rolling Stones, occupa la 27esima posizione nella lista dei 500 migliori di tutti i tempi.

E’ un amore datato e ricambiato, quello con il pubblico italiano. Per questo, Bono cerca di parlare e ringraziare in italiano più volte durante la serata. Roma, la splendida città dove – ricorda il cantante – è sepolto il poeta Keats. Ma è sin dal backstage che la band spiega ai giornalisti come “il concerto è lo stesso di Vancouver, ma a fare la differenza è il pubblico: quello italiano è sempre stato speciale”, dice Adam Clayton.

L’albero del deserto californiano che ha dato il nome al disco è il motore di tutto lo show. Suonato per intero e con i brani nello stesso ordine di 30 anni fa, l’album occupa la parte centrale del concerto. Prima, però, una breve introduzione ricostruisce la genesi degli U2: Sunday bloody sunday, New years’day, Bad e Pride. Quattro canzoni che ricordano la crescita della band e la scalata del rock mondiale. Il concerto inizia con semplicità, con i maxischermi spenti e senza annunci, come se gli U2 siano soltanto “i ragazzi di Dublino”.

Non potevano mancare le dediche. Quelle musicali, dall’amico Luciano Pavarotti scomparso 10 anni fa a David Bowie con la sua Heroes. Ma soprattutto quelle politiche. Da sempre, infatti, gli U2 sono attivisti oltre che musicisti. Per questo, i riferimenti critici sono al presidente degli Stati Uniti, ma anche alla democrazia negata, ai cambiamenti climatici per passare poi a ringraziare l’Italia per l’impegno contro il dramma dell’immigrazione. L’America avida e imperialista di Donald Trump non sembra, agli occhi degli U2, molto diversa da quella di Ronald Reagan. Così, non le mandano a dire all’attuale presidente con lo spezzone di un vecchio film western che pronuncia la frase: “Sei un bugiardo Trump!”

Il pubblico italiano canta a squarciagola, salta e balla nonostante, secondo molti, l’acustica non sia delle migliori. Gli U2 infiammano Roma, ben riscaldata e preparata allo show dall’ex Oasis Noel Gallagher con i suoi High Flying Birds. Bono e i suoi compagni di viaggio non invecchiano, come la loro musica d’altronde. Uno spettacolo senza tempo che catapulta i fan 30 anni indietro. Ovviamente, nel segno del rock.

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