Superbonus 2023: in che misura è migliorabile?

Il decreto Aiuti-quater del nuovo esecutivo Meloni introduce significativi cambiamenti al superbonus attuale, in primis riducendo la detrazione dal 110% al 90%, ma al contempo offre una nuova chance alle villette, grazie all’introduzione del quoziente familiare come nuova barriera di accesso al credito. 

Il superbonus 2023 – commenta Daniele Iudicone, cofondatore di IMC Holding, realtà italiana che da oltre un decennio si occupa di rinnovabili, fotovoltaico residenziale in primis, con il brand di proprietà Fotovoltaico Semplice – rappresenta un punto a favore della transizione green del paese perché riapre la possibilità di godere dei vantaggi fiscali anche alle ville uni e plurifamiliari che fino a oggi erano rimaste tagliate fuori. Basti pensare che in Italia (rilevazioni Istat) sono oltre 6,5 milioni le abitazioni unifamiliari, oltre 2,7milioni quelle bifamiliari e circa 1,4milioni quelle plurifamiliari; questo cambiamento quindi rappresenta un volano importante  per proseguire l’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare italiano, grazie al fotovoltaico”. 

È indubbio – prosegue Iudicone – che con il quoziente familiare la forbice di abitazioni che potrà accedere al credito aumenterà, ma sicuramente restano ancora tagliati fuori i single e le famiglie poco numerose con un reddito medio alto. Un aumento del reddito generale del quoziente familiare sarebbe auspicabile per ampliare la platea di aventi diritto. A questo aspetto aggiungerei la semplificazione delle pratiche burocratiche o quantomeno il mantenimento delle stesse allo stato attuale, senza apportare ulteriori modifiche, che creerebbero un caos incredibile, come accadde all’inizio dell’avvento del superbonus 110%”. 

Le nuove agevolazioni 2023 consentiranno di migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione, con una riduzione dell’80-90% del consumo di luce e gas tradizionali, grazie all’adozione di un impianto fotovoltaico abbinato a pompa di calore ibrida o elettrica e batterie di accumulo, per utilizzare l’energia prodotta dal sole anche nelle ore serali. Ammonta al 90% l’importo della fattura di cui si potrà cedere il credito. Volendo fare un esempio concreto relativo a una villetta, l’intervento energetico ha un costo di 30mila euro che potrà godere di una detrazione di circa 27mila euro”. 

Non dimentichiamoci infine che l’effettiva transizione green dell’Italia non può prescindere dall’avvio delle comunità energetiche, oggi ancora molto lontane dall’attuazione, perché manca la firma ai decreti attuativi da parte degli enti preposti. Speriamo che con il nuovo esecutivo anche questa tematica venga sbloccata, una volta per tutte; rappresenterebbe un incentivo importantissimo per la diffusione del fotovoltaico tra le Pmi e i condomini. Altre nazioni in Europa sono molto più avanti di noi nell’attuazione della direttiva RED II dell’Unione Europea; dovremmo prendere esempio dalla Spagna che ha adottato delle politiche energetiche green davvero sorprendenti e che stanno dando ottimi risultati” conclude Daniele Iudicone, co-fondatore di IMC Holding.



redazione