The Human Library: libri viventi che raccontano la propria storia

Immaginate una biblioteca piena di libri, ma ad essere presi in prestito non sono i volumi, bensì le persone. Non siamo di certo impazziti. Questo è il progetto The Human Library nato a Copenaghen nel 2000 e che piano piano si sta diffondendo in tutto il mondo. L’idea è semplice, per trenta minuti si ha la possibilità di “prendere in prestito” una persona con cui dialogare e ascoltarne la storia.

Una biblioteca umana contro i pregiudizi

L’intuizione nasce da Ronni Abergel che, a seguito della perdita di un caro amico, morto pugnalato, decide di diventare un attivista non violento. Nel 2000 crea The Human Library con l’obiettivo di far dialogare le persone tra loro e offrire a tutti la possibilità di raccontare la propria storia.  Due perfetti sconosciuti, l’uno seduto di fronte all’altro; uno ascolta, l’altro racconta ma entrambi imparano. I volontari che interpretano il ruolo di “libri viventi” appartengono generalmente a qualche minoranza e portano la loro preziosa testimonianza per abbattere pregiudizi e creare una società più equa in cui nessuno si senta escluso. L’ignoranza è il primo ostacolo da superare per l’inclusione e quale modo migliore se non superarla con i racconti di chi ha vissuto discriminazioni o forme di violenza? Il fine di tutto questo è ovviamente difendere i diritti umani, generare un cambiamento sociale che porti ad una piena inclusione abbattendo pregiudizi e stereotipi.

Il progetto in Italia

La Human Library è oggi presente in 85 paesi nel mondo e lo sarà presto anche in molti altri. Oggi in particolare si sta lavorando per portare questa realtà in Sudafrica, Tunisia, Pakistan, India, Indonesia, Ecuador, Perù, Mongolia e Israele. Anche l’Italia partecipa al progetto con Biblioteche Viventi disseminate lungo tutto il territorio nazionale. In particolare, nel 2015 dall’Associazione Culturale Pandora nasce il progetto Human Library Toscana. Questa è una delle poche Biblioteche Viventi italiane ad aver ricevuto il riconoscimento dell’organizzazione internazionale. Altre Human Library ci sono a Milano Bergamo, Treviso, Torino, Palermo e Verona. Chiunque può contattare i vari enti e chiedere di partecipare al progetto. Organizzare un evento di questo genere richiede la coordinazione di numerose risorse per questo chiunque voglia collaborare e condivida gli ideali del progetto è il benvenuto.

La possibilità offerta dalle Biblioteche Viventi è davvero unica. Soprattutto oggi, in un mondo che scorre sempre più veloce, è bella l’idea di sedersi per trenta minuti e fermarsi ad ascoltare l’altro. Dialogando si possono scoprire infiniti mondi e infinite possibilità. Crediamo che dal punto di vista emotivo questo progetta possa davvero scuotere nel profondo.



Eleonora Corso