Tomorrowland Around The World: l’innovativo festival musicale digitale

Sabato e domenica è andato in scena la prima edizione completamente online dell’iconico Tomorrowland.

Il famoso evento di musica elettronica, nato nel 2005 in Belgio, è diventato negli anni una vera e propria mecca per tutti gli appassionati, ma anche il modello di festival da seguire, sia per la qualità degli artisti invitati che per l’interazione con il pubblico.

Tomorrowland Around The World: il digitale che stupisce

L’edizione 2020, com’era prevedibile, ha subito un cambiamento di format. Non c’è stata una due o tre giorni di musica all days in Belgio o negli Stati Uniti, ma un’edizione totalmente virtuale: il Tomorrowland Around The World.

Il festival musicale, diventato digitale per una volta, si è svolto in otto stage diversi, con in cartellone più di sessanta artisti, tra cui Martin Garrix, Paul Kalkbrenner, David Guetta, Katy Perry, Lost Frequencies, Steve Aoki e molti altri.

Non è stato solamente una performance musicale a distanza, ma un vero e proprio spettacolo unico del suo genere, con effetti video di ultima generazione. Un tripudio della tecnologia 3D, del design video e dell’arte del computer grafica.

I partecipanti hanno potuto fruire dello spettacolo tramite pochi click nella piattaforma dedicata, potendo seguire anche webinar, workshop, stand virtuali di moda e cibo. Insomma, come se si trovassero fisicamente al festival.

L’esibizione di Katy Perry di sabato ha lasciato il pubblico di stucco, quando ha visto comparire sul palco virtuale la cantante statunitense con il pancione pronta ad infiammare il pubblico connesso.

Una nuova frontiera di festival musicale

Gli artisti si sono esibiti in studi di registrazione sparsi in tutto in mondo ed ogni stage è stato personalizzato ad hoc, con particolare attenzione al main stage, identico al famoso palco centrale dell’edizione “fisica”.

Durante la due giorni si sono alternate alla musica anche sessioni ispirazionali, guidate da personaggi pubblici carismatici, come l’ex cestista e dj Shaquille O’Neal o il pluridecorato will.i.am dei Black Eyed Peas. Sessioni di dieci o quindici minuti per dare consigli e speranza al mondo, mai così in difficoltà da decenni.

Il Tomorrowland Around The World è un ottimo esperimento, una risposta proattiva alla necessità di non fermarsi, adeguandosi alle misure di contrasto alla pandemia. La prima sembra essere andata bene e si propone come un’ottima alternativa anche ai tanti altri festival di rilievo internazionale.

Non resta che aspettare di poter tornare sottopalco a cantare insieme ai propri idoli. Intanto teniamoci strette iniziative innovative come il Tomorrowland Around The World, segno di un mondo che non si vuole arrendere.



Paride Rossi