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Tamberi e Jacobs: una bellissima pagina di sport alle Olimpiadi di Tokyo

Il 2021 si sta confermando come l’anno migliore di sempre per lo sport italiano. L’ultimo tassello di questo fantastico puzzle è rappresentato dalla doppia medaglia d’oro conquistata alle Olimpiadi nella giornata di domenica 1 agosto da Tamberi e Jacobs.

Quasi in contemporanea, due tra i più talentuosi atleti italiani hanno portato lo sport azzurro a dei livelli mai visti. Il primo a compiere una vera e propria impresa sportiva è stato Gianmarco Tamberi nel salto in alto. L’azzurro, dopo il brutto infortunio che l’aveva tenuto lontano da Rio 2016, è riuscito a prendersi la sua personale rivincita. E l’ha fatto saltando ben 2,37 mt guadagnando il primo posto ex aequo con Barshim, saltatore qatariota definito dallo stesso Tamberi come il più forte di sempre.

Dopo la straordinaria vittoria, il ragazzo marchigiano si è lasciato andare a un’esultanza tanto sfrenata quanto genuina, che dimostra quanto sia importante per lui questo risultato.

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Pochissimi metri più in là all’interno dello stadio, un altro italiano ha scritto la storia dell’atletica. Stiamo parlando ovviamente di Marcell Jacobs, fresco vincitore dei 100 metri. Nella semifinale, che l’ha visto passare come terzo, aveva già stabilito un record, andando a concludere la gara con il tempo di 9’83. Non pago, nella finalissima ha deciso di distruggere questo nuovo primato. La sua finale, infatti, l’ha visto correre alla velocità di più di 43 km/h e concludere i 100 metri nell’impressionante tempo di 9’80.

Marcell Jacobs non solo è stato il primo italiano a vincere i 100 metri alle Olimpiadi, ma è stato anche il primo a raggiungere la finale. Questo risultato vuol dire non tanto, di più.

Nelle tre edizioni precedenti – Pechino 2008, Londra 2012 e Rio 2016 – il vincitore della medaglia d’oro fu sempre e solo Usain Bolt, il più forte di sempre. Il suo “erede” sportivo, quindi, è italiano, ed è fortissimo.

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Tamberi e Jacobs ci regalano due strepitosi ori in un Olimpiade che ci ha visto conquistare tantissimi bronzi e un buon numero di medaglie d’argento.

I nostri complimenti più sinceri però non vanno solamente a loro due, scrittori di due pagine bellissime di sport, ma a tutti gli atleti azzurri che sono riusciti ad arrivare fin qui. Perché già essere a Tokyo è un’impresa da acclamare e da non dimenticare. Vincere l’oro, poi, è il coronamento di una carriera. Complimenti a tutti!



Marco Nuzzo