Torre sindaco: il candidato di Piacenza conquista il cuore di tutti

Un vulcano a mo’ di inceneritore, il Gran premio di Formula 1 in città con tanto di casinò, la sconfitta della morte e udite udite viagra gratis per gli over 50. Quello che sembra essere uscito da una parodia di Scary Movie o da chissà quale altro universo parallelo, in realtà è tutto vero e stiamo parlando niente di meno che di un programma elettorale di un candidato sindaco della città di Piacenza.

Il suo nome è Stefano Torre e sebbene le sue idee siano alquanto strampalate e bizzarre durante lo spoglio di domenica scorsa pensate che ha intascato la bellezza di 1800 voti, un risultato che al ballottaggio rischia davvero di portarlo tra le poltrone del consiglio comunale. La sua ha tutta l’aria di essere una storia fra le tante: 52 anni suonati, web designer con tanto di laurea in ingegneria e un passato nella Lega Nord che con i suoi interventi televisivi e social. Ha scatenato l’affetto e l’ammirazione del popolo della rete in cui è considerato ormai un vero e proprio idolo.

Ma non è finita qui. Basta dare un’occhiata al sito internet per capire che Torre non è per niente ingenuo. Nei suoi vari comizi e interventi ha sempre creduto fermamente nei suoi intenti e soprattutto ha esposto le sue proposte in modo estremamente chiaro e dettagliato. Così accompagnato da un cilindro per cappello, fascia tricolore e cravatta a pois è letteralmente andato alla conquista dei suoi elettori. Per realizzare un vulcano basterà trivellare fino a raggiungere il magma al di sotto della crosta superficiale terrestre, dopodiché occorre procedere all’abolizione della morte ed infine un’idea non del tutto nuovo ma rivisitata: costruire un muro al confine per bloccare extracomunitari e profughi.

“La mia è una provocazione satirica che mette a nudo i fallimenti dei politici. Quando facevo i comizi in piazza all’inizio non c’era nessuno, ma la gente si è appassionata subito”, ecco quanto affermato dallo stesso Torre al quotidiano La Repubblica. Una chiaro schiaffo alla politica “seria” a cui toccherà dover fare i conti con uno sfidante tutt’altro che innocuo.



Erminia Lorito